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Hill House – Mike Flanagan parla del cliffhanger scartato

Hill House – Mike Flanagan parla del cliffhanger scartato

Di Lorenzo Pedrazzi

LEGGI ANCHE: La recensione di The Haunting of Hill House

La compiutezza narrativa di The Haunting of Hill House è sempre stata nei piani di Mike Flanagan… o quasi. Il regista, ideatore e co-sceneggiatore della serie ha infatti confermato a TV Line che, nelle primissime fasi del progetto, aveva considerato l’idea di terminare la prima stagione con un cliffhanger, ma questo dubbio è durato ben poco.

Non mi convinceva per niente, ed è per questo che l’abbiamo abbandonato in fretta. Faceva parte delle primissime discussioni che abbiamo avuto in proposito, ma non ha mai realmente preso una forma di cui voglia parlare.

Il finale, insomma, corrisponde alla sceneggiatura originale:

Qualunque idea sia stata presa in considerazione, l’epilogo che abbiamo girato è molto coerente con quello che avevamo concepito e presentato in origine. Penso che le altre idee fossero solo delle deviazioni, ma hanno portato tutte nello stesso posto.

Anche il monologo finale di Michiel Huisman è rimasto praticamente identico:

Alcune settimane fa ho riguardato il documento iniziale della nostra proposta, e sono rimasto sorpreso di vedere che il monologo sia sopravvissuto quasi per intero senza cambiamenti, fino a “Nella maggior parte dei casi un fantasma è un desidero… avrei voluto essere un marito migliore. Avrei voluto essere un fratello migliore”.

Non sappiamo se The Haunting of Hill House avrà una seconda stagione, ma Flanagan ha già affermato che, nel caso Netflix la ordinasse, i membri della famiglia Crane non torneranno: la loro storia è conclusa.

GUARDA ANCHE: Una featurette svela la realizzazione dell’incredibile sesto episodio di The Haunting of Hill House

La trama della serie è in gran parte originale, e racconta la storia di cinque fratelli che hanno vissuto nell’eponima Hill House quando erano piccoli, salvo poi doverne riaffrontare le inquietanti presenze da adulti. Steve (Michiel Huisman), Shirley (Elizabeth Reaser), Theo (Kate Siegel), Luke (Oliver Jackson-Cohen) e Nell Crane (Victoria Pedretti) tornano con la memoria ai traumi della loro infanzia, e la narrazione oscilla fra passato e presente per costruire il dramma. La piattaforma on-line ha pubblicato una featurette dove il regista e gli attori – affiancati dalle rispettive versioni fanciulle – parlano dello show e dell’importanza di dare spessore ai personaggi, in modo che il pubblico “abbia paura per loro”. Nel cast figurano anche Carla Gugino e Timothy Hutton.

Ecco la sinossi ufficiale:

The Haunting of Hill House è una moderna interpretazione dell’omonimo romanzo di Shirley Jackson. La serie racconta la storia di un gruppo di fratelli che ha trascorso l’infanzia all’interno di quella che sarebbe diventata la più famosa casa infestata del Paese. I protagonisti, ora adulti, si ritrovano forzatamente insieme in un momento tragico e sono costretti ad affrontare i fantasmi del proprio passato – alcuni sono ancora nascosti nei meandri della loro mente, mentre altri potrebbero essere fisicamente appostati nelle tenebre di Hill House.

Creata, diretta e prodotta dal genio dell’horror Mike Flanagan (Hush, Oculus, Gerald’s Game), The Haunting of Hill House è un complesso dramma familiare avvolto all’interno di una terrificante storia horror. Trevor Macy è produttore esecutivo insieme a Flanagan. Meredith Averill è sceneggiatrice e produttrice esecutiva. Justin Falvey e Darryl Frank sono anch’essi produttori esecutivi.

Michiel Huisman, Carla Gugino, Timothy Hutton, Elizabeth Reaser, Oliver Jackson-Cohen, Henry Thomas, Kate Siegel e Victoria Pedretti sono parte del cast, accanto a Lulu Wilson, McKenna Grace, Paxton Singleton, Violet McGraw e Julian Hilliard.

The Haunting of Hill House è prodotta da Amblin TV e Paramount Television per Netflix.

The Haunting of Hill House è composta da 10 episodi e prodotta dalla Amblin TV di Steven Spielberg, con Paramount TV. Oltre a dirigere lo show, Mike Flanagan (Oculus, Ouija – L’origine del male, Il gioco di Gerald) è anche sceneggiatore e produttore esecutivo. Il libro è pubblicato in Italia da Adelphi, ed è stato già adattato due volte sul grande schermo: da Robert Wise ne Gli invasati (1963), e da Jan De Bont in Haunting – Presenze (1999).

Fonte: TV Line

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