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18 dicembre 2018 • 16:00 • Scritto da DocManhattan

7 cose che forse non sapevate su Wacky Races

Accidenti, doppio e triplo accidenti: come Dick Dastardly non è mai riuscito ad arrivare neanche terzo, insieme a quel cane sghignazzante... ma ha salvato un sacco di vite.
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Chi ha vinto più gare e fatto più punti nel cartone Wacky Races? Dove avete rivisto Penelope Pitstop e la banda di nanetti mafiosi di Clyde? E chi si è preso la briga di ricreare davvero le auto della serie? È il momento di mettere in moto la Numero 00 dei trivia, Muttley! Muttley? Fa’ qualc… ok, lascia perdere.

1. CINQUANT’ANNI DI GLORIOSE SCONFITTE
A furia di vedere quegli episodi, in tutti questi anni di piani di Dick Dastardly falliti miseramente, si ha come l’impressione che la serie Wacky Races sia andata avanti per, boh, un paio di secoli. In realtà ne furono prodotti solo 17 episodi (ma con due gare ciascuno). Wacky Races debuttò sulla CBS nel gennaio del 1968, la bellezza di mezzo secolo e spicci fa, e si concluse un anno più tardi. Da noi debuttò su Rai 1, come Le corse pazze, nel marzo dell’80.

L’idea di base del cartoon, realizzato dall’inesauribile fabbrica di personaggi che era la Hanna-Barbera, era chiaramente debitrice del film La grande corsa (The Great Race, 1965). Nella pellicola di Blake Edwards, il Professor Fate (Jack Lemmon), affiancato dall’aiutante Max (Peter Falk), cerca infatti di vincere una gara da New York a Parigi per mezzo di vari trucchi e sabotando le auto rivali. Ricorda niente?

2. IL DIABOLICO PUNTEGGIO
Aveva un cast nutritissimo, Wacky Races: 11 vetture e 23 personaggi in totale. Oltre a Dick Dastardly e al cane Muttley, a bordo della Numero 00 (Mean Machine), partecipavano alla gara i fratelli Slag sulla Macigno-mobile (the Slag brothers in the boulder mobile), Il Diabolico Coupé (The Gruesome Twosome in the Creepy Coupe), Red Max e lo Scarafaggio Volante (Red Max in the Crimson Haybaler), Penelope Pitstop e il Vezzoso Coupé (Penelope Pitstop in the Compact Pussycat), l’Armata Speciale (Sergeant Blast and Private Meekly in the Army Surplus Special), l’Insetto Scoppiettante (Lazy Luke and Blubber Bear in the Arkansas Chuggabug).

E ancora: Rufus Roughcut e la Spaccatutto (Rufus Ruffcut and Sawtooth in the Buzzwagon), Peter Perfect (Peter Perfect in the Turbo Terrific), il professor Pat Pending e la Multiuso (Professor Pat Pending in the Convert-A-Car) e soprattutto Clyde e la sua banda e la Antiproiettile (The Ant Hill Mob in the Bulletproof Bomb).

Sempre fatto il tifo per loro.

Ma chi ha vinto più gare? La classifica ufficiale pubblicata sul libro Wacky Races Handbook nel 2010 considera i primi tre arrivati di ciascuna delle 34 gare. A trionfare sono i fratelli Slag sulla Macigno-mobile, che grazie alla grande aerodinamicità di, uh, un carrello della spesa di pietra, ruote comprese, e al potere motivazionale dei colpi di clava sulla zucca, arrivano tre volte primi, ben otto volte secondi e tre volte terzi, per un totale di 112 punti. Staccata di dieci punti, in seconda posizione, la Spaccatutto di Rufus Roughcut, con tre ori, sei argenti e quattro bronzi. Terza la Antiproiettile di Clyde e la sua banda di nani gangster (quattro vittorie, cinque secondi posti, due terzi).

(Oh, meglio che niente).

3. GANGSTER E PICCIONI: SEGUITI E SPIN-OFF
Il successo di Wacky Races ha generato alcuni spin-off. Nel settembre del ’69 debuttano infatti sulla CBS Dastardly e Muttley e le macchine volanti (Dastardly and Muttley in Their Flying Machines) e Le avventure di Penelope Pitstop (The Perils of Penelope Pitstop). Nella prima, Dastardly e Muttley sono aviatori della prima guerra mondiale sulle tracce di un piccione viaggiatore con il loro Squadrone Avvoltoi.

Nella seconda, la banda del formicaio di Clyde, questi bizzarri sette nani in stile gangster degli anni 20, devono proteggere Penelope dal malvagio Artiglio Incappucciato, il tutore di Penelope che vuole ucciderla per intascare la sua fortuna.

Nel 2006 viene prodotto l’episodio pilota per una nuova serie, intitolata Wacky Races Forever, in cui tra le altre cose Peter Perfect e Penelope Pitstop hanno posto fine a quarant’anni di corteggiamenti sposandosi, mettendo su un’azienda e creando una nuova gara, alla quale partecipano i loro figli. Ma Cartoon Network non compra lo show, credendo che il vecchio umorismo della prima serie non avrebbe fatto presa sulla nuova generazione di spettatori.

