Condividi su

05 dicembre 2018 • 13:30 • Scritto da Lorenzo Pedrazzi

La fantastica signora Maisel, sempre più fantastica: a Milano l’anteprima europea della stagione 2

La seconda stagione de La fantastica signora Maisel - in uscita oggi su Amazon Prime Video - è stata presentata all'anteprima europea di Milano con il cast e gli autori: ecco il nostro resoconto.
0

La parlantina è la stessa delle sue celebri eroine, come l’umorismo guizzante e l’istinto per la risposta pronta: Amy Sherman-Palladino ha stregato immediatamente pubblico e giornalisti all’anteprima europea della seconda stagione di The Marvelous Mrs. Maisel, organizzata a Milano da Amazon Prime Video, che lancerà i nuovi episodi a partire da oggi. All’evento erano presenti anche Daniel Palladino, marito di Amy nonché co-autore della serie, e tutto il cast principale, composto da Rachel Brosnahan (Miriam “Midge” Maisel), Tony Shalhoub (Abe Weissman), Marin Hinkle (Rose Weissman), Michael Zegen (Joel Maisel), Alex Borstein (Susie Myerson), Kevin Pollack (Moishe Maisel) e Caroline Aaron (Shirley Maisel).

Con due Golden Globe, cinque Emmy e il plauso della critica, The Marvelous Mrs. Maisel si è imposta come una delle serie di maggior successo degli ultimi tempi, a giusta ragione: la brillantezza di Amy Sherman-Palladino è ben nota sin dai tempi di Una mamma per amica, ma le avventure di Midge Maisel le permettono di sviluppare un discorso mai didascalico sull’emancipazione e l’identità femminile, la riappropriazione del corpo e l’autodeterminazione del sé, mettendo i suoi dialoghi densi e rapidissimi al servizio di una storia che parla di cabaret, comicità e stand-up comedian. Se è vero che i personaggi di Sherman-Palladino hanno sempre avuto i tempi comici di un cabarettista, in The Marvelous Mrs. Maisel questo elemento si fa metanarrativo, poiché la protagonista dello show è un’agiata casalinga del 1959 che, lasciata dal marito, trova sul palco una valvola di sfogo per i suoi problemi, scoprendo di possedere un talento non comune per l’umorismo e la satira sociale. Al termine della prima stagione, Midge rischia di veder sfumare la sua carriera sul nascere quando svela gli altarini di una potente collega durante un monologo comico, ma l’appoggio del leggendario Lenny Bruce le permette di rimettersi in piedi e di mostrare ancora una volta le sue capacità.

L’accoglienza trionfale che ricevono quasi tutte le esibizioni di Midge rispecchia il successo della serie, piuttosto inatteso per un’autrice che – dopo Una mamma per amica – si è sentita un po’ ignorata dal grande pubblico. “Quando l’accoglienza è stata così buona, siamo rimasti un po’ stupiti” ha detto Sherman-Palladino in conferenza stampa, spiegando che i premi sono arrivati mentre lei e la sua squadra stavano già lavorando alla seconda stagione. “Abbiamo lavorato per tutto il tempo. La nostra troupe ha sacrificato la propria giovinezza e il proprio corpo sull’altare dello show, lavorando 24 ore su 24!”. Le fa eco Daniel Palladino:

Quando abbiamo vinto il Golden Globe eravamo già immersi nella stagione 2, e ora stiamo lavorando alla terza. Al di là dei premi, però, mi sento di dire che noi pensiamo solo al pubblico. [E al cibo, aggiunge Amy]. Tutti, comunque, si sono meritati questo successo. La nostra troupe e il nostro cast sono un esercito che portiamo in giro per New York, mentre in questa stagione li abbiamo portati in giro a Parigi.

In effetti, come si vede già nel primo episodio, la stagione 2 va in trasferta: Rose, madre di Midge, si trasferisce a Parigi perché sente di non avere più uno scopo nella sua famiglia, dopo che sia il marito Abe sia la figlia le hanno mentito; di conseguenza, lo stesso Abe e Midge si recano nella capitale francese per recuperarla, e l’aspirante cabarettista sperimenta una realtà piuttosto diversa, anche nello spettacolo. Amy Sherman-Palladino, regista e sceneggiatrice della puntata, imbastisce dialoghi fulminanti che sfociano in gag memorabili, come nell’irresistibile sequenza in cui padre e figlia cercano di ricostruire dove sia andata Rose, dal ritmo travolgente. Ma perché proprio Parigi? La risposta, per l’autrice, è molto semplice:

Parigi è bellissima, e una gran parte del nostro show riguarda la bellezza, basti pensare ai costumi. A Parigi puoi mettere la macchina da presa ovunque. Inoltre, avevamo già ricreato il 1959 a New York, ed è stato bello farlo a Parigi, quando la città era ancora in fase di ricostruzione dopo la guerra. Ci ha permesso di ricreare un “altro” 1959.

