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20 marzo 2019 • 16:30 • Scritto da DocManhattan

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – La Signora in Giallo

La storia di Jessica Fletcher e di come ha provocato indirettamente così tante morti da essere il più grande serial killer della storia della televisione mondiale.
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Tutto nasce da Agatha Christie. Che la giallista britannica lo volesse o meno. Se siete dei fan de La signora in giallo, anche se non avete mai avuto il coraggio di dirlo a nessuno, o se al contrario siete saltati anche voi da tempo sul trenino dei meme scemi e meravigliosi su Jessica Fletcher e i gesti scaramantici che ogni persona sana di mente a Cabot Cove avrebbe dovuto fare solo al vederla passare, tutto parte da Agatha Christie.

Prima metà degli anni 80. Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link sono tre produttori cinquantenni fermamente intenzionati a tirare fuori una nuova Ellery Queen: un’altra serie proprio come quello show degli anni 70, creato da Levinson e Link, su uno scrittore che si diletta a fare il detective. I tre sono dei fan del personaggio di Miss Marple della Christie e adorano la versione interpretata da Angela Lansbury nel film dell’80 Assassinio allo specchio (The Mirror Crack’d).

Film a cui la Lansbury era arrivata dopo un’altra pellicola tratta dai romanzi di Agatha Christie, Assassinio sul Nilo (Death on the Nile, 1978). Ma come avrebbero potuto convincere un’attrice lanciatissima a Hollywood, si dicono i tre produttori, a girare una serie TV? Negli anni in cui ancora il rapporto osmotico tra piccolo e grande schermo di oggi non si portava, pareva brutto, puzzava di fine carriera?

“A Virtual Murder” (Omicidio a Hasting Rock): Jessica Fletcher e la realtà virtuale, nel 1993.
E i ragazzini di oggi con la PlayStation muti.

E allora a dar loro una mano ci pensa il destino: Assassinio allo specchio floppa di brutto, nonostante il cast pazzesco (Elizabeth Taylor, Rock Hudson, Tony Curtis, Kim Novak, Geraldine Chaplin…) e Angela Lansbury si dice interessata a un progetto televisivo. La trasformazione in Jessica Beatrice MacGill, vedova Fletcher, è a un passo. Anche il titolo originale della serie, Murder, She Wrote, viene dalla Miss Marple di Agatha Christie, fonte di ispirazione principale per il personaggio di Jessica: Murder, She Said era un film del ’61 in cui Miss Marple era interpretata da Margaret Rutherford. In Italia è noto come Assassinio sul treno.

Il 30 settembre del 1984 va così in onda sulla CBS il primo episodio di Murder, She Wrote, che approderà da noi quattro anni più tardi con il titolo La signora in giallo. La sfiga portata oggettivamente dalla signora Fletcher nella cittadina immaginaria di Cabot Cove, Maine, e in tutti i luoghi da lei raggiunti, aveva iniziato a propagarsi. In dodici stagioni e 264 episodi (più 4 film per la TV), la scrittrice avrà modo di mietere un numero di vittime terrificante con la sua sola presenza.

Era poi un caso, del resto, se Jessica era rimasta vedova giusto prima dell’inizio della serie? Noi crediamo decisamente di no.

“Unfinished Business” (Un conto da saldare): la rimpatriata tra Bosley ed Erin Moran.

La serie decolla. Affiancata da quel sempliciotto di Amos Tupper (il Tom Bosley di Happy Days), la giallista inarrestabile, una Rambo appena uscita dal casco del parrucchiere, macina assassini e punti di share. La prima stagione arriva all’ottavo posto nella classifica delle serie più seguite, a cavallo tra l’84 e l’85. Un anno dopo è al terzo posto, toccando i picchi più alti dei suoi dodici anni trascorsi in TV a raccattare cadaveri e supplire all’incompetenza della polizia.

Durante la terza stagione, Jessica vola alle Hawaii per incontrare Magnum P.I., in un doppio crossover, e lancia lo spin-off Provaci ancora, Harry (The Law and Harry McGraw). Ma arrivati alla fine degli anni 80 le cose non girano più per il verso giusto. Soprattutto, la Lansbury è stanca. Nell’88 l’attrice ha 63 anni e non se la sente di continuare a girare così tanto: ci vogliono otto giorni di ciak per un singolo episodio. La quinta stagione (1988-1989) minaccia di essere l’ultima, e i produttori decidono di lasciare più spazio agli altri personaggi, facendo sì che in molti episodi “la signora in giallo” appaia solo per qualche scena.

Il riposo fa bene ad Angelona nostra, che nel ’92 diventa produttrice esecutiva dello show insieme al marito e alla loro Corymore Productions. Per ravvivare un po’ gli ascolti, Jessica si trasferisce nella Grande Mela e inizia a insegnare criminologia. Gli studenti dei suoi corsi, ovviamente, sarebbero morti tutti nel volgere di pochi mesi.

Arrivati alla dodicesima stagione, nel ’95, la Lansbury vorrebbe smettere, a causa dell’età. La serie chiude però per il crollo degli ascolti, causato da una folle decisione del network. La CBS toglie La signora in giallo dallo slot della domenica sera, occupato per tutto quel tempo, piazza al suo posto due sitcom e trasloca la Fletcher al giovedì. Il giorno in cui sulla rivale NBC va in onda il blocco Must See TV, con i suoi ascolti da record garantiti da Friends.

Il morto ammazzato questa volta è il telefilm, e manco la battagliera Jessica può farci nulla.

La detective con la vocina torna in azione però l’anno dopo, nel primo di quattro film per la TV usciti tra il ’97 e il 2003, cui vanno aggiunti una fortunata serie di romanzi e due avventure punta e clicca per PC della Legacy Games. La softco dei giochi su CSI, Law & Order, Criminal Minds e altre serie per pubblico un po’ anziano, quanto meno nell’animo. Ma tranquilli, se siete dei fan, non lo diciamo a nessuno. Parola.

Un saluto ad Angelona, che oggi ha 93 anni e nel 2014 ha ricevuto il medaglione di Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico da quell’altra ragazzina di Elisabetta II, nata cinque mesi dopo di lei. Ma un abbraccio forte, ovunque si trovi esattamente nel mondo della fantasia, agli abitanti di Cabot Cove. Uno studio della BBC confermò anni addietro quello che abbiamo sempre saputo tutti: la media di 5,3 morti ammazzati in città per stagione ha trasformato la cittadina immaginaria del Maine nella capitale mondiale dell’omicidio. Su una popolazione di poco più di tremila e cinquecento abitanti, vuol dire che circa il due percento dei residenti ha tirato le cuoia prima della fine dello show. E la Los Angeles di tanti polizieschi pieni di pallottole può solo accompagnare.

Ma non è tutto. Le probabilità di schiattare, se eri un tizio di fuori, solo di passaggio a Cabot Cove, erano molto più alte. La signora Fletcher ti invitava per un tè, con il sorriso da campionessa di partite a pinella con le amiche e la sua musichetta da giardiniere. Venga, venga giovanotto. Ed eri fottuto.

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