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7 cose che forse non sapevate su L’ispettore Gadget

7 cose che forse non sapevate su L’ispettore Gadget

Di DocManhattan

Ah, L’ispettore Gadget. La meraviglia di questo detective maldestro con una nemesi alla James Bond, le missioni annotate su messaggi che si autodistruggono alla Mission: Impossible, e con un martellone, le pale di un elicottero, un ombrello e mille altre diavolerie nascoste addosso, protagonista di un’infinità di trasposizioni sul piccolo e sul grande schermo. E dalle parentele impensabili, a cominciare da… Lupin?

1. L’AMICO DEL NIPOTE DI LUPIN
Co-produzione americano-franco-canadese, la prima serie de L’ispettore Gadget nasce nell’83, quando DIC Entertainment e la giapponese Tokyo Movie Shinsha cercano un modo per recuperare parte dei costi di Lupin VIII, spin-off di Lupin III con i discendenti di Lupin, Goemon, Jigen e Zenigata nel 22° secolo, la cui produzione era stata fermata per una disputa sui diritti del nome Lupin con gli eredi di Leblanc. Di Lupin VIII è stato animato solo il primo episodio, che è stato incluso nella raccolta Rupan Sansei – Master File nel 2012. DIC e TMS – che avevano già realizzato insieme Ulisse 31 – non si perdono troppo d’animo e virano su un ispettore molto più impacciato di Zenigata. Ma con un paio di baffi di troppo.

2. PROPRIO UN ISPETTORE CON I BAFFI
Gadget è ispirato innanzitutto all’agente segreto Maxwell Smart, l’imbranato protagonista della serie televisiva degli anni 60 Get Smart, tanto che è il suo protagonista, Don Adams, a doppiare Gadget nella versione originale del cartone. L’altro è l’ispettore Clouseau dei film della Pantera Rosa, tanto che oltre all’impermeabile e al cappello da pescatore, Gadget porta nell’episodio pilota anche un paio di baffoni neri. Vennero eliminati perché la MGM mandò alla DIC una diffida, sottolineando l’eccessiva somiglianza con il Clouseau di Peter Sellers. Al pilota è stato aggiunto quindi uno spezzone di dialogo in cui Gadget spiega alla nipote Penny che i baffi sono un travestimento per non farsi riconoscere, visto che è in vacanza.

L’ispettore Gadget arriva in Italia alla fine dell’85, nel contenitore di RAI 1 Magic!, che, ironia della sorte, mandava in onda anche i cartoni della Pantera Rosa. I nomi di questa prima edizione riprendono quelli della versione francese, perciò Penny si chiamava Sophie, il cane Bravo Finot, il Boss Artiglio / Dr. Claw era Dottor Gang. I nomi USA saranno ripristinati nel doppiaggio Mediaset, nel ’93.

3. BRODERICK, PICCOLI GADGET E GADGETTINI
Al cartone originale, conclusosi nell’86, hanno fatto seguito una lunga serie di lungometraggi animati e serie derivate. Film come Ispettore Gadget salva il Natale (1992),
Ispettore Gadget – L’ultimo caso (2002) e La grande impresa dell’ispettore Gadget (2005), seguiti in computer graphic (L’Ispettore Gadget, 2015) e ben tre spin-off.

Il primo, con l’improbabilissimo titolo italiano di È piccolo, è bionico, è sempre Gadget (Gadget Boy & Heather, 1995), è la storia di un bambino carico di congegni come il Gadget adulto; Inspector Gadget’s Field Trip (1996) è una serie educativa con l’ispettore in giro per il mondo, praticamente un Super Wings di vent’anni fa; in Gadget e Gadgettini (Gadget and the Gadgetinis, 2001), infine, al posto del cane Bravo ci sono due robottini e Penny è diventata un’adolescente.

