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Incontro con Rob Marshall, il creatore de Il ritorno di Mary Poppins

Incontro con Rob Marshall, il creatore de Il ritorno di Mary Poppins

Di Redazione SW

Di Sonia Serafini

Rob Marshall prima di diventare regista, è stato coreografo, ecco perché in tutti i film che ha diretto le scene dei balli hanno sempre qualcosa di speciale, come in Chicago, che gli valse l’Oscar nel 2003.
Nel suo Il ritorno di Mary Poppins almeno un paio di scene sono davvero sensazionali, si vede che dietro l’occhio da regista c’è anche quello del coreografo. Felice ed entusiasta come un bambino, al junket inglese del film ci ha raccontato l’esperienza.

Come è stato lavorare a questo film?

Per me è stato completamente diverso perché non ho mai fatto un film originale, tutti i musical che ho fatto venivano dal teatro, è stata una vera sfida come aver fatto due film in uno. Ho amato fare Il ritorno di Mary Poppins, nonostante l’enorme lavoro di animazione 2D, frame by frame, abbiamo dovuto andare a riprendere animatori in pensione per farlo, in questo modo la pellicola mi ha ridato la stessa emozione del primo.

Cosa ha significato fare questo film con la memoria del primo. È stato difficile?

Personalmente volevo che lei tornasse, ne abbiamo tutti bisogno a questo mondo, abbiamo bisogno della speranza che lei porta con sé. È un musical al quale sono molto legato, è il primo che ho visto al cinema quando è uscito avevo quattro anni. Sono stato fortunato a crescere nell’era di My Fair Lady e tutti i film di quel tipo, con i quali nutro un legame profondo. Volevo essere io la persona che avrebbe riportato Mary Poppins al cinema, poter far tornare il bellissimo spirito del primo film in una nuova storia. Le persone potranno ricordarsi di quel tipo di eleganza, e di questo incredibile personaggio, anche quando è dura con i bambini loro la amano. Sarebbe una cosa utile da imparare per tutti i genitori.

Il suo però è molto più musical del primo…

Volevo farlo così, era importante per me, volevo farlo da sempre, tornare a quel tipo di grandi musical, ma i musical possono essere difficili, perché devi inserire le canzoni con una certa fluidità nella storia, renderle pertinenti a quello che sta accadendo e non forzare la trama con una canzone, vorrei che ci fosse questo risultato ne Il ritorno di Mary Poppins.
È una storia davvero intima di una famiglia che cerca di scendere a patti con la perdita di una persona cara e prova ad andare avanti, con l’aiuto di questa incredibile persona che è colori, fantasia, e la scena del bagno sebbene sia una delle più impegnative a livello grafico da realizzare è spettacolare da vedere. È il mio film preferito, è parte di ciò che sono. Molti dei musical più famosi sono nati negli anni ’30, perché le persone ne avevano bisogno, avevano bisogno di evadere, ma ne ho bisogno anche io, noi tutti percepiamo questa esigenza, perdere se stessi in un mondo fantastico e ricordarsi di com’era essere bambino, poter spegnere le news per un attimo. Abbiamo bisogno di credere, ogni cosa diventa un’avventura con Mary, anche solo fare una passeggiata nel parco, o fare il bagno, adesso le bambine di Emily (me lo ha confessato) le chiedono di fare il bagno con i delfini, magari bisognerà trovare una soluzione per i delfini ma hanno appreso un insegnamento. I bambini crescono troppo in fretta al giorno d’oggi.

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