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StreamWeek: dalle vette di Roma agli abissi di Natale a 5 Stelle

StreamWeek: dalle vette di Roma agli abissi di Natale a 5 Stelle

Di Michele Monteleone

Una settimana di eccessi, positivi e negativi che vede ai due poli opposti di eccellenza e infamia, due produzioni originali Netflix: Da una parte il capolavoro di Cuarón, Roma, dall’altra Natale a 5 Stelle, il cinepanettone italiano.

Il profumo del Natale, che nel caso della mia famiglia coincide con la frittura di ogni genere di dolce ipercalorico, è ormai nell’aria, spero che le vacanze e il regime dietetico di un orso bruno pronto al letargo non mi uccidano, nel caso però non ce la facessi, sappiate che vi ho voluto bene (soprattutto a voi che leggete la rubrica ogni settimana).

Su Amazon Prime Video caricano il pezzo da novanta per quanto concerne i film di Natale, mi riferisco a Love Actually, che so che amate tutti. Io, che adoro commedie e film natalizi, invece proprio non ci riesco a volergli bene. Mi piace molto l’episodio con Hugh Grant, ma il resto mi fa venire le carie ai denti (e lo dice uno che si è rivisto tre volte in una settimana La Vita è Meravigliosa). Anche quest’anno proverò a diventare un bambino vero e a rivederlo, chissà che non mi siano cambiati i gusti! Per chi condividesse con me questo spirito da Grinch, non c’è nessun problema, Prime offre una vasta selezione di film assolutamente non legati al natale. A cominciare da una bella maratona di tutti i film legati al brand di Bourne e a quel bel faccino di Matt Damon (ogni volta che ripenso al fatto che è il volto di un fondamentale eroe d’azione, mi metto un po’ a ridere).

Sempre su Prime trovate il nuovo Ghostbusters, la versione al femminile per capirci. Ricordo di aver visto dei nerd in fiamme correre per le strade della città quando uscirono le prime indiscrezioni sul film, alla fine dei conti avevano e non avevano ragione a darsi fuoco. Il nuovo Acchiappafantasmi non è nulla di che, un filmetto divertente che ti dimentichi un paio di sbadigli dopo averlo visto, ma la verità è che non è colpa di nessuno. Se ci pensate bene, è tanto difficile da comprendere il successo del film originale che neanche gli stessi interpreti del primo sono riusciti a replicarlo. Dai, smettete di gettarvi benzina addosso! Lo sapete anche voi che è una mezza schifezza Ghostbusters II.

Per finire con le notizie dalla piattaforma Amazon, sappiate che è stato caricato Il Grande Lebowski, il che nel mio caso significa che posso recitarlo a memoria come fosse Il Sabato del Villaggio. Per chi invece avesse passato gli ultimi vent’anni in un coma, sappiate che è solo il film più divertente mai diretto e che per le risate da crampi allo stomaco dovete ringraziare la premiata ditta dei fratelli Coen. Infine se avete marmocchi per casa, o se voi siete rimasti un po’ bambini, è stata caricata una bella serie animata che si  intitola Niko and the Sword of Light. Nel mondo di Niko il male ha vinto, un signore oscuro domina le terre conosciute e tiene prigionieri gli ultimi scampoli del bene. Una volta ogni cento anni, un campione si risveglia per provare a battere il buio. Questa volta però il risveglio è stato troppo affrettato e il campione che si dovrà scontrare con il signore oscuro è un bambino!

Per quanto riguarda Now Tv sono felice di informarvi che è stata resa disponibile la miniserie The Night of, probabilmente uno dei migliori prodotti televisivi degli ultimi anni. La storia segue le vicende giudiziarie di Nasir Khan un ragazzo newyorkese di origini pakistane che, dopo una notte passata a fare festa con una ragazza appena conosciuta, si risveglia accanto al suo cadavere pugnalato a morte. La storia si muove sempre in un bilico per cui lo spettatore non sarà mai sicuro di quale sia la verità su quella notte. Nasir è colpevole come sostiene la polizia o innocente come prova a dimostrare il suo avvocato (interpretato da un John Turturro in grado di portare sul piccolo schermo la figura di uno sfortunato santo contemporaneo).

Su Infinity sono contentissimo (che è più del semplice “felice” del paragrafo precedente) di segnalarvi l’arrivo di Dunkirk la storia della ritirata degli inglesi nella seconda guerra mondiale, una ritirata eseguita sotto il costante bombardamento dei caccia nazisti. La narrazione prosegue in maniera non lineare, il film segue tre diverse linee temporali che sul finale vanno a coincidere restituendo un affresco brutale di uno dei momenti più importanti e dolorosi della seconda guerra mondiale. Christopher Nolan sembra aver raggiunto la massima espressione della sua poetica scrivendo e dirigendo un film in cui più delle parole conta l’immagine e in cui porta all’estremo la sua analisi e sperimentazione sulle possibilità dell’impiego della frammentazione del ritmo e del tempo stesso nelle sue pellicole. La ciliegina sulla torta è la colonna sonora di Hans Zimmer che vi saprà far sprofondare nella disperazione di una disfatta e poi vi accompagnerà a riottenere un briciolo di speranza sul finale.