Un anno fa ha visto invece la luce il reboot di Wacky Races, di cui sono state realizzate finora due stagioni per il servizio on demand di Boomerang. In Italia sono trasmessi sul canale TV di Boomerang, su Sky, e da fine novembre sono in onda anche i nuovi episodi.

Ma non possiamo non citare anche il reimagining superdark di Wacky Raceland, fumetto DC Comics del 2016, parte di una folle e meravigliosa rivisitazione dei classici di Hanna e Barbera in chiave realistica operata dalla casa editrice di Batman e Superman (di proprietà della Warner, che ha assorbito anni fa la Hanna-Barbera Productions Inc.).

Dastardly e gli altri in un mondo postapocalittico in cui il primo si prende tutto, come prescritto da un celebre brano degli Abba, e il premio per il secondo posto è la morte? Oh, yeah.

4. IL MAGNIFICO MUTTLEY
Anche Dastardly e Muttley e le macchine volanti era formato da 34 episodi da 10 minuti l’uno, trasmessi a coppie. A inframezzarli, i brevi segmenti di Magnificent Muttley, in cui il cane sghignazzante sognava ad occhi aperti le sue avventure. Di volta in volta, Muttley era così Leonardo Da Vinci, Houdini o Tarzan, un esploratore artico o un campione olimpionico di nuoto. In uno di questi spezzoni, Muttley si innamora della damigella in pericolo salvata, un cane come lui, ma vestita di rosa e con i boccoli biondi. E che parla in una lingua comprensibile. A proposito della qual cosa…

5. IL GRANDE AMENDOLA E FRED FLINTSTONE
“Ed ora Signore e Signori vi presentiamo i più famosi e spericolati piloti che partecipano alla gara senza regole: il Wacky Races, dove ogni espediente è consentito per conquistare il titolo mondiale del Wacky Race”. L’inizio dell’introduzione a ogni episodio letta dal narratore, che per le prime 14 puntate in Italia è Ferruccio Amendola, sostituito poi da un altro nome storico del doppiaggio italiano, Pino Locchi. L’effetto straniante e bellissimo, così dannatamente anni 80, di avere un cartone del genere commentato dalle voci di Rambo e Trinità. Tra i doppiatori dei personaggi c’erano anche Oreste Lionello, Riccardo Garrone e Aldo Barberito (qui Dick Dastardly e Fred Flintstones ne Gli Antenati).

Il doppiatore originale di Dick Dastardly era Paul Winchell, ventriloquo, comico e doppiatore newyorkese che ha dato la propria voce anche a Gargamella, Fleegle dei Banana Splits e decine di altri personaggi. La cosa buffa è che Winchell era decisamente molto più geniale di Dastardly: era anche un medico e un inventore e, tra le altre cose, è stato tra i primi a creare e brevettare la lametta usa e getta e soprattutto un cuore artificiale (!), con l’aiuto di Henry Heimlich (l’inventore della manovra Heimlich). Doppio e triplo accidenti.

6. LE PAZZE CORSE CON JOYSTICK E PAD
Tra il ’91 e il 2008 sono stati realizzati sei videogiochi ufficiali di Wacky Races. Il primo è un gioco per Nintendo 8-bit in cui, alla guida di Muttley, si devono affrontare dieci stage, ciascuno chiuso da un boss fight con uno degli altri partecipanti alla gara. Sempre del ’91 è un gioco alla Moon Patrol per Commodore 64, Amiga e altri home computer dell’epoca.

L’ultimo, Wacky Races: Crash and Dash, è uscito su Wii e Nintendo DS nel 2008: si possono guidare tutti i personaggi, tranne Dastardly e Muttley, chiamati a piazzare le trappole. Mai una gioia. A inizio 2019 arriverà anche il gioco da tavolo di Wacky Races, prodotto da CMON e realizzato da due game designer italiani, Andrea Chiarvesio e Fabio Tola.

7. WACKY RACES LIVE ACTION
No, non esiste un film dal vivo di Wacky Races, ma si è avuto lo stesso modo, attraverso varie iniziative, di vedere che aspetto potrebbe avere. Tanto per iniziare c’è il Goodwood Festival of Speed, una competizione annuale nel circuito di Goodwood, nel West Sussex britannico, dove per anni sono state esposte delle riproduzioni a grandezza naturale dei vari veicoli, nel 2009 portate in parata per le vie di Chichester. L’unica occasione nella vita di scattare una foto appoggiati al Diabolico Coupé. Per le altre foto, date un’occhiata qui.

E poi ci sono vari spot televisivi legati a Wacky Races. Questo della Corsa, nello stile del cartone, chiuso dalla risata di Muttley.

Questa pubblicità giapponese, con la Numero 00 a far benzina.

E soprattutto questa della Peugeot, di qualche anno fa, che a un film live action è effettivamente quanto di più prossimo. Muttley, alla fine, qui fa davvero qualcosa: scende dall’auto, ché Penelope ha rimorchiato.

Ridi ora, ché devi fartela a piedi. Ridi.

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