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StreamWeek: le migliori 15 serie tv di sempre, prodotte dalle piattaforme di streaming

StreamWeek: le migliori 15 serie tv di sempre, prodotte dalle piattaforme di streaming

Di Michele Monteleone

È di pochi giorni la notizia che la Samsung, azienda leader nel settore, si stia ritirando dal mercato della vendita dei lettori Blu-Ray. Comunque vogliate guardare alla notizia, l’antifona pare essere che lo streaming ha vinto, il prossimo supporto con cui verranno distribuiti film e serie tv, non è un supporto. Il mercato è cambiato moltissimo negli ultimi anni e l’abbandono di Samsung è solo l’ultimo dei tasselli che stanno portando al predominio delle piattaforme di streaming, ma lo scambio è stato vantaggioso per il fruitore?
La mia reazione di pancia è che no, non lo è stato, dover inseguire gli abbonamenti per trovare il contenuto che mi interessa, mi sembra una sconfitta, ma è anche vero che queste piattaforme stanno producendo una grande quantità di contenuti originali e che molto spesso sfiorano da vicino la mediocrità, ma anche che si elevano a picchi di altissima qualità. Per fare un po’ il punto della situazione ho quindi selezionato le 15 migliori serie tv (cinque per ognuna delle tre piattaforme più importanti) e proseguirò domani con un piccolo bonus dei cinque migliori film prodotti da Netflix, che mi pare rimanga ancora leader di questo mercato e che stia imparando a gestire anche i lungometraggi dopo aver realizzato una grande quantità di ottime serie tv.

Hulu non è presente in Italia, ma la maggior parte dei suoi migliori contenuti sono distribuiti in varie forme nel nostro paese. La lista che segue è composta dalle migliori produzioni originali della piattaforma che è stata recentemente acquisita dalla Disney e che ha già annunciato un incremento degli investimenti proprio in prodotti originati legati all’universo narrativo Marvel, che è a sua volta proprietà della casa di Topolino.

5. 11.22.63

La miniserie, prodotta da J.J. Abrams e creata da Bridget Carpenter è l’adattamento di uno degli ultimi romanzi di Stephen King. James Franco interpreta Jake Epping, un insegnante liceale da poco divorziato che trova un portale temporale che gli permette di tornare al 1960. Catapultato indietro nel tempo Jake deciderà di cercare di prevenire l’omicidio del presidente J. F. Kennedy. La premessa è divertentissima e, anche se il ritmo della narrazione cala molto nella parte centrale della miniserie, una serie di ben orditi colpi di scena e un ottimo Franco nel ruolo principale, ripagano lo spettatore del tempo impiegato a guardarla. La serie qui in Italia è acquistabile in streaming su Chili ed è stata trasmessa su Fox nel pacchetto Sky.

4. Casual

Misconosciuta qui in Italia, Casual racconta la storia di Valerie, una madre quarantenne che, dopo essere stata mollata dal marito per una sua giovane studentessa, va a vivere con la figlia dal fratello Alex, l’inventore di una App di incontri. Alex all’inizio sembra essere il classico maschio alfa che salta da un letto all’altro, ma durante la serie si scopre quanto in realtà non sia altro che un paradosso vivente: un uomo che ha creato un algoritmo per far innamorare le persone, ma che non crede più nelle relazioni. Il menage familiare e la tenerezza dei rapporti tra i tre protagonisti vi faranno innamorare di una serie che migliora di puntata in puntata, che riesce a strapparvi sincere risate, per poi farvi piangere a dirotto. Casual è una gemma nascosta, scritta da Zander Lehmann e diretta da Jason Reitman che in Italia è visibile in streaming e gratuitamente su VVVVID, perdervela sarebbe un vero delitto!

3. The First

Inizio a parlarvi di The First con un avvertimento: la serie è stata chiusa dopo una sola stagione. Mi spiace perché la storia del primo viaggio su Marte, scritta da Beau Willimon, autore di Maria regina di Scozia, Le Idi di Marzo e House of Cards, è una storia estremamente umana. Infatti il centro della narrazione della serie, interpretata da un sempre più commovente Sean Penn, non è tanto la rincorsa a una conquista tecnologica, quanto la scelta difficile di lasciare il pianeta per un’impresa probabilmente senza ritorno. La scrittura si schiaccia sui personaggi cercando in essi il centro emotivo di una vicenda in cui, più della destinazione, conta il punto di partenza del viaggio. La serie in Italia è disponibile su TIMVision.

