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Avengers: Endgame – La spiegazione dei viaggi nel tempo

Avengers: Endgame – La spiegazione dei viaggi nel tempo

Di Andrea Suatoni

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Avengers: Endgame è ormai storia: il film che ha coronato 11 anni di storie del Marvel Cinematic Universe è finalmente arrivato nelle sale, ed oltre a dare un degno finale all’universo unito ha sollevato moltissime domande. Fra queste, una delle più interessanti e spinose riguarda il funzionamento dei viaggi nel tempo, che Tony Stark, Ant-Man e il gruppo degli Avengers “sopravvissuti” allo schiocco di dita di Thanos in Avengers: Infinity War hanno usato per riportare le cose alla normalità riuscendo a riunire di nuovo tutte le Gemme dell’Infinito.

Avengers: Endgame

LE LINEE TEMPORALI MARVEL

Come abbiamo già spiegato relativamente al film premio Oscar Spider-Man: un Nuovo Universo (cliccate qui per un approfondimento completo), i viaggi nel tempo nel Marvel Universe fumettistico funzionano perfettamente, a seguito di una serie di ferree regole di cui la casa delle Idee si è dotata: sostanzialmente, potremo riassumere il tutto affermando che nei fumetti i viaggi nel tempo non possono esistere, o meglio, si esauriscono semplicemente in un singolo istante dal quale il tempo si “divide” in due linee differenti che continuano poi a viaggiare parallele.

Ciò significa che il viaggiatore temporale potrà viaggiare indietro o avanti nel tempo all’interno della sua propria timeline, ma dal momento esatto in cui arriverà nel passato o nel futuro creerà una linea temporale alternativa, derivante proprio dalla sua presenza nel passato. Gli eventi di tale linea potrebbero essere molto simili a quella “originale”, ma si svolgeranno in ogni caso in una timeline differente, ovvero in una dimensione alternativa.
E’ quindi così che funzionano i viaggi nel tempo nei fumetti Marvel (ed anche in Spider-Man: Un nuovo Universo): ogni viaggio nel tempo genera una dimensione alternativa, parallela a quella originale; di conseguenza, non è mai possibile, in nessun caso, modificare il corso degli eventi.
Facendo un esempio con il famoso Grandfather Paradox: se tornando indietro nel tempo uccidessimo nostro nonno, tornati nel presente lui sarebbe in realtà ancora vivo, ma avremmo creato una dimensione alternativa nella cui timeline non siamo mai esistiti.

Avengers: Endgame

IL TEMPO NEL MARVEL CINEMATIC UNIVERSE

Avengers: Endgame purtroppo invece di mutuare la perfetta (oltremodo abusata ma anche per questo totalmente “rodata”) teoria temporale dei fumetti da cui prende spunto, decide di aggiungere alcune regole all’equazione, portando ad un risultato che non riesce ad autogiustificarsi in nessun modo.

Non esistono regole assolute per i viaggio nel tempo: moltissime diverse opere che ne hanno usato le dinamiche li hanno trattati con modalità e regole differenti: basti pensare all’ineluttabilità di L’esercito delle 12 Scimmie o anche Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (in cui il presente è già condizionato a prescindere dal viaggio fatto nel passato: non solo non si può cambiare il presente, ma potenzialmente lo si innesca) o all’effetto farfalla di The Butterfly Effect (per cui ogni cambiamento del passato porta ad una “cancellazione” del presente originale, verso un nuovo presente originato dal cambiamento effettuato).
Ciò che è assolutamente necessario per far funzionare una pellicola o una qualsiasi opera che affronti la complessità narrativa dei viaggi temporali è che essa rispetti le proprie regole.

Ci sono due scene in Avengers: Endgame dove le regole del viaggio nel tempo vengono spiegate al pubblico.
Nella prima, un confronto fra Bruce, Rhodey, Scott e Clint ci erudisce sul fatto che viaggiando nel passato, il passato diventerebbe il nostro futuro ed il nostro presente diventerebbe il nostro passato, ed è nella logica delle cose che il passato non possa venir modificato dal futuro. Nella pratica, ciò significa che, essendo già stato scritto il presente, esso non possa essere riscritto tramite la manipolazione del passato.
Nella seconda, l’Antico parlando con Bruce aggiunge che le Gemme dell’Infinito regolano l’andamento della linearità del tempo, e che rimuovendone una si creerebbe una nuova linea temporale. Esattamente come nella teoria fumettistica quindi, cambiare il passato creerebbe una una nuova linea temporale, una realtà alternativa. Ma pare che ciò sia possibile solamente rimuovendo da quella linea temporale almeno una Gemma: riportandole tutte al loro posto, la linearità del tempo viene fatta salva.

LA LINEARITA’ DELLA TEORIA DI AVENGERS: ENDGAME

Dovrebbe essere chiaro quindi come, viaggiando nel passato, sia impossibile modificare il proprio futuro.
Raccogliendo le 6 Gemme dell’Infinito nel passato per usarle nel presente, gli Avengers hanno creato 4 nuove linee temporali/dimensioni alternative: una al tempo della Battaglia di New York (Gemma del Tempo e Gemma della Mente), una nel 1970 (Gemma dello Spazio dopo il tentativo fallito precedentemente), una ai tempi del primo Guardiani della Galassia (Gemma del Potere e Gemma dell’Anima) ed infine una al tempo di Thor: The Dark World (Gemma della Realtà).
Tali linee temporali sono quindi poi state cancellate nell’epilogo del film: quando Cap, viaggiando indietro nel tempo, ha riportato le Gemme (e anche Mjolnir) al loro posto esattamente nell’istante in cui esse sono state prelevate, tutto dovrebbe essere tornato alla normalità.
Tutto ciò che è accaduto durante i viaggi è ora canonico, fa parte dell’unica linea temporale esistente (come il dialogo fra Frigga e Thor appena prima della morte di lei, o l’incontro fra l’Antico e Bruce anni prima che Stephen Strange diventasse un mago). Tali situazioni si sono quindi sempre verificate, ma erano state lasciate off-panel.