Daniel Palladino aggiunge che “Midge viaggerà molto, sarà una persona di mondo”, quindi possiamo aspettarci altre trasferte nelle prossime stagioni… anche perché i due showrunner hanno già annunciato di essere al lavoro sulla terza, che quindi è confermata.

Dal canto suo, la deliziosa Rachel Brosnahan sottolinea quanto sia bello “lavorare con persone così gentili e generose”, e offre qualche anticipazione sul percorso di Midge nei nuovi episodi:

Midge ha fatto esplodere la sua vita nella stagione 1, quindi ora si trova in un territorio sconosciuto. La stagione 2 racconta come le sue decisioni influenzino la sua famiglia e i suoi amici.

L’autostima e la self confidence della protagonista le consentiranno di affrontare ogni sfida “tits up” (letteralmente “A tette alte”, come le consiglia sempre Susie), ma l’attrice non ritiene di avere il suo stesso livello di sicurezza:

Midge ha una grande sicurezza in se stessa, che io ammiro, ma non ne possiedo così tanta a mia volta. Trovare il suo livello di self confidence è un viaggio che devo compiere costantemente.

Il rapporto tra lei e Susie è fondamentale, ma per Amy Sherman-Palladino ha un significato ben più ampio che dovrebbe travalicare i confini della serie:

Sono due donne molto diverse che uniscono le forze per raggiungere un obiettivo, ed è una cosa che le donne dovrebbero fare più spesso.

La stessa Alex Borstein conferma che, tra alti e bassi, Susie e Midge imparano l’una dall’altra. Le due donne, peraltro, non appaiono mai insieme nel primo episodio della seconda stagione (Susie è impegnata in una disavventura con due sicari insolitamente amichevoli, mentre Midge, come detto sopra, va a Parigi), ma conservano un legame che affonda le radici nella passione e negli obiettivi comuni. In generale, sembra che ogni personaggio sia destinato a cambiare, evolvere col tempo e l’esperienza, poiché questo è l’unico modo per tenere il passo con un mondo in perenne mutamento. “Abe affronta una trasformazione, e il suo rapporto con Rose si rinfresca, si rilancia” dice Tony Shalhoub a proposito del suo personaggio, costretto a uscire dalla sua comfort zone per inseguire la moglie a Parigi (dove “Siamo rimasti stupiti dal fatto che lo show fosse così noto” aggiunge il bravissimo attore americano). Un’evoluzione che toccherà anche Joel, come spiega Michael Zegen:

Joel torna dai genitori e comincia a lavorare col padre in fabbrica. Nel frattempo, continua ad avere un rapporto con Midge, dato che hanno due figli. Si evolve costantemente.

Per Sherman-Palladino, la relazione tra Midge e Joel ha un’importanza capitale nella vita di entrambi:

È stato l’amore della loro vita per entrambi, ma non sono riusciti a farlo funzionare. Qualunque cosa succeda, sarà comunque la relazione più importante della loro vita.

Oltre alle ramificazioni metanarrative (più o meno volontarie), l’impiego di dialoghi così fitti e serrati risponde a un’esigenza di realtà, poiché i Palladinos sono convinti che la gente, nella vita reale, parli molto più in fretta che nei film. Ecco Daniel:

Abbiamo l’impressione che la gente parli in modo più veloce nella vita reale che nei film e in tv. Quindi [i dialoghi serrati] nascono dalla nostra esperienza nella vita reale, soprattutto a Brooklyn.

Ma ci sono anche altre ragioni, come specifica Amy:

Il nostro ritmo è veloce. Del tipo: “Vuoi un caffé?”. “Sì”, e andiamo avanti. Non si perde tempo. Spesso mi annoio a vedere narrazioni che ci mettono troppo ad arrivare al punto. Per questo abbiamo personaggi che parlano veloce, ma anche perché l’energia di questo show risiede nel movimento costante. È quello il suo motore.

Infine, l’autrice conferma di aver parlato con Lauren Graham (Lorelai Gilmore di Una mamma per amica) circa la possibilità di affidarle un ruolo nella serie, ma trovare il personaggio giusto non è facile:

Io e Lauren diciamo un sacco di cose, di solito sotto l’effetto dell’alcol. La trovo fantastica e l’adoro come amica, abbiamo parlato di farla lavorare nello show, ma lei ha un’idea molto specifica del personaggio che vuole interpretare, e finora non ho ancora trovato il modo di inserirla. Quindi non ci sarà nella seconda stagione.

Poco male: con una nuova stagione da gustare, i fan possono già ritenersi soddisfatti.

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOSAndroid) per non perdervi alcuna news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV per rimanere costantemente aggiornati.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *