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21 gennaio 2019 • 12:15 • Scritto da Michele Monteleone

StreamWeek: il ritorno di True Detective, Star Trek Discovery e The Punisher

The Punisher, True Detective e Star Trek: Discovery nel nuovo appuntamento con StreamWeek, la nostra guida alle novità proposte dalle varie piattaforme di streaming.
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Una settimana densissima, che mi ha fatto ricredere su molte cose, che mi ha regalato conferme e una buona dose di ottima televisione, a cominciare dallo strepitoso cartone dedicato a Carmen Sandiego, la gioia di rivedermi Monty Python – Il senso della vita e poi il ritorno di tre importanti serie come Il Punitore, True Detective e Star Trek: Discovery.

Una settimana piena, soprattutto sul fronte Netflix, con un paio di belle sorprese, inizierei con il dire che la nuova serie dedicata a Carmen Sandiego reboot del cartone anni ’90 che ha allietato le nostre domeniche di sbarbatelli, è un bel nuovo sguardo sul personaggio. Inizio dicendo che lo stile scelto per l’animazione è diametralmente opposto al precedente, dove l’originale aveva un approccio decisamente realistico, qui abbiamo una meravigliosa sintesi che ricorda certe soluzioni dei film animati della pixar, ma proposti in 2D, con un segno sporco per definire i personaggi che somiglia a certa pubblicità anni cinquanta. Inoltre il colpo di genio per me è cambiare totalmente prospettiva e rendere protagonista assoluta Carmen di cui scopriremo le origini alla scuola per ladri alla V.I.L.E. Dopo i primi due episodi che rebootano la serie tra l’altro tornano, secondo me in maniera più raffinata, anche le parti legate alla didattica nel cartone originale.

Il piccolo edificio della Permanent Assurance Company, affollato di vecchi assicuratori attaccati alle loro calcolatrici meccaniche che sudano come rematori nel ventre di un galeone. La recessione imperversa, i tagli al personale decimano l’equipaggio di vecchi contabili, ma l’ultimo licenziamento fa saltare tappo che fa esplodere la sala. Gli arzilli vecchietti si ammutinano e trasformano LETTERALMENTE il basso edificio londinese in un veliero pronto a dare l’arrembaggio ai grandi grattacieli dell’alta finanza. Questo è solo il primo e forse il più entusiasmante dal punto di vista della messa in scena, dei leggendari episodi che compongono Monty Python – Il senso della Vita. Proprio non potete vivere senza averlo visto, quindi se vi manca, rimediate subito, lo hanno appena caricato su Netflix. Davvero. Che state facendo ancora qui, finite di leggerla dopo la rubrica!

Ancora su Netflix un paio di consigli decisamente meno epici e più leggeri. Il primo è NON guardate The Great Wall a meno che proprio abbiate poco poco da fare questa settimana. In quel caso un film cinese, con protagonista Matt Damon con un pessima parrucca lunga che combatte i mostri sulla Muraglia Cinese che è stata costruita proprio per quello (così, a caso senza nessuna particolare spiegazione), è dannatamente perfetto. Sempre sul fronte roba leggera, ma in questo caso fatta decisamente meglio, vi consiglio Pitch Perfect commedia su un gruppo di ragazze del college che formano una scombinata e strampalata squadra di canto a cappella. Non ci crederete, ma è davvero un film piacevole che strappa qualche risata e vi costringe a tifare per le nostre.

Su Infinity invece vi straconsiglio due splendide pellicole. The VVitch è un horror di cui vi ho già parlato QUI e che è uno dei film più inquietanti e rigorosi che ho visto negli ultimi anni. E poi Lady Bird di cui abbiamo parlato anche in questa rubrica in passato.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me.

True Detective (Now Tv)

Ho un parere poco condiviso sulla creatura di Nic Pizzolatto. Mentre tutti impazzivano per la prima stagione io rimanevo abbastanza freddo, non che non abbia apprezzato le grandi prove attoriali e le tette della Daddario, ma avevo trovato la trama inutilmente involuta e alla fin fine con un finale un pochino in calando e addirittura un po’ banale. Una serie nel complesso affascinante, ma nulla di particolarmente memorabile. La seconda stagione invece si era attirata l’odio un po’ di tutti, compresi i superfan della prima. E invece a me era piaciuta molto, molto di più. Infatti ho trovato che più o meno a due terzi della prima stagione, le pippe esistenzialistiche di Rusty allungassero un pochino il brodo, anche per mascherare una trama orizzontale abbastanza povera. La seconda stagione invece accumulava tensione con le prime quattro puntate, in cui le tante pedine della storia vengono messe sulla scacchiera e ripagava l’attesa con un grandissimo finale corale. Allora come è questa nova stagione? (ripeterò la domanda al prossimo posto del podio, scusate). Da quello che si è visto nella prima puntata sembra essere più sulla falsariga della prima, il che, intendiamoci, non è un male, ma mi spiace che la cattiva recensione della seconda e più coraggiosa stagione abbia fatto perdere slancio alla produzione giocando più sul sicuro. Vedremo, ho il sospetto che mi prenderò altro spazio per parlarvi della serie nelle prossime rubriche…

