L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Jason Reitman parla di The Front Runner: sarà corsa agli Oscar?

Jason Reitman parla di The Front Runner: sarà corsa agli Oscar?

Di Redazione SW

Di Sonia Serafini

Jason Reitman, l’acclamato regista di Juno e Tra le nuvole potrebbe essere fra i candidati della notte degli Oscar con The Front Runner: Il Vizio del Potere, il suo nuovo film che vede protagonista Hugh Jackman nei panni di Gary Hart, il politico protagonista di un maxi scandalo negli anni ’80 che pregiudicò la sua carriera.
Il regista ha presentato la pellicola in apertura al recente Festival di Torino ricevendo numerosi consensi. Potrebbe essere un papabile candidato all’ambita statuetta?
Durante l’incontro con la stampa Reitman sempre affabile, gentile e disponibile, si è lanciato anche in una forte critica al Presidente Trump.

Perché questo film proprio in questo delicato periodo storico?

In realtà il film è stato scritto, in collaborazione con Matt Bai (corrispondente del New York Times), e Jay Carson (addetto stampa di Hilary Clinton), quando c’era ancora Obama Presidente.
Mano a mano che la lavorazione del film è andata avanti ci sono state le elezioni, è nato il movimento del #MeToo, il mondo in qualche modo è cambiato sotto i piedi di Gary Hart ma anche sotto quello di tutti noi perché è la realtà di cui facciamo parte, ci siamo resi conto di come le cose stiano cambiando, vi basti pensare che quando abbiamo scritto il film pensavamo potesse risultare ironico.

Secondo Lei si può imparare da questi errori? Com’è il clima negli Stati Uniti?

È un momento molto difficile, nel mio paese sia la sinistra che la destra tendono ad essere sempre più estremiste, e la casa bianca reputa i giornalisti come nemici, quello che posso dire è che ogni mattina quando apro la app delle notizie quelle dedicata alla politica sono proprio accanto a quelle di gossip con la stessa rilevanza e la stessa firma, è come se le due cose fossero la stessa cosa. Il giornalismo non si differenzia più, di certo tutto ciò è dovuto dalla domanda da parte del pubblico di soddisfare queste curiosità, io stesso ne sono affascinato, però il valore è diverso e bisognerebbe saperlo distinguere. L’epoca del film è quando il giornalismo politico e quello da tabloid hanno iniziato a coincidere, come l’inizio delle tv satellitari con il giornalismo televisivo.

Sa che abbiamo avuto, se vogliamo un caso analogo con Silvio Berlusconi, ne è a conoscenza?

Questo è un momento delicato per parlare di queste cose ora che abbiamo il presidente più indecente che la storia abbia mai conosciuto, Trump varca il confine ogni ora non c’è bisogno neanche di chiedersi come ne quando.
Mentre Gary Hart è stato un senatore che aveva tutte qualità per diventare presidente, era carismatico, dotato di un’intelligenza fine e brillante, era un essere umano e come tale ha commesso degli errori, ma in che modo questi errori sono diventati elemento per renderlo inaccettabile? Dove finisce il confine fra la vita pubblica e quella privata?
Non conosco nel dettaglio le vicende legate a Berlusconi ma tutti abbiamo letto delle sue feste con giovani donne, in quel caso aggravato dalla sua posizione, come proprietario di aziende di informazione, si fa fatica a districare la matassa fra interessi privati e esercizio pubblico.
Magari riuscendo a scindere questi due aspetti si potranno evitare certi errori come quello che è accaduto a Hart.

Ci parli del personaggio di Donna Rice.

Quando ho detto che avrei fatto un film su Gary Hart, la gente mi rispondeva subito “Chi quello dello scandalo” e mi chiedevano della “bionda”, ovvero di Donna. Nessuno parla di lei come un essere umano la sua immagine è rimasta legata a quella vicenda. Raccontando questa storia ho voluto renderla umana, c’è una differenza di genere importante da valutare, il peso di uno scandalo del genere pesa di più sulle spalle di una donna, come per la moglie di Hart, vale per lei come la moglie. È una questione che mi sta molto a cuore, ho una produttrice con la quale ho fatto tutti i miei film e lo scambio di idee e, il continuo confrontarci, mi ha aiutato a mettere a fuoco questa disuguaglianza. Il ruolo di una donna in una redazione di un giornale è diverso rispetto a quello di un uomo, Donna Rise era una giovane donna ha cui hanno strappato via la vita in un momento in cui non c’era ragione di farlo, si è trovata in questa tempesta che ha rischiato di farla annegare del tutto, ho un profondo rispetto per lei.

Ha pensato subito a Hugh Jackman per il ruolo?

Si, ho subito pensato a lui perché lo trovavo perfetto per il ruolo, al di là della somiglianza con Gary, Hugh è una grandissima star del cinema, ammiro moltissimo la sua carriera e trovo sia un’artista con un’etica professionale spiccata e onestà interiore che emerge in tutti i ruoli che interpreta. Ha una dote speciale, quella di riuscire ad uscire dallo schermo, afferrare lo spettatore e portarlo nel film, volevo che fosse lui a rappresentare Gary Hart, un personaggio così enigmatico, volevo che emergesse la sua dote senza tralasciare questo aspetto della personalità del protagonista e lo ha fatto, ci è riuscito.

Gary Hart ha visto il film?

Abbiamo parlato dell’idea del film a tutte le persone coinvolte e poi lo glielo abbiamo mostrato come prima cosa, per essere più onesti possibili, la prima reazione di Gary è stata: “parlo davvero così?” E la moglie ha risposto: “si tesoro, parli davvero così.

LEGGI ANCHE: The Front Runner racconta il passato per mostrarci le contraddizioni del presente, la recensione

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.

ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.


SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Punti di svolta con Robin Roberts dal 28 luglio su Disney+, ecco il trailer 21 Giugno 2021 - 20:37

Ecco il trailer della nuova serie originale Disney+ Punti di svolta con Robin Roberts, in arrivo il prossimo 28 luglio.

Jack Huston scriverà e interpreterà una nuova serie da Il conte di Montecristo 21 Giugno 2021 - 20:15

La serie sarà diretta da Stephen Fung, regista di Wu Assassins e Into the Badlands

Videogame News: PlayStation Experience, la nuova “trollata” di Kojima, Zelda: Breath of the Wild 2 21 Giugno 2021 - 20:00

Come ogni Lunedì su ScreenWeek, ecco le ultime notizie in arrivo dal mondo dei videogiochi!

800 eroi e il successo delle Termopili cinesi 18 Giugno 2021 - 10:00

800 eroi, il film di guerra che racconta una fase particolarmente sanguinosa - e surreale - della battaglia di Shanghai. La morte per una speranza, in mezzo agli stranieri che fanno da pubblico.

Loki: ma quindi chi è la Variante e perché è così importante? 17 Giugno 2021 - 17:01

Chi è realmente il personaggio che appare nel secondo episodio di Loki? (Spoiler alert, ovvio)

Luca, la recensione (senza spoiler) del nuovo film Pixar 16 Giugno 2021 - 18:00

Luca e la vacanza di Pixar in Italia: un'estate al mare, in compagnia di amici, nemici e di una grande speranza per tutti.