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07 gennaio 2019 • 17:24 • Scritto da Michele Monteleone

StreamWeek: xoxo, inizia l’anno nuovo e bisogna fare ordine con Marie Kondo

Gossip Girl, Marie Kondo e molto altro nel nuovo appuntamento con StreamWeek, la nostra guida alle novità proposte dalle varie piattaforme di streaming.
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Questa prima settimana del 2019 si è rivelata abbastanza densa e ha portato parecchie novità e un “ricaccio” davvero niente male, infatti arriva su Netflix Gossip Girl, mentre sulla stessa piattaforma di streaming imperversa la piccolissima Marie Kondo con i suoi consigli per riordinare casa.

Iniziamo con un po’ di uscite su Prime Video. Sulla piattaforma Amazon sono ora disponibili svariati film della saga di Star Trek, compreso l’ultimo capitolo diretto da Abrams, Into Darkness penso sia il capitolo meno riuscito di questa nuova saga dedicata al volo dell’Enterprise, ma ha comunque uno splendido Cumberbatch nei panni di Khan e un appassionante inseguimento finale sula superficie terrestre che ne fanno meritare la visione.

 

 

Sempre su Prime trovate in blocco tutta Dowton Abbey, la soap opera più raffinata di sempre, con cui potrete passare ore e ore a struggervi per gli amori e i destini della casata dei Crawley in attesa che approdi nelle sale il film conclusivo della saga familiare che farebbe commuovere anche Jack Bauer. Per rimanere in tema british, vi consiglio caldamente la visione di un film piccolo, ma davvero speciale; Mr. Holmes segue le vicende di un vecchio Holmes in ritiro alle prese con una memoria ormai fallace e la cura delle sue arnie di api. Ian McKellen (non stupendo nessuno, visto che è sempre impeccabile), rende il film un vero e proprio gioiellino (andrò all’inferno perché continuo a ripetere ‘sta parola insulsa).

 

 

Su Netflix trovate The Butler , storia che incrocia la vita privata del maggiordomo personale della casa bianca, con le lotte dei neri negli anni sessanta per ottenere il riconoscimento di una reale parità di diritti con i bianchi. Se invece siete decisamente in vena di qualcosa di più leggero, non posso che consigliarvi di tuffarvi in una maratona di frivolezza con tutte le stagioni di Gossip Girl, serie culto per la mia generazione che ci porta a fare un giro tra i ricchi newyorkesi. Attenti a non incappare nello shopping compulsivo dopo averla vista e proteggete le vostre figlie dalla cattiva influenza di Blair e Chuck. Per concludere con Netflix, vi segnalo l’arrivo dell’ultima e conclusiva stagione di Una serie di Sfortunati Eventi. La serie, tratta da una saga di romanzi per ragazzi, continua ad avere un incredibile fascino nei miei confronti e a vantare un eccezionale Neil Patrick Harris nei panni del conte Olaf.

 

 

Su Now Tv arrivano, giusto in tempo per l’uscita della terza, le prime due stagioni di True Detective e io, con un colpo di scena degno di un consumato illusionista, vi rivelo che a me la prima stagione non ha detto molto, mentre mi sono innamorato della seconda che, dopo un inizio davvero soporifero, si riscattava con una seconda parte davvero emozionante regalandoci un terzetto di protagonisti che non sono solo un po’ matti tipo Rusty, ma di cui alla fine ti fregava davvero qualcosa. Ah, comunque Taylor Kitsch se la continua a meritare un’occasione di fare la star di Hollywood dopo il flop di John Carter. Così, un friendly reminder.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

Facciamo ordine con Marie Kondo (Netflix)

Non ho mai parlato di trasmissioni televisive in questa rubrica, con l’eccezione di quella figata atomica (mi leggete per la mia professionalità e proprietà di linguaggio, vero?) di Gran Tour, che però ha il respiro e il budget di una grande produzione cinematografica. Comunque l’incredibile seguito social che si è guadagnata Marie Kondo, esperta di decluttering (che vuol dire “Miché, se non te rimetti a posto la stanza te ammazzo“), mi ha convinto a guardare la serie per parlarvene. Ora, prima di iniziare una premessa: mi piace fare ordine. Non sono un maniaco e, anzi, tendo ad essere caotico, ma provo un senso di pace e rilassatezza quando metto a posto le mie cose. Con questo spirito ho cominciato a vedere la serie dedicata alla donna giapponese più ordinata della storia con l’idea di A) provare piacere nel vederla riordinare le case di americani sporchi e disordinati B) rubare qualche trucco per il riordino da adottare nei miei momenti di follia riorganizzatrice C) Avere qualcosa da guardare mentre lavo i piatti, li asciugo e li metto in ordine nella mia perfettamente organizzata credenza. Il punto B devo dire che è stato abbastanza risolto, adesso devo andare da Ikea per comprare una miriade di scatole in cui arrotolare in ordine tutti i miei asciugamani e le mie lenzuola. Il terzo punto è stato risolto solo in parte, nel senso che, ad essere sinceri il programma è abbastanza noioso e devo dire che la colpa è del fatto che la mia speranza nel punto A è stata TOTALMENTE disattesa. Marie arriva in case non particolarmente disastrate (la quinta puntata è ridicola, il disordine in casa sembra essere stato creato ad hoc), ma soprattutto la donna in miniatura si limita a fare strane preghiere e poi sostanzialmente a far fare tutto alla famiglia. Non li costringe neanche una volta a buttare i loro orrendi vestiti, o a disfarsi dell’inutile moltitudine di decorazioni natalizie. Non la vediamo mai rovistare negli armadi come una furia purificatrice. Marie fa la sua comparsa in puntata praticamente per due minuti a episodio e la sua presenza risulta per lo più superflua. Sono rimasto molto deluso e vi dico che continuo a preferire gli eccessi di sepolti in casa che almeno mi fanno sentire una persona migliore ogni volta che guardo la collezione di buste della spesa di una signora che non esce dal proprio appartamento da due anni. P.S. una domanda a chi sta vedendo la serie: ma gli americani che problemi hanno con le ante degli armadi, perché tengono i vestiti appesi all’aria?