Fin qui, le cose tornano. Anche nel momento in cui si pone enfasi sulla fuga di Loki, teleportatosi lontano sfruttando il potere del Tesseract: nessuno ha riportato “quella” Gemma dell’Infinito al suo posto, dovrebbe quindi essersi creata una linea temporale alternativa, dove Loki è ancora vivo e non è mai stato catturato. Chissà cosa avrà combinato con la Gemma dello Spazio nelle sue mani? La serie in arrivo sul canale in streaming Disney+ potrebbe chiarirci le idee…

I PROBLEMI DELLA TEORIA DI AVENGERS: ENDGAME

Le cose iniziano a non tornare quando andiamo ad analizzare altri aspetti: uno dei più grandi problemi riguarda la morte di Thanos e la sconfitta di tutto il suo esercito. Il Thanos sconfitto nel presente dallo schiocco di dita di Iron Man è quello che esisteva al tempo del primo Guardiani della Galassia: se Thanos è morto, allora le azioni da lui compiute in Avengers: Infinity War non dovrebbero essere mai avvenute. Oppure, la sua morte ha portato ad una realtà alternativa: ma ciò non è in linea con quanto detto dall’Antico.

Allo stesso modo, come può la Nebula del presente uccidere la sé stessa del passato… Se è morta in quanto uccisa da sé stessa? Ci troviamo qui in uno dei più classici paradossi temporali: Nebula non può esistere nel presente per uccidere la sua versione del passato, a meno che le due non vivano in due diverse dimensioni temporali, di nuovo in rotta con l’assunto dell’Antico.

Infine, un ulteriore sgretolamenteo delle teorie fin qui enunciate arriva tramite l’epilogo dedicato al personaggio di Captain America: Steve Rogers al termine del film decide di vivere la sua vita insieme a Peggy Carter, saltando probabilmente al 1940 e lì rimanendo in pianta stabile. Ciò significa che Steve dovrebbe sempre essere stato il marito di Peggy, maliziosamente rimasto sempre off-panel nel MCU. Dobbiamo quindi supporre che Steve (con la complicità di Peggy) abbia tenuto nascosta la sua esistenza per tutta la vita, lasciando credere al mondo di essere morto per evitare di cambiare la linea temporale… Cosa che sarebbe però potuta accadere potenzialmente in ogni momento, ancora una volta senza la rimozione di una Gemma dell’Infinito dal flusso del tempo.
Secondo alcuni, Steve potrebbe aver vissuto invece la sua vita in una realtà alternativa, tornando poi a salutare i suoi amici nella sua precedente timeline. Ma ancora, la realtà alternativa sarebbe stata creata dalla sua pura presenza nel passato, in barba a ciò che disse l’Antico a Bruce.

IN CONCLUSIONE

In definitiva, il Marvel Cinematic Universe ha prima cercato di discostarsene, ma ha poi effettivamente utilizzato le stesse regole dell’universo fumettistico. Per far funzionare il film, dovremo fingere che il dialogo fra l’Antico e Bruce Banner non sia mai avvenuto, e che le Gemme siano state riportate indietro per motivazioni differenti (non era così difficile inventare, in tali contesti fantascientifici e con la vastità degli spunti fumettistici, una giustificazione alternativa); Avengers: Endgame compie quindi l’errore più grande che avrebbe potuto fare rispetto al trattamento dei viaggi temporali: rompe le sue stesse regole, non rispettandole, portando ad un risultato confusionario, trascurato e difettoso che stona con l’epicità dei toni e delle situazioni che si trova a voler raccontare, peraltro visivamente in maniera estremamente efficace.
Un vero peccato, perché per far quadrare il tutto sarebbe bastato davvero un piccolo sforzo in più… O anche solo, senza cercare di strafare, rispettare le teorie Marvel standardizzate da anni.

Avengers: Endgame

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La guida alle Gemme dell’Infinito in Avengers: Endgame

Lo spot esteso di Avengers: Endgame ci offre un viaggio nel passato

La prima clip tratta da Avengers: Endgame

Una featurette di Avengers: Endgame sul più grande rischio mai corso dai Vendicatori

Il nuovo trailer di Avengers: Endgame

I Vendicatori cercano riscatto nella featurette di Avengers: Endgame

Una valanga di character poster per Avengers: Endgame

Il trailer ufficiale di Avengers: Endgame

Marvel aggiunge il nome di Danai Gurira al poster di Avengers: Endgame

L’analisi del trailer ufficiale di Avengers: Endgame

Lo spot del Super Bowl di Avengers: Endgame

Il primo trailer di Avengers: Endgame

Stan Lee aveva già girato il suo cameo per Avengers 4

In origine lo schiocco di Thanos avveniva in Avengers 4

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