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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – College

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – College

Di DocManhattan

È il 1989. La fracassona avventura de I ragazzi della 3a C, fenomeno televisivo girato con due lire e in ossequio alla sacra regola degli studenti liceali interpretati da semi trentenni, si è appena conclusa, e per la primavera del ’90 va trovato qualcosa di nuovo da mandare su Italia 1 al martedì sera. E siccome non c’è, beh, si potrebbe sempre cavare qualcosa da quel vecchio film dell’84 di Castellano e Pipolo, no? College? Ecco, sì. Fare una serie TV di College: stesso titolo, stessa protagonista, storia un po’ diversa ma non troppo. E con i figli di Castellano e Pipolo a gestire il tutto.

L’ex Miss Italia Federica Moro, Arianna Mancini nella commedia dell’84, diventa così Arianna Silvestri, al centro del rapporto denso di equivoci tra un’accademia navale e il vicino Victoria College. Accanto a lei, il fidanzato Marco non è più Christian Vadim (il figlio di Catherine Deneuve), ma l’olandese Keith Van Hoven. Volante solo nel senso che poi è scomparso. Il resto del cast è imbottito allo stesso modo di meteore, fatto salvo qualche volto famoso. Per una ragione o l’altra.

Da I ragazzi della IIIa C sono arrivati Fabio Ferrari e Fabrizio Bracconeri, dal film dell’84 torna George Hilton, unica presenza comune nei due cast insieme alla Moro. La snob Beatrice Barbieri è la tedesca Lara Wendel, che in curriculum, accanto ai polizieschi, ha affiancato pure un paio di piccole parti per Fellini. Stefano Masciarelli fa il barista/confidente in un locale fintissimo frequentato da cadetti e collegiali.

Dove nessuno mette mai al jukebox La Colegiala. Un rigore sbagliato a porta vuota.

In singoli episodi saltano fuori pure Melba Ruffo, appena arrivata in Italia, Antonio Zequila, non ancora trasformatosi nel Mutanda, e l’attrice Milly D’Abbraccio, da poco passata all’hard. Dopo aver sfidato proprio Zequila in una puntata del Colpo Grosso di Smaila. Because anni 80.

Dura poco l’avventura televisiva di College. 14 episodi, una sola stagione. Episodi talmente semplici che a riguardarli ora fanno tenerezza, conditi dai siparietti ancora troppo anni 80 della sportiva Vally, dalla secchiona Cinzia, dal palestrato Roccia (clone nostrano di Eugene Tackleberry) e dalla ninfomane Samantha, tutti con le voci in prestito da nomi famosi del doppiaggio italiano. Non fosse stato per qualche nota sexy appena accennata, anche se in Toscana, si era pur sempre idealmente nei paraggi del finto Mambo del finto Marrabbio, nella Cologno Monzese giapponese della Licia live action.

Eppure College all’epoca fu in grado di incollare davanti al televisore fino a sei milioni di spettatori a puntata. Erano tempi più semplici, o forse non c’era molto altro, e tutti si stava ad aspettare i mondiali giocati in casa che avremmo sicuramente vinto. O forse quel riverbero di commedia scollacciata di dieci anni prima bastava. Vallo a sapere.

I due figli d’arte in regia avrebbero trovato fortuna soprattutto in altri campi. Lorenzo Castellano – che aveva esordito nell’82 come aiuto regista del padre, in Grand Hotel Excelsior – diventerà un autore di programmi e reality come Grande Fratello, La Talpa e Distraction con Mammucari.

Il figlio di Pipolo, Federico Moccia, anche lui partito come assistente del padre (Attila flagello di Dio), scatenerà nel 2004 sulle librerie inermi il fenomeno tormentone Tre metri sopra il cielo. Seguito da altri dodici romanzi in dodici anni e tantissime dediche sui cavalcavia di tutta Italia. Aiuto.

Federica Moro, dopo College e la serie Rai sull’aviazione, Aquile, ha smesso di recitare negli anni 90, chiusi con la miniserie TV Tre addii (1999). Nel 2008 ha partecipato con un suo brano ( “New Born Sun”) a un disco, insieme a Giacomo Celentano.

Ma per restare in tema: oltre ai due registi, c’era un terzo figlio d’arte pure dietro le quinte di College. Le musiche erano di Claudio Simonetti, figlio del musicista e conduttore TV Enrico, e soprattutto fondatore dei Goblin, con i quali ha inciso le colonne sonore di capolavori come Profondo Rosso di Argento e Zombi di George A. Romero.

Quindi, tra le altre cose, nell’anno di PhenomenaSimonetti aveva anche scritto le musiche per il film di College. Chi avrà mai composto questi pezzi elettronici e troppo anni disco trash anni 80 che rimbalzano durante le avventure di Arianna e del Bracconeri ancora 1.0, viene da chiedersi guardando la serie TV? Ma no, niente, un mostro sacro dell’horror.

In un certo senso, ha senso.

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