Guillermo Del Toro ha rivelato di aver scoperto per la prima volta i libri di Scary Stories to Tell in the Dark in una libreria, a San Antonio, agli inizi degli anni ottanta.
Il titolo lo aveva attratto inizialmente, ma sono state le storie brevi di Alvin Schwartz e le illustrazioni di Stephen Gammell a conquistarlo. Parlando con EW, il filmaker ricorda:
“Hanno la semplicità delle storie raccontate attorno al fuoco. Hanno quel sapore del folklore e della narrazione orale, con un grande senso dell’impostazione e della battuta finale”
Quando del Toro è stato contattato per l’adattamento dei libri, in qualità di produttore e co-sceneggiatore ha deciso di non concepire una pellicola antologica.
Questo perché crede che questo tipo di film sono sempre definiti dai segmenti peggiori. Così ha optato per una storia unificata con una cornice narrativa. La pellicola di André Øvredal (Troll Hunter, Autopsy) è stata così ambientata nel 1968 e segue un gruppo di ragazzi dove ognuno ha un incontro con un mostro basato sulla più grande paura.
Il mostro preferito di Øvredal e del Toro compare nella storia ‘Il sogno’ di Schwartz/Gammell. Spiega Øvredal:
“Racchiude quello che rende così divertenti queste storie, una sfacciata innocenza sotto la quale c’è qualcosa così seria e spaventosa”.
Del Toro aggiunge che è stato:
“Il personaggio più difficile da trasporre dal libro allo schermo.
Gammell disegna queste immagini molto effimere, e noi abbiamo provato a trasporle in 3D. In realtà ho reclutato i migliori scultori che conosco, che sono Mike Hill e Norman Cabrera, e sono andato a una delle migliori compagnie di effetti speciali pratici e trucco, la Spectral Motion, e da lì siamo partiti e abbiamo onorato i disegni di Gammell. Abbiamo fatto diversi personaggi nei libri. In ciascun caso, ci siamo questi: ‘Ha l’aspetto e da l’impressione del personaggio sulla pagina?’ Una volta che li vedi muoversi nel film, si manifestano esattamente nel modo più vicino possibile a un disegno di Gammell che prende vita”.
La serie è composta da tre libri: Scary Stories to Tell in the Dark (1981), More Scary Stories to Tell in the Dark (1984) e Scary Stories 3: More Tales to Chill Your Bones (1991). Ognuno di essi include vari racconti, spesso basati sul folclore e sulle leggende metropolitane.
I volumi sono stati “banditi” dall’American Literary Association poiché giudicati troppo spaventosi per il loro target di riferimento, soprattutto a causa degli splendidi disegni di Gammell, effettivamente molto inquietanti. Nell’edizione per il 30° anniversario, però, le sue illustrazioni sono state sostituite da quelle di Brett Helquist, causando il malcontento dei fan.
Scary Stories to Tell in the Dark arriverà nelle nostre sale dal 24 ottobre.
Fonte EW
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