Su Netflix infine, se siete già in astinenza da streghe, sappiate che è uscito lo speciale natalizio de Le terrificanti avventure di Sabrinamentre se avete voglia di piangere e commuovervi peggio di mia madre che mi sente dire che voglio il bis di lasagna, vi consiglio di vedere, o meglio rivedervi, Wall.E il film della Pixar che avrebbe commosso anche Hitler. Per il resto della programmazione Netflix vi rimando al nostro podio su cui si scontrano due titani.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesima serie di supereroi con gli effetti visivi realizzati con paint, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni. O semplicemente quelli che piacciono più a me. Questa settimana i soliti tre posti si sono trasformati in due, non sono riuscito a resistere alla splendida simmetria tra i due titoli originali presentati da Netflix.

Natale a 5 Stelle (Netflix)

Per spiegare il cinepattone di Netflix ci vorrebbe qualcuno più bravo di me, è per questo che ne ho parlato con il mio amico Giulio Antonio Gualtieri che, oltre ad avere quattro lauree a trent’anni ed essere un bravissimo sceneggiatore, è noto tra gli amici per essere dotato di un umorismo lapidario e un feticismo per la visione del peggio che ci riserva il cinema italiano. Quindi quando gli ho elencato i nomi del cast del film Netflix che includono Massimo Ghini, Ricky Memphis, Biagio Izzo, Martina Stella e Paola Minaccioni, ha sentenziato: “Me pare che chi ha deciso de fa ‘sto film segua la regola dello Yogurt” al che naturalmente mi sono sentito in dovere di chiedere quale fosse la regola dello Yogurt e come si applicasse a Natale a 5 Stelle e ho ottenuto questo come risposta “Lo Yogurt lo puoi mangiare anche dopo la data di scadenza, non fa mica male. Magari sa di poco, ma non ci muori. E il cinepanettone di Netflix è così, mette insieme un cast di serie B per un cinepanettone, il che significa serie Z per il resto del mondo, gira con ristrettezza di mezzi un film praticamente ambientato in una sola stanza (da non confondere con Parola ai Giuratiche prendere Memphis per Henry Fonda è un attimo) e cerca di massimizzare il risultato assicurando il suo spettatore che, al massimo, il film saprà di poco, ma che non gli farà male“. Come al solito la saggezza di strada di Giulio è stata determinante e ho voluto condividere con voi le sue illuminanti parole, certo, tutti e due siamo rimasti un po’ perplessi quando abbiamo scoperto che la regia era stata affidata a un regista noto per i suoi film di denuncia come Marco Risi. Nella vita però tutti prima o poi dobbiamo pagare il mutuo.

Roma (Netflix)

A volte servono poche parole per descrivere la bellezza e non ne serve nessuna a Alfonso Cuarón per catturare lo spettatore con la prima scena della storia, quando ancora stanno scorrendo i titoli di testa: fotografia in bianco e nero, un pavimento inquadrato dall’alto, perpendicolarmente al terreno. I suoni di uno straccio che sfrega contro le mattonelle, dell’acqua saponata allaga il pavimento creando il riflesso di un rettangolo di cielo, lo spazio tra i palazzi del cortile di cui stiamo vedendo quella piccola porzione. Poi nel riflesso, in alto, piccolissimo e irraggiungibile, passa un aereo diretto chissà dove.
Roma segue le vicende di Cleo, una donna delle pulizie che lavora per una famiglia nel quartiere di Roma a Città del Messico. Attingendo alla sua esperienza personale e fondamentalmente scrivendo un’accorata lettera d’amore alle donne che lo hanno cresciuto, Cuarón racconta le lotte politiche e sociali avvenute negli anni ’70. Il suo è un film apparentemente piccolo, ma che finisce per parlare della società tutta, attraverso una vicenda strettamente personale e intima. Proprio come quel riflesso del cielo nell’acqua saponata, il film si apre al mondo e a un dialogo universale cercando un punto di vista che sia insolito eppure famigliare.

 

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

’71 (RayPlay)

Mi è venuto in mente che mi scordo sempre di consigliare qualcosa di caricato sulla piattaforma di streaming della Rai. Sarà forse perché, più che un sito, RaiPlay sembra un virus informatico, ma se riuscite ad affrontare l’ordalia di un’interfaccia assolutamente anti intuitiva e svariate problematiche tecniche, potreste trovare delle perle nascoste come ’71. Uscito nel 2014 il film è ambientato durante il conflitto tra Irlanda cattolica e protestante. La storia racconta di un soldato, una recluta, che si ritrova in territorio nemico dopo il coprifuoco, da quel momento in poi inizia la sua odissea per tornare a casa. Le radici narrative del film sono tra le più antiche al mondo, la storia del giovane Gary è la stessa dei soldati  greci che devono tornare in patria dalla Persia nell’Anabasi di Senofonte. E tutto funziona come dovrebbe, il nemico è ovunque, la situazione disperata, la salvezza incerta.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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