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31 gennaio 2019 • 11:20 • Scritto da Roberto Recchioni

Come ti addestro, di nuovo, un drago

Roberto Recchioni parla di DragonTrainer: Il Mondo Nascosto, il terzo capitolo della famosa saga animata, da oggi al cinema!
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Chris Sanders e Dean DeBlois sono due geni dell’animazione moderna dietro a moltissimi classici Disney. Assieme hanno collaborato a molti lungometraggi animati e, nel 2002, hanno dato vita a Lilo & Stitch, film di difficilissima realizzazione che ha portato la coppia ad allontanarsi dagli studi di Burbank per approdare alla DreamWorks di Spielberg, Katzenberg e Geffen dove hanno continuato il discorso stilistico e tematico che avevano intrapreso con le avventure del coccoloso (e omicida) extraterrestre, esplorando però uno scenario diverso, quello dei draghi e, nel 2010 hanno mandato nelle sale Dragon Trainer, film animato tratto da una fortunata serie di romanzi per ragazzi di Cressida Cowell.

La pellicola, pur non essendo faraonica nel budget, si è rivelata un successo di enormi proporzioni, merito di una sceneggiatura particolarmente ispirata, di una bella regia e, soprattutto, di un comparto artistico in particolare stato di grazia. Il primo Dragon Trainer ha conquistato il pubblico in virtù di una storia che sapeva celebrare la diversità senza risultare retorica o stucchevole e che riusciva ad esplorare con enorme sensibilità il tema dell’amicizia. In più, era avventuroso, aveva grandi scende di volo, un epico combattimento finale con tanto di mostro gigante e, soprattutto, Sdentato, un drago Furia Buia che, nell’aspetto come nelle movenze, sembrava un mix tra un grosso gatto sinuoso, un cane scemo e il già nominato Stitch.

Il successo impone il sequel e il secondo capitolo di Dragon Trainer è arriva quattro anni dopo, nel 2014, per la sceneggiatura e la regia del solo DeBlois ma le cose vanno meno bene di quanto ci si potrebbe aspettare e il film viene accolto con un certa freddezza dalla critica e con tiepido interesse da parte del pubblico. Dragon Trainer 2 incassa meno del precedente capitolo e il futuro del franchise, se non condannato, sembra quantomeno compromesso.

2019. Senta troppo clamore, arriva nelle sale DragonTrainer: Il Mondo Nascosto, sempre scritto e diretto dal solo DeBlois. Le aspettative questa volta non sono alte e la scomparsa del numero dal titolo fa pensare a una strategia volta a traghettare la serie in un futuro fatto di serialità da direct market.

E invece…

Invece il terzo capitolo delle avventure di Hiccup e Sdentato riprende quota e, seppur non perfetto, si rivela essere un ottimo film che ha, come punto forte, un grande messaggio di fondo e una conclusione coraggiosa e abbastanza inaspettata (tenendo conto delle leggi del mercato).
Partiamo dalle cose che non vanno:

  • Lo script vero e proprio continua a soffrire dei problemi che già avevano caratterizzato il secondo capitolo e zoppica parecchio, specie nel primo atto, che risulta confuso e poco accattivante.
  • Il cattivo della pellicola non è all’altezza delle aspettative e, per quanto sia fighissimo a vedersi, non può competere in nessuna maniera con quelli delle pellicole precedenti.
  • Non c’è alcuna epicità o tensione in un conflitto dove i cattivi sono armati di spade smussate, una manciata di barche e quattro draghetti mezzi rimbambiti, mentre i buoni hanno a disposizione un esercito infinito di draghi fighissimi (giuro: ad un certo punto sembra di assistere a una metafora del conflitto tra Israele e la Palestina, con il film che cerca di convincerci che è Israele quella che se la passa male, mentre i suoi caccia bombardieri fanno esplodere i villaggi).
  • Spesso ci si annoia.

Ora però parliamo delle cose che, invece, funzionano.

  • Tutto il reparto artistico ha fatto un lavoro straordinario e la pellicola è una gioia per gli occhi.
  • Le scene di volo sono ancora più fighe che nel primo capitolo.
  • Hiccup ha un’armatura così figa che vorresti che il film fosse un fantasy adulto solo per vederlo combattere davvero contro qualche brutto mostro.
  • Il film, anche se in maniera confusa, ha davvero qualcosa da dire e, quando va a chiudere il cerchio, la dice bene e con chiarezza.
  • Il messaggio finale del film è positivo in senso non scontato.
  • La serie ha ritrovato il suo cuore.

E vi assicuro che è davvero difficile non commuoversi nel controfinale.
In conclusione, se avete amato il primo Dragon Trainer, merita di essere visto.
Se poi avete dei bambini (e bambine) rischiate di fargli vedere un film che gli insegnerà anche qualcosa di buono.

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