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Le terrificanti avventure di Sabrina – Parte 2: un altro colpo al patriarcato

Le terrificanti avventure di Sabrina – Parte 2: un altro colpo al patriarcato

Di Lorenzo Pedrazzi

Che Le terrificanti avventure di Sabrina avesse un sottotesto “politico” era chiaro fin dai primi episodi, ma la seconda parte della serie Netflix (ufficialmente non si parla di “stagioni”) aggiunge ulteriori sfumature alla lotta di Sabrina Spellman contro il patriarcato, di cui la Chiesa della Notte è l’emblema neanche tanto metaforico. La differenza, stavolta, è che la giovane strega può operare dall’interno: il battesimo oscuro ha ufficializzato il suo allineamento tra le schiere di Satana, dove Sabrina (Kiernan Shipka) si muove come un virus impazzito nel “sistema”.

In perfetta continuità con le puntate precedenti (compreso lo speciale natalizio), i nuovi episodi ripartono dall’Epifania, che per Sabrina si traduce nell’incontro con tre “Magi” demoniaci: il sovvertimento dell’immaginario cristiano si conferma l’aspetto più divertente della serie, poiché mette in scena una sorta di “antimondo” governato dagli opposti, in piena ribellione contro i dogmi e le tradizioni religiose. Non a caso, il cammino della protagonista è cadenzato da varie tappe che rievocano gli episodi della vita di Cristo, ma trasposti al presente in forma satanica. Nel suo percorso di scoperta e autodeterminazione non c’è nulla di immutabile, anzi, il contesto si evolve insieme a lei: Harvey (Ross Lynch) ha una storia d’amore con Rosalind (Jaz Sinclair), mentre Susie entra nella squadra maschile di basket e decide di farsi chiamare Theo; la zia Hilda (Lucy Davis) approfondisce il suo rapporto con il Dr. Cerberus (Alessandro Juliani), e Zelda (Miranda Otto) fa lo stesso con Blackwood (Richard Coyle), che intanto vuole arruolare Ambrose (Chance Perdomo) tra i suoi fedelissimi. Mary Wardwell alias Lilith (Michelle Gomez) è frustrata dalle richieste dell’Oscuro Signore, ma il ritorno di Adam (Alex Denisof), fidanzato della vera Mary, le offre un po’ di sollievo. Dopo un lungo flirt, la stessa Sabrina comincia una relazione con Nicholas (Gavin Leatherwood), ma deve guardarsi da Prudence (Tati Gabrielle) e dalle sue sorelle.

Le terrificanti avventure di Sabrina

Insomma, le avventure della “strega adolescente” non ignorano il trascorrere del tempo, che lascia segni visibili sulla sua maturazione e sulla scelta dei temi. Il richiamo del sesso è ben più acuto, e gli autori concedono maggior spazio a un lieve erotismo, soprattutto nell’episodio dedicato al Lupercalia (il licenzioso “San Valentino” delle streghe). Ma, soprattutto, gli obiettivi di Sabrina diventano più chiari: grazie all’eredità paterna, la protagonista sa che deve riformare la Chiesa della Notte per renderla più pacifica ed egualitaria. A tal proposito, la metafora politica de Le terrificanti avventure di Sabrina si fa più interessante in questa Parte 2, che allarga (almeno inizialmente) la frattura tra Sabrina e Zelda per innescare un profondo dualismo ideologico. Se l’ambiziosa zia è portavoce del femminismo neoliberista, determinato a ottenere la parità dei sessi senza rivoluzionare il sistema (in altre parole: vuole guadagnare il privilegio maschile di opprimere il prossimo), la nostra eroina è invece l’emblema di quello che Nancy Fraser chiama femminismo per il 99%, finalizzato ad abbattere il principio dominante – ovvero il capitalismo – per sostituirlo con un sistema più giusto. A Zelda non interessa rinnovare la Chiesa della Notte per mondarla dei suoi risvolti discriminatori, ma solo diventare Alta Sacerdotessa e conquistare i medesimi privilegi degli uomini; Sabrina, al contrario, vuole cambiare le dottrine stesse dell’istituzione satanica, per favorire la libertà di scelta, la convivenza con i mortali e la parità dei sessi. Più che demoni e spettri, il patriarcato è il vero mostro della serie: un Leviatano da abbattere con la forza delle idee e della solidarietà reciproca.

Le terrificanti avventure di Sabrina

La battaglia di Sabrina si fa quindi universale, seppur filtrata da un racconto di genere che non dimentica le sfumature inquietanti o teen. I cinque episodi (su nove) che ho visto in anteprima confermano un gusto per il macabro che ricorda Weird Tales e altri classici del terrore a fumetti, soprattutto nell’episodio Doctor Cerberus’s House of Horror, praticamente una mini antologia focalizzata su sei personaggi diversi. Il clima sulfureo è sempre efficace, ma a destare qualche perplessità sono certi snodi narrativi un po’ goffi o forzati, peraltro già evidenti nelle prime puntate. Manca il senso della misura, gli episodi tendono a essere troppo lunghi e – a tratti – abbastanza tediosi, salvo poi risvegliare l’attenzione con qualche colpo di scena ben piazzato (come accade nel quinto, Blackwood). Non convincono nemmeno i dialoghi troppo didascalici, che non lasciano mai nulla di implicito per assicurarsi di rendere chiaro proprio tutto, con scarsa considerazione verso l’intelletto del pubblico. I problemi di scrittura sono molto evidenti nella diciannovesima puntata, dove i nessi logici saltano completamente.

Si tratta comunque di momenti saltuari, per quanto fastidiosi. Nel complesso, Le terrificanti avventure di Sabrina ha il merito di armonizzare i suoi sottotesti con un piacevole intreccio teen-horror, caratterizzato da atmosfere molto riconoscibili e personaggi secondari divertenti, ora meglio delineati che in passato. Sabrina è il centro gravitazionale della narrazione, ma non si propone fortunatamente come un esempio di virtù: travolta dalle circostanze, disposta anche a “barare” con la magia per ottenere risultati più grandi, è un’eroina che rispecchia i moti e le ambiguità dell’adolescenza, non un modello idealizzato da venerare. Già questo, di per sé, è un pregio non indifferente.

Le terrificanti avventure di Sabrina

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