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Bryan Singer risponde alle nuove accuse di molestie sessuali verso dei minorenni

Bryan Singer risponde alle nuove accuse di molestie sessuali verso dei minorenni

Di Marlen Vazzoler

Dopo un’indagine durata 12 mesi, durante i quali i giornalisti Alex French e Maximillian Potter affiliati a Esquire hanno parlato con più di 50 fonti, è stato pubblicato oggi sulla rivista The Atlantic un servizio in cui il regista Bryan Singer viene accusato di molestie sessuali verso dei minorenni.

L’articolo sarebbe dovuto apparire su Esquire l’anno scorso quando la reputazione di Singer era stata messa in dubbio dopo il suo licenziamento da Bohemian Rhapsody, nel dicembre 2017 a due settimane dalla fine delle riprese, a causa delle tensioni sempre più in aumento tra il filmaker e l’interprete Rami Malek, provocate dalle frequenti assenze ingiustificate del regista.
Singer negò le accuse di comportamento non professionale e affermò che la Fox si rifiutò di permettergli di occuparsi di “un genitore gravemente malato” e della propria salute.
Il 15 ottobre in un post su Instagram Singer parlò della possibile pubblicazione di un articolo negativo nei suoi confronti, ma non fu mai pubblicato.

Nel servizio quattro uomini sostengono che Singer era un trentenne quando hanno avuto dei rapporti sessuali con il regista, alla fine degli anni novanta, mentre loro avevano meno di 18 anni e di conseguenza erano al di sotto dell’età del consenso per lo stato della California.

Victor Valdovinos dice che era un tredicenne e lavorava come extra sul set dell’Allievo, quando Singer ha accarezzato i suoi genitali. Gli altri hanno usato degli pseudonimi: Andy ha avuto sesso con Singer quando aveva 15 anni; Eric ne aveva 17 quando ha incontrato Singer nella sua casa a Butler Avenue, e lui ne aveva 31.

“Se non eri abbastanza giovane e carino per essere uno dei loro ragazzi, potevi lo stesso ingraziarteli portandogli dei ragazzi. È così che ho incontrato Bryan, ed è così che sono finito nella DEN estate – con la gente che cercava di ingraziarsi”.

Ben invece dice di aver avuto sesso orale quando aveva 17/18 anni.

“Infilava le mani giù nei pantaloni senza consenso. Era un predatore in quanto riempiva la gente con alcol e droghe e poi faceva sesso con loro”

The Atlantic enfatizza:

“Le accuse contro Singer coprono uno spettro. Alcune delle presunte vittime dicono di essere state sedotte dal regista quando erano minorenni; altri dicono che sono state stuprate. Le vittime che abbiamo intervistato ci hanno detto che queste esperienze le hanno danneggiate psicologicamente, con problemi di abuso di sostanze, depressione e PTSD”.

Non è la prima volta che vengono mosse delle accuse di questo tipo contro il filmaker. Nell’aprile del 2014 Michael Egan citò Singer per averlo stuprato in molteplici occasioni nelle Hawaii nel 1999, quando Egan aveva 17 anni. Il caso cadde diversi mesi dopo, quando emersero discrepanze nella storia di Egan.

Cesar Sanchez-Guzman citò Singer nel dicembre del 2017, accusando Singer di averlo stuprato su uno yacht nel 2003. Singer negò le accuse ma il caso è ancora pendente.

Andrew Brettler, avvocato di Singer, ha negato che Singer abbia mai avuto rapporti con dei minorenni, ed ha contestato diversi dettagli dei resoconti degli accusatori.

Nella giornata di oggi Singer ha risposto alle accuse mosse dall’articolo, in un comunicato:

“L’ultima volta che ho postato su questo argomento, la rivista Esquire si stava preparando a pubblicare un articolo scritto da un giornalista omofobico che ha una bizzarra ossessione nei miei confronti risalente al 1997. Dopo un’accurata verifica dei fatti e, in considerazione della mancanza di fonti credibili, Esquire ha scelto di non pubblicare questo pezzo di giornalismo di vendetta. Ciò non ha impedito a questo scrittore di venderlo ad Atlantic. È triste che The Atlantic si abbassi a questo basso livello di integrità giornalistica. Ancora una volta, sono costretto a ribadire che questa storia si rifà ad affermazioni provenienti da false azioni legali intentate da un cast spregiudicato, di individui disposti a mentire per denaro o attenzione. E non è una sorpresa che, con Bohemian Rhapsody diventato un successo pluripremiato, questo pezzo omofobico sia stato opportunamente programmato per approfittare del suo successo”.

Fonti The Atlantic, Deadline

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