2. The Looming Tower

La verità dietro uno degli eventi storici più drammatici e segnanti della nostra e spero per la prossima generazione, la caduta delle Torri Gemelle, è il punto d’arrivo di una serie che va a scavare nelle cause e sulle colpe di CIA e FBI nell’attentato che fece crollare l’ultimo baluardo di sicurezza nell’occidente. La fine dell’inviolabilità degli Stati Uniti d’America, viene sviscerata in una serie che, sebbene si prenda tutta una serie di libertà per rendere più umana la vicenda, poi però riesce a fare anche un grandissimo lavoro di ricostruzione. La serie poi giova di un “duello” di bravura tra Peter Sarsgaard Jeff Daniels, che continuano a lanciarsi le battute come fossero due schermitori. Ok, la metafora era un po’ troppo fiorita, ma vi assicuro che vederli all’opera, vi farà sorridere. La serie in Italia è distribuita da Amazon Prime Video.

1. The Handmaid’s Tale

La serie simbolo, la più premiata e apprezzata della piattaforma, The Handmaid’s Tale è basata sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood. La storia è ambientata in un futuro distopico in cui la fertilità è ai minimi storici, le donne vengono usate come macchine per la riproduzione e hanno perso i loro diritti fondamentali. The Handmaid’s Tale non è, e non vuole essere, una serie da guardare prima di dormire, è un racconto durissimo e di rara drammaticità del tentativo di ribellione delle donne protagoniste della storia. Non c’è nulla di epico però nella loro lotta e l’interpretazione incredibilmente posata di una straordinaria Elisabeth Moss, non fa altro che aumentarne il realismo e l’orrore. Con la direzione che sta prendendo ora il nostro mondo però la serie risulta quanto mai attuale, aumentando, se possibile, l’angoscia che fanno vivere le vicende delle ancelle. La serie è disponibile in Italia su TimVision.

Amazon è una delle aziende più grandi al mondo, Jeff Bezos, il suo proprietario è l’uomo più ricco del pianeta, quindi è chiaro che, nel momento in cui  decide di aggredire il mercato dello streaming e della produzione di Film e Serie Tv, il mondo si preoccupi. Ma quali sono le punte di diamante della produzione di Amazon Prime Video? Qui sotto vi propongo cinque delle migliori serie prodotte in casa dalla piattaforma di Bezos, con la sicurezza che nei prossimi anni questa lista si allungherà e impreziosirà di progetti di grande calibro come Il Signore degli Anelli per il quale sono stati spesi, solo per l’acquisto dei diritti, 250 milioni di dollari.

5. The Man in the High Castle

È la serie manifesto di Amazon Prime Video, o almeno doveva esserlo, basata su un romanzo di Philip K. Dick, la produzione è una di quelle che non va al risparmio e il cast di livello, eppure conosco davvero poche persone che seguono la serie. Ed è un peccato, perché la storia di un futuro distopico in cui le forze dell’asse hanno vinto la guerra e si sono spartite gli Stati Uniti, è incredibilmente affascinante. Se a questo setting, aggiungete il fatto che la resistenza lotta utilizzando come armi di propaganda, passate di nascosto da un agente all’altro, dei cinedocumentari che raccontano di un mondo diverso, del nostro mondo, il fatto che ci siano apparentemente pochi fan della serie, è davvero strano. Detto questo mi sento anche in dovere di ammettere che il ritmo della narrazione, non sempre è sostenuto. Vabbè, ammetto che a volte è davvero lentissima, ma posso assicurarvi che ripaga le vostre ore passate a guardarla.

4. Patriot

C’è una cosa che apprezzo particolarmente del catalogo Amazon ed è il fatto che le serie proposte siano spesso molto sopra le righe. Quando hanno scritto Patriot, evidentemente sono finiti proprio fuori dal foglio, altro che righe!
Mi trovo sempre in difficoltà nello spiegare di cosa parla la serie perché a descriverne la trama vi potrei dare l’impressione sbagliata. Comunque la trama segue la storia di John Tavner, un agente CIA che, lavorando come ingegnere sotto copertura, deve riuscire a far arrivare dei soldi  da un punto all’altro. La storia diventa sempre più complicata e involuta, le difficolta si sommano le une alle altre e si portano dietro anche le relazioni familiari di John. Ecco, ora che ve l’ho raccontata così, sembra Homeland o The Americans, ma Patriot non potrebbe essere più distante. La serie è davvero strana, ammantata da un meraviglioso black humor che vi farà vergognare di voi stessi ogni volta che vi ritroverete a sorridere davanti allo schermo.

