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Serie Tv: I 10 Peggiori show del 2018!

Serie Tv: I 10 Peggiori show del 2018!

Di Andrea Suatoni

LEGI ANCHE: LA TOP 10 DELLE MIGLIORI SERIE DEL 2018!

CI siamo appena occupati delle migliori serie tv del 2018, in uno speciale che potete recuperare cliccando il link soprastante; è adesso il turno invece di elencare quegli show che invece si sono rivelati i peggiori dell’anno, in un mix di banalità, pessima scrittura e caratteristiche tecniche deludenti. Alcune di queste serie tv non sono ancora arrivate in Italia, ma vale la pena già da ora ricordarsi di non concedergli il nostro prezioso tempo: ecco quindi quali sono secondo la nostra redazione i 10 peggiori show andati in onda durante il 2018!

13 REASONS WHY – Stagione 2

La serie incentrata sulla vendetta di una ragazza suicidatasi a causa (nella sua visione delle cose) del comportamento delle persone attorno a lei, doveva fermarsi al termine della prima stagione: il secondo capitolo di 13 Reasons Why cambia quasi del tutto il tono della serie, diventato praticamente un semplice – e per nulla appassionante – teen drama, ancor più svilito dall’idea di voler conservare il personaggio di Hannah Baker all’interno del cast dei protagonisti tramite un artificio narrativo ridicolo. Da dimenticare.

CAMPING – Stagione 1

Partiva con ottime premesse la serie di HBO con protagonisti Jennifer Garner (Alias) e David Tennant (Doctor Who, Jessica Jones), incentrata su una gita in campeggio di una famiglia disfunzionale alle prese con vecchi segreti, rancori mai sopiti e… Orsi. Una comedy che non riesce a strappare la benché minima risata, di cui molto difficilmente sentiremo riparlare.

THE RAIN – Stagione 1

Trascinata dalla fama della perfetta The Dark (ed accomunata ad essa senza reali ragioni), la prima serie Netflix Original danese è riuscita a raccogliere molti più spettatori di quelli che avrebbe meritato, arrivando ad ottenere una seconda stagione che dovremmo – ma perché poi? – avere il dispiacere di vedere durante il 2019. Potenzialmente, l’apocalisse portata da un virus all’interno della pioggia poteva sembrare un’idea vincente, ma la realizzazione dello show e le pessime prove degli attori riescono ben presto a rovinare il tutto, complici anche una scrittura tutt’altro che lineare ed una caratterizzazione dei personaggi supericiale e spesso fuori luogo.

INSATIABLE – Stagione 1

Molte cose potrebbero essere considerate interessanti di Insatiable, ma la trama della serie, grottesca fino allo sfinimento, riesce a mettere in ombra ogni tipo di intento positivo. Attorno ad una satira violenta e spesso azzeccata, si sviluppano personaggi negativi ed irrealistici, mossi da motivazioni spesso grossolane: se Insatiable avesse preteso meno da sé stessa ed avesse posto l’accento sulla comicità, riuscendo a giustificare almeno un poco il non-sense da sit-com di serie B che permea la quasi totalità delle scene, ne sarebbe risultato un prodotto molto più godibile.

I FEEL BAD – Stagione 1

I Feel Bad è una comedy basata su una donna, madre e lavoratrice di successo, decisa ad ottenere il massimo dalla vita, senza però mai riuscirci. Il difetto più grande dello show è che gli obiettivi della protagonista testimoniano un’ottica fin troppo maschilista, dal voler perdere peso alla fissazione di risultare desiderabile da parte dei colleghi al lavoro, senza mai uscire dalla soglia del superficiale; nel clima attuale seguito al #MeToo, I Feel Bad percorre una strada contromano che inevitabilmente l’ha condotta ad un sonoro “crash”.

LOST IN SPACE – Stagione 1

Il reboot di Lost In Space, prodotto da Netflix, intavola una sequela di situazioni assurde, risolte tramite idee o comportamenti ancora più assurdi, conditi di personaggi al limite del ridicolo (con il culmine della cattiva della serie, che riesce a compiere azioni contro il proprio stesso interesse semplicemente perché – gli showrunner le fanno davvero pronunciare tali parole – deve essere cattiva, “Io sono fatta così“). Uno scempio che incredibilmente è stato rinnovato per una seconda stagione.

HERE AND NOW – Stagione 1

Here and Now voleva dipingere la difficoltà della vita di una famiglia multirazziale (3 dei 4 figli dei due protagonisti sono stati adottati in diverse parti del mondo) nell’america post-Trump, ma ha finito solamente per rappresentare il triste quadro di una società nichilista e disillusa, tratteggiando personaggi al limite della sopportazione (da parte degli spettatori) con il loro pessimismo cosmico. Per certi versi anche interessante, se le premesse non venissero trattate nel più noioso dei modi.

ALEX, INC. – Stagione 1

La nuova serie comedy ideata da Zach Braff, ex protagonista di Scrubs, non è riuscita a decollare: la storia di Alex (Braff), giornalista e padre di famiglia, incentrata sul suo nuovo lavoro in una propria compagnia di podcast, non ha colpito né il pubblico né la critica. La serie tratta i podcast come una sorta di geniale trovata rivoluzionaria, ed il suo protagonista come un vate divino che trasforma in oro quello che tocca: lo show arriva troppo tardi e si prende troppo sul serio.

LIVING BIBLICALLY – Stagione 1

Dopo la morte del suo migliore amico, un uomo decide di vivere il resto della sua vita secondo i dettami della Bibbia, non importa quanto retrogradi o cronologicamente inapplicabili essi siano. La premessa non è delle migliori ma ha del potenziale, purtroppo sfruttato pessimamente dallo show, che è riuscito a far arrabbiare gli spettatori religiosi e a non intaccare minimamente l’interesse di quelli che non lo sono. CBS ha cancellato Living Biblically prima della fine dei suoi sofferenti 13 episodi.

LA TO VEGAS – Stagione 1

La serie segue le avventure dell’equipaggio e dei passeggeri di una compagnia low-cost che effettua voli regolari fra Los Angeles e Las Vegas: un ambiente mai completamente esplorato nel mondo delle sit-com, che non riesce però ad uscire dalla banalità e del convenzionale. Situazioni già viste, l’immancabile dilemma amore-lavoro, personaggi ricalcati su modelli di maggior successo (e carisma): LA to Vegas verrà presto dimenticata, lasciando dietro di sé praticamente nulla.

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