E poi ci sono i due film live action. Il primo è Inspector Gadget (1999), con Matthew Broderick e Rupert Everett, rispettivamente nei panni di Gadget e del malefico Dr. Artiglio. Nel 2003 è la volta di Inspector Gadget 2, un sequel direct-to-video con un cast di risulta. Il protagonista è ora French Stewart, già tra i protagonisti dell’indimenticato, uh, Mamma, ho allagato la casa (Home Alone 4).

E con questa fanno 10 versioni dell’ispettore con l’elicottero nel cappello. Più Gadget per tutti!, come direbbe il più grande politico italiano degli ultimi vent’anni.

4. CHIAMBRETTI E I RAPPER
Quella qui sopra è la prima sigla italiana de L’ispettore Gadget, utilizzata dalla RAI e mai incisa su disco. I suoi interpreti sono stati a lungo un mistero, e alcune fonti (compresa Wikipedia) continuano a citare una famosa leggenda metropolitana: a cantare la sigla sarebbe stato un giovane Piero Chiambretti, accompagnato nei cori da Manuela Antonelli. Quel che è certo è che erano proprio Chiambretti e Antonelli a presentare Magic! in quei pomeriggi su RAI 1. La seconda sigla italiana (Mediaset) era invece scritta da Alessandra Valeri Manera e Ninni Carucci, e interpretata da Cristina D’Avena.

La prima sigla italiana era cantata sulla base della sigla originale, firmata dai soliti Shuki Levy e Haim Saban. Questo brano è stato campionato nell’85 da diversi rapper, come The Kartoon Krew e soprattutto Doug E. Fresh per la sua The Show.

5. LA STORIA DI GADGET
Qual è il vero nome dell’ispettore? Com’è diventato un cyborg? Per scoprirlo è toccato aspettare l’uscita nel ’91 di questa card, parte di una linea ufficiale prodotta da Impel. Sulla sua biografia leggiamo che Gadget ha addosso circa 13mila dispositivi. E che è quasi morto.

In seguito a una caduta fatale provocata da una buccia di banana, è stato trasformato nel cyborg che conosciamo. Il che sì, lo rende in effetti molto più simile all’Alex Murphy di Robocop di quanto non credevamo.

6. IL VERO VOLTO DI BOSS ARTIGLIO!
L’altro mistero del cartone era ovviamente il vero volto di Boss Artiglio (aka Dr. Claw, alias Dottor Gang), un villain alla Ernst Stavro Blofeld di 007, perennemente ritratto alla sua poltrona, con il gatto Satanasso / Mad Gatto sulle ginocchia. Del leader di MAD – Malevolent Agency of Destruction – tutto quel che si vedeva, nella serie, erano le braccia: i guanti con un bracciale da metallaro, per rigare meglio la scrivania. Il mistero viene svelato per la prima volta nel ’92, in un’action figure del Dottore venduta con uno sticker che ne copriva il volto, per preservare la sorpresa fino all’apertura del blister.

La faccia era questa, e ora capiamo perché Artiglio fosse così restio a farla vedere in giro.

L’anno dopo, il canuto Dr. Claw appare anche nel videogioco per Super Nintendo dell’Ispettore Gadget.

7. PAPPA E CICCIA CON MARIO
La prima apparizione live action di Gadget non è però nel film con Broderick: è avvenuta dieci anni prima, nello spettacolo live action di… Super Mario. In un episodio dell’89 dell’agghiacciante Super Mario Bros. Super Show, prodotto dalla stessa DIC, appare Gadget, che ha bisogno di Mario per una riparazione al volo. Vuoi che un idraulico non sappia dove metter mano, quando c’à da aggiustare un cyborg? A interpretare l’ispettore è Maurice LaMarche, che in seguito ha dato la voce a Gadget nel film La grande impresa dell’ispettore Gadget e doppiato in carriera decine e decine di personaggi dei cartoon, da Calculon di Futurama al Dottor Destino di Ultimate Spider-Man. Va’ che super-crossover carpiato!

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