It Follows (Netflix)

It Follows è davvero un bel film e uno dei migliori horror degli ultimi anni. Se non lo avete ancora visto e vi fidate abbastanza di me, vi invito a guardarlo senza sapere nient’altro. Se invece lo avete già visto, o siete dei barbari miscredenti, allora proseguite la lettura.
Dicevamo che It Follows è un bel film e i motivi sono molteplici, a cominciare da una cura per l’immagine, per la fotografia, la scenografia fuori da comune per un film horror. Mi ha particolarmente colpito il fatto che tutta la vicenda si ambienti in un tempo un po’ sospeso, i film alla tv sono tutti in bianco e nero, ma i protagonisti hanno strani smartphone a forma di conchiglia e ancora al cinema c’è l’organetto che suona prima delle proiezioni come negli anni cinquanta. Le scelte fatte da David Robert Mitchell si avvicinano più al gusto di un film del Sundance, ma vengono messe al servizio di una pellicola che mi ha profondamente turbato e, in alcuni momenti, anche terrorizzato. Il principio di fondo del film è che esiste una “cosa” che si passa di persona in persona facendo sesso. L’ultimo a cui è stata passata inizia a vedere una persona, che può assumere qualunque forma, venire, lentamente, verso di lui. Se la persona lo raggiunge, l’infettato muore in maniera piuttosto truculenta. Una volta ucciso l’ultimo infettato, la “cosa” prosegue a perseguitare la precedente vittima nella catena. Il concetto è semplice e chiaramente copre con un velo sottile la tematica delle malattie a trasmissione sessuale, ma lo fa con un gusto particolarissimo e mettendo su un horror davvero tiratissimo.

Stronger (Prime Video)

Quando ho letto che il film raccontava gli eventi occorsi nel 2013 durante la maratona di Boston, quando due attentatori avevano fatto saltare degli ordigni nel mezzo della folla in attesa all’arrivo della gara, ho pensato che fosse un po’ una follia. Non nel senso che fosse un evento di poco conto e che non meritasse di essere raccontato, ma che fosse davvero complesso riempire la durata di un film trattando un evento che si è svolto in pochi attimi. Avevo già visto lo splendido lavoro fatto da Aaron Sorkin in una delle puntate di Newsroom nel raccontare la confusione mediatica che la cattura dei due terroristi aveva scatenato, quindi non vedevo spiragli d’azione in quel senso. E infatti il film va in tutt’altra direzione. Invece di guardare all’evento direttamente, ne parla in maniera del tutto intima e personale, stringendo il campo su una sola delle vittime. Jeff Bauman, che ha perso entrambe le gambe nell’attentato, interpretato da un umanissimo e sofferente Jake Gyllenhaal diventa il simbolo di un’America che ha toccato il fondo della disperazione e prova a risalire dolorosamente la china. Può essere chiaramente tacciato di retorica, ma trovo che ne esista di positiva, che la retorica sia un prezioso strumento educativo e che nel caso di Stronger, sia stato usato correttamente. Avvertenza ai naviganti, si piange davvero un sacco.

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

 

 

Ho controllato un paio di volte, ma mi pare di non aver effettivamente mai nominato The Terror, serie uscita quest’anno per Prime Video che vede un gruppo di marinai inglesi bloccati sul pak alla ricerca del passaggio a nord-ovest. Il ghiaccio si stringe attorno alle chiglie, il cibo scarseggia e le tensioni tra di loro continuano ad escalare fino a raggiungere la soglia di pericolo. Ah, sì, ci sono anche dei giganteschi orsi polari zombie, mi ero dimenticato di parlare dei giganteschi orsi polari zombie? Scusate, ci sono. The Terror è una delle sorprese dello scorso anno e vi terrà incollati e terrorizzati sulle vostre poltrone. Così, nel caso i giganteschi orsi polari zombie non vi avessero convinti perché siete pazzi.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

QUI TUTTI I POST DELLA RUBRICA STREAMWEEK
 

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