3. Fleabag

Fleabag è interpretata e scritta dalla fenomenale Phoebe Waller-Bridge. La storia parte dal classico spunto per cui “una giovane ragazza cerca di districarsi nella vita di tutti i giorni nella società moderna”, il pitch del novanta per cento delle commedie in circolazione. Quello che le altre commedie però non hanno è proprio il talento della Waller-Bridge che dà vita e corpo a un personaggio divertente, sboccato e, quando meno te lo aspetti, anche profondo e fragile e sensibile. Fleabag vi farà ridere di gusto, fino a quando non lo farà più, e invece vi inizierà a tirare pugni allo stomaco e vi commuoverà con il dramma nascosto dall’atteggiamento spaccone della sua protagonista. Sono certo che Phoebe Waller-Bridge sia una delle giovani autrici più talentuose lì fuori e non vedo l’ora di poter vedere cosa ha in serbo per noi con la seconda stagione che tra qualche tempo dovrebbe approdare su Amazon.

2. Homecoming

Chi conosce il lavoro di Sam Esmail su Mr. Robot, sa più o meno cosa aspettarsi dalla serie Amazon che vi sto per presentare, gli altri invece stanno per scoprire quanto possano essere densi di colpi di scena e veri e propri depistamenti narrativi, i lavori dell’autore americano. La storia, tratta da un podcast di successo, racconta le vicende di un Homecoming Center, un luogo in cui i soldati dovrebbero essere reintrodotti alla vita civile e in cui invece, dietro le quinte, viene ordita un’inquietante sperimentazione. Il racconto prosegue su due linee temporali diverse, linee che si intrecciano rimpallandosi i misteri che affollano la vita della psicologa che gestisce il centro Homecoming, una straordinaria Julia Roberts che impreziosisce la sua performance con un paio di monologhi eccezionali. Ma la caratteristica forse più interessante di Homecoming è la sua messa in scena, le continue idee di regia che entusiasmano lo spettatore quanto una storia dai ritmi serrati e un coefficente binge (me lo sono appena inventato, è il grado di bingewatchabilità) altissimo. Lo finirete in una sera.

1. La Fantastica Signora Maisel

Amy Sherman-Palladino ha creato per Amazon la serie più elegante, divertente, elegante, brillante, esuberante, elegante, rutilante e, non ricordo più se l’ho detto, elegante, serie che la piattaforma potesse desiderare. Ambientata negli anni cinquanta (e quando dico ambientata intendo migliori costumi, trucco e scenografie non se ne vedono neanche al cinema) a New York nel mondo della stand up comedy. La protagonista, una divina Rachel Brosnahan, che giustamente quest’anno si è portata a casa un Emmy come migliore attrice, è una perfetta signora dell’upper west side che, dopo aver scoperto il tradimento del marito, decide di perseguire la carriera della comica. O meglio, sale su un palco, inizia a sparare battute a raffica, e si fa arrestare per atti osceni quando mostra al pubblico le tette. La serie è un cocktail esplosivo di femminismo, umorismo e infinita classe.

Netflix è il leader nel mercato delle piattaforme di streaming, il primo arrivato, il maggior produttore di contenuti originali e, a mio parere, anche il detentore, sotto il profilo tecnico, della migliore piattaforma. La lista delle belle serie prodotte da Netflix è lunghissima, quindi mi rendo conto che questa è una classifica molto personale, la più personale delle tre contenute in questo articolo.

5. Love

Nel mondo televisivo degli ultimi anni, si è venuto a creare una tipologia di serie tv che fa genere a sé stante. Lo chiamano anti rom com e se volete capire di cosa si tratta vi potete guardare CasualYou’re the worstCatastrophe e, in parte, anche Master of None. Ma se davvero volete vedere la summa dell’anti rom com, il campione incontrastato dell’amore non romantico, il vostro uomo è Judd Apatow e la serie è LOVELa storia d’amore tra la bellissima e complicatissima Mickey (interpretata da Gillian Jacobs) e l’apparentemente sempliciotto e bruttino Gus (Paul Rust). Il problema è che questa non è una normale commedia romantica quindi il bravo ragazzetto si rivela anche lui complicato, anzi a tratti scostante, vile. I due personaggi iniziano una relazione tanto tossica e angosciante che solo chi ha davvero amato può capire quanto somigli a quelle reali in cui ci capita di rinchiuderci.