Star Trek: Discovery (Netflix)

L’ultima serie dedicata all’universo narrativo di Star Trek è stata la croce delizia della scorsa stagione di Netflix. La prima puntata doppia aveva un ampio respiro, una grandezza raramente vista in televisione e faceva ben sperare per una serie che fosse moderna e desse nuova linfa al brand. Non è stato proprio così per le puntate successive che hanno inanellato una serie di strane incongruenze che poi però avevano trovato un senso in una mid season che regalava un clamoroso e ben pianificato colpo di scena. Per poi finire mediocremente con tutto quello che ci si aspettava, ma proprio nel senso che la trama moriva lasciandosi andare su sé stessa senza sussulti. Insomma una strana montagna russa del consenso che però lasciava un buon retrogusto in bocca sufficientemente buono da sperare in una seconda stagione e soprattutto con un finalone che prometteva eccitamento quasi sessuale per i fedelissimi della serie. Quindi come è la prima puntata di questa nuova stagione? Esattamente quello che mi aspettavo. Che è un bene e un male. Chiaramente permangono delle incongruenze con il canone di Star Trek, vedi la tecnologia troppo avanzata rispetto alla serie classica che dovrebbe essere successiva a questa, ma dall’altra parte la puntata concede un sacco di strizzatine d’occhio ai fan duri e puri che si scioglieranno alla vista del comandante Pike. Finora tutto bene.

The Punisher (Netflix)

Per chiudere la tripletta di questa settimana dedicata alle seconde occasioni, devo dire che non ho del tutto apprezzato la seconda stagione del Punitore. Il che non la fa diventare in automatico un capolavoro, ma mi rimette un po’ in pace con il mondo. Anche la serenità del vostro bingwatcher di fiducia è importante. La mia catarsi, per la precisione, è arrivata alla fine del primo episodio di questa seconda stagione (che tra l’altro è il più bello), ma per spiegarvela meglio mi urge farvi un brevissimo antefatto sul perché la prima stagione mi aveva profondamente deluso. Non c’è nessun piano macchinoso dietro la morte della famiglia di Frank Castle nei fumetti, né è quello il vero motivo per cui lui decide di iniziare ad ammazzare criminali. Sicuramente è una valida scusa, ma la verità è che Il Punitore è tutt’altro che buono, è un pazzo assetato di violenza che, la lunga run di Garth Ennis (uno dei maggiori autori del personaggio) ci chiarisce essere diventato così molto prima di quello che è successo alla famiglia. Questo secondo me è un tratto caratteristico più importante del Punitore e la gravissima mancanza della prima stagione che, in questa seconda viene leggermente raddrizzata. Quindi, per spiegare quello che dicevo prima: Castle alla fine di questo episodio in cui assaggia un boccone della vita normale, nascosto dietro un alias, finisce per immischiarsi in una rissa da bar che poi si rivelerà essere altro e a prendere sotto la sua protezione una ragazzina inseguita da dei criminali. La ragazzina, in macchina con lui coperto di sangue, prima gli fa notare che si è gettato felice in mezzo a quel disastro e poi che forse dovrebbe lasciarla in pace perché quelli torneranno e Castle, sogghignando, sussurra un “Lo spero”. Frank alla ricerca di violenza è quello che tutti avremmo voluto da una serie sul Punitore e che non avevamo avuto, quindi (per la terza volta oggi) come è questa seconda stagione del Punitore? Parte molto bene, ma poi sconfessa le sue premesse iniziali, ha un centro della narrazione molto legato al precedente capitolo che è di una noia imbarazzante e finisce sparandosi qualche altra cartuccia. Alla fine si può fare.

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Agent Carter (Prime Video)

Quando il mondo ancora non aveva deciso che le pari opportunità e la Gender equality fossero più importanti delle trame dei film, la Marvel, nel silenzio più assoluto, sfornava una serie dedicata alla ragazza di Captain America, che esplorava in maniera molto interessante il rapporto tra figure femminili e lavoro negli anni del secondo dopoguerra. Ma cosa decisamente più importante, lo faceva mentre metteva in piedi una serie appassionante e ben scritta. In un mondo che si muove a velocità spropositate, mi sembra archeologia consigliarvi una serie uscita quasi quattro anni fa, ma se siete passati oltre il bel panama rosso della Carter, tornate indietro e colmate questa vostra lacuna!

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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