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Speciale Serie TV: La Top 10 degli show più tristi di sempre

Speciale Serie TV: La Top 10 degli show più tristi di sempre

Di Andrea Suatoni

Sono moltissime le serie drammatiche che permettono ai fan di esorcizzare la tristezza della vita di tutti i giorni tramite le tragedie di personaggi fittizi (e magari anche di versare qualche lacrima, dalla commozione per un evento a lungo atteso alla disperazione per la perdita di un personaggio amatissimo); in questo speciale abbiamo raccolto tutte quegli show che, per un motivo o per l’altro, possono ambire al podio di serie più triste di sempre: siete d’accordo con la nostra classifica? E qual’è secondo voi la serie più “triste” che sia mai stata trasmessa?

10 – THE WALKING DEAD

Di base si parla di una serie horror, dove i colpi di scena e i jump scare sono all’ordine del giorno. Ma The Walking Dead è anche una serie drammatica, che mira solitamente a chiudere gli archi dei personaggi in maniera commovente per poi… Ucciderli. Moltissimi dei protagonisti dello show sono morti nel corso delle sue 9 stagioni, e la cosa peggiore è che i fan della serie sanno che molti altri ancora (forse tutti?) verranno a mancare in seguito: l’apocalisse non lascia molto spazio alla speranza…

9 – TRANSPARENT

Transparent racconta la storia della transizione da uomo a donna dell’attempato Morton Pfefferman (Jeffrey Tambor) e della reazione a tale passaggio da parte della sua famiglia. Fra continui piccoli traumi personali, la cruda realtà con la quale le tematiche vengono affrontate risolve di volta in volta le vicende sulla base di una negatività tristemente tangibile e con la quale è fin troppo facile empatizzare.

8 – BUFFY THE VAMPIRE SLAYER

Cosa ci fa Buffy the Vampire Slayer in questa classifica? Al di là dei moltissimi momenti comici e di quelli volutamente trash, per chi riusciva a leggere i sottotesti più adulti della serie le storie della Scooby Gang si muovono su una linea malinconica che più di una volta ha portato le lacrime agli occhi del pubblico, soprattutto nelle ultime stagioni. L’episodio 5×16 The Body, nel quale la madre di Buffy perde la vita, ha segnato intere generazioni di tele-dipendenti. Ma accanto ad esso segnaliamo la struggente ed impossibile storia d’amore fra Buffy ed Angel, la spirale di tossico-magia-dipendenza di Willow, una tentata violenza sessuale, ben due morti da parte della protagonista e molto, molto altro. Senza contare l’apologia storica delle cacciatrici, combattenti destinate a morire dopo una – breve – vita di terrore e lotte continue.

7 – DAWSON’S CREEK

Tristezza e malinconia a palate, ma stavolta in salsa adolescenziale. Rapportando gli episodi di Dawson’s Creek all’età media dello spettatore dello show, è facile notare quanto le situazioni sentimentali e personali di Dawson, Joey, Pacey eccetera fossero foriere di lacrime e facile immedesimazione nel cuore degli adolescenti. Tutti gli amori narrati in Dawson’s Creek finiscono male (con la sola eccezione di Joey e Pacey), mentre il finale della serie corona il tutto trattando la morte di Jen Lindley in maniera assolutamente traumatica.

6 – PARENTHOOD

Le vicende della numerosa famiglia Braverman hanno fatto guadagnare moltissimo alle aziende produttrici di fazzoletti fra il 2010 ed il 2015: per 6 stagioni i drammi di questa famiglia disfunzionale hanno fatto letteralmente singhiozzare milioni di spettatori, che fra una lacrima e l’altra non potevano fare a meno di chiedersi se gli sceneggiatori avessero copiato direttamente dalle loro vite: in Parenthood chiunque riuscirà a trovare almeno una situazione (drammaticissima) nella quale rivedersi. Non importa quale sia il trigger che solitamente vi fa riaffiorare le lacrime: sicuramente in questa serie sono inseriti tutti quelli esistenti.

5 – BLACK MIRROR

La tristezza che permette a Black Mirror di essere presente in questa classifica è quella di una disillusione vestita di tremenda ansia: lo show racconta futuri distopici ed inquietanti, ma tremendamente realistici e vicini. Ognuno degli episodi di Black Mirror potrebbe aver luogo da oggi a 10 anni, a volte solo con un piccolissimo balzo della tecnologia; tecnologia che ogni volta (con un’unica in ogni caso commovente eccezione, l’episodio 3×04 San Junipero) porta l’umanità verso scenari deprimenti e totalmente negativi.

4 – TREDICI

Tredici non ha bisogno di presentazioni o di spiegazioni: la serie racconta le conseguenze del suicidio di una vendicativa adolescente sulla pelle di tutte le persone che facevano parte della sua vita. Dal senso di colpa alla disperazione più profonda, lo show non merita il podio solamente perché tratta temi fin troppo importanti con troppa superficialità (al tempo della prima stagione infatti portò addirittura alcune adolescenti a dei tentativi di emulazione).

3 – BOJACK HORSEMAN

Non esiste serie più amara di Bojack Horseman. Il contrasto fra il mondo animato e surreale in cui i protagonisti (in parte animali antropomorfi ed in parte umani) si muovono e la cruda realtà raccontata dallo show rendono le vicende di Bojack e dei suoi “amici” ancor più terribili, mentre gli sceneggiatori sembra vogliano far passare un unico messaggio: è inutile quanto ci si affanni a cercarla, la felicità non esiste. Per nessuno.

2 – GREY’S ANATOMY

Il medical drama per eccellenza del nuovo millennio merita il secondo posto sul podio: accanto alle continue struggenti storie d’amore che muovono le trame della serie, le vicende settimanali dei pazienti del Grey Sloan Memorial Hospital permeano gli episodi di generica malinconia, ma a spingere sull’acceleratore sono le frequenti morti dei protagonisti: siamo quasi al livello di Game of Thrones o di The Walking Dead.

1 – THIS IS US

Lo show che si è guadagnato lo scettro di serie drammatica per eccellenza: This Is Us è un family drama nel vero senso del termine, dove ai protagonisti succedono continuamente eventi catastrofici e la narrazione è cadenzata proprio in base alla necessità di far commuovere lo spettatore, letteralmente sommerso dalla valanga di situazioni angosciose. Il fatto che grazie ad una perfetta scrittura poi sia semplicissimo affezionarsi ai personaggi acuisce il tutto.

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