4. BoJack Horseman

Una delle migliori serie Netflix è una serie animata. Trovo sia piacevole ripeterlo, perché si snobba spesso l’animazione, mentre per Netflix mi pare stia diventando uno dei suoi cavalli di battaglia. Comunque semmai vi servissero le presentazioni di rito, BoJack Horseman, è una serie con un cast di animali antropomorfi che ha come protagonista un cavallo-attore che ha vissuto il suo successo negli anni novanta quando recitava in una sitcom e che ora vive il suo periodo di declino. La serie è evidentemente una divertita disamina delle idiosincrasie di Hollywood e delle sue star, ma è anche, più in profondità, una straziante analisi della depressione e delle sue conseguenze. La malinconia che vi lascerà addosso la visione di BoJack Horseman sarà difficile da lavarsi di dosso, ma c’è tanta, tanta terribile umanità nelle disavventure del cavallo più miserabile della storia della tv.

3. Godless

Uno dei migliori western degli ultimi anni è una serie tv originale Netflix. Una serie prodotta da Steven Soderbergh e scritta da Scott Frank, ambientata in una piccola cittadina mineraria in cui sono rimaste quasi solo donne. I mariti, i figli e i fratelli delle donne di La Belle sono morti a causa del crollo della miniera attorno alla quale è sorto il villaggio. Un gruppo di donne sole nel west del 1880 sarebbe un bersaglio facile, se non fosse che le donne di La Belle sanno come difendersi e hanno tutta l’intenzione di farlo. A intrecciarsi alla vicenda tutta al femminile della città, le vicende di due banditi, il giovane Roy Goode e il suo padre putativo e capobanda Frank Griffin, interpretato dal solito, grandioso, Jeff Daniels. Il loro contorto rapporto padre-figlio porterà la banda di Griffin ad attaccare La Belle e lo scontro che ne risulterà darà luogo ad alcune tra le migliori scene d’azione che io abbia mai visto in tv. Se non avete visto Godless siete fortunati, potete recuperare una delle migliori serie degli ultimi anni.

2. Mindhunter

La serie, scritta da Joe Penhall e diretta, per la maggior parte degli episodi da David Fincher, segue le vicende e le vite degli uomini che hanno creato, all’interno dell’FBI, la prima unità che studiava e catturava i serial killer negli anni settanta e ottanta. Holden Ford, il protagonista della serie è un giovane agente che comincia a studiare la psicologia dietro le ossessioni dei criminali a cui dà la caccia. Il rovescio oscuro della medaglia del suo avvicinarsi a comprendere le motivazioni e le ossessioni che guidano questi uomini, è lo svilupparsi in lui di una vera e propria ossessione nei confronti degli stessi serial killer. La dedizione che trasuda dalla regia e dalla messa in scena di Fincher è quasi pari a quella che investì in Zodiac, una delle pellicole dedicate a un serial Killer più realistiche e interessanti mai girate.

1. House of Cards

Forse preferisco Godless e Mindhunter ad House of Cards, ma il suo primo posto, la serie prodotta e in parte girata da David Fincher e scritta da Beau Willimon, ha segnato un vero e proprio spartiacque nel mondo delle serie televisive creando praticamente da sola il bingewatching. La verità è che sempre più spesso vedo serie televisive sfornate sulle piattaforme streaming che non vengono scritte pensando alla modalità di fruizione che offrono le suddette piattaforme. House of Cards ha invece la forma perfetta per diventare un’irresistibile droga, un episodio dopo l’altro veniamo portati per mano dalla voce di Frank Underwood, spregiudicato politico americano a caccia della poltrona di presidente, nella nera tana del bianconiglio. Il glamour con cui la serie esplora la crudele politica di Washington, l’interpretazione da bibbia della recitazione di Kevin Spacey, l’ottimo supporto che gli regala Robin Wright, fanno della serie una pietra miliare della televisione.

La produzione originale Netflix è sterminata, quindi per rendergli giustizia ho pensato di aggiungere, alle cinque migliori serie prodotte dalla grande N Rossa, anche i migliori film, due dei quali, quest’anno sono candidati agli oscar con anche ottime possibilità di vincere, ma questo articolo è lunghissimo ed è altrettanto vero che Netflix ha fatto anche tanti film davvero pessimi, quindi facciamo che proseguiamo domani con i 5 migliori e 5 peggiori film prodotti da Netflix.

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