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StreamWeek: The Haunting of Hill House è la miglior serie Netflix dell’anno?

StreamWeek: The Haunting of Hill House è la miglior serie Netflix dell’anno?

Di Michele Monteleone

Che grande settimana! Si parte con le nuove serie, The Haunting of Hill House, Harrow e And then there were none e i tanti film come Apostle, Wonder Woman, 22 July, Your Name.

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana passata. È stata davvero una giornata piena, è uscito di tutto e anche di più, ho dormito pochissimo per riuscire a vedere tutto quindi, se mi addormento sulla tastiera abbiate pietzzzzzzzzzzzzzzzzz.

Iniziamo con Netflix su cui potete ridacchiare davanti alla nuova stagione di Dinasty che è notoriamente una delle robe più brutte mai passate in tv, oppure dare un’occhiata all’orribile Knightfall che doveva essere la versione medievale di Vikings e invece sembra uno di quei film in cui Nicholas Cage indossa una delle sue inguardabili parrucche.

Ora, scansate le cose terrificanti caricate su Netflix, possiamo passare alle cose bellissime. Se lo avete perso al cinema, come ho fatto io, dovete assolutamente recuperare Kubo e la Spada Magica. Il film, realizzato con la tecnica dello stop motion, è ai vertici di questo genere per qualità e le avventure di Kubo nell’affascinante mondo del Giappone magico incanteranno sia voi che i vostri eventuali figli.

Non riesco a comprenderne il fascino, ma vi faccio presente che è stato caricato anche Now You See Me 2 la seconda puntata della saga dedicata ai ladri illusionisti più inutili della storia. Se volete il mio consiglio, evitatelo e magari invece recuperate The Prestige, uno dei più bei film sulla magia e l’ossessione che potete trovare in giro (ed è anche su Netflix se vi interessa). In 22 LuglioPaul Greengrass, racconta la vera storia delle conseguenze causate dall’atroce attacco terroristico che colpì la Norvegia il 22 luglio 2011 in cui 77 persone sono morte per mano di un estremista di destra che ha colpito due volte, prima con l’esplosione di un’autobomba nel centro di Oslo e poi in una sparatoria in un campus giovanile organizzato dal Partito Laburista Norvegese. Greengrass è come al solito formalmente perfetto, asciutto nella messa in scena e riesce a tenere alto il ritmo costantemente. Trovo che forse la storia sia un po’ troppo consolatoria considerando la deriva che ha avuto la politica norvegese dopo gli attentati, ma il film rimane comunque un buon film.

Su Prime Video continuano a caricare ottimo materiale per maratone e a un insonne come me non può che far piacere. In particolare questa settimana mi sono goduto la visione di tutti i film della saga della Mummia: La MummiaLa Mummia il Ritorno e La Mummia – La tomba dell’imperatore e lo spin-off dedicato al Re Scorpione che ha lanciato la carriera di Dwayne Johnson. Mi ha sempre divertito la parabola che hanno avuto i film della saga, partiti come la nuova versione di Indiana Jones, presi decisamente poco sul serio dal pubblico, hanno subito una violenta sterzata verso la commedia e, in tutta sincerità, la svolta mi sembra abbia decisamente funzionato, sia a livelli di contenuti che per quanto riguarda il successo dei film. Sempre su Prime Video vi segnalo anche il bel film italiano La Migliore Offerta e il fatto che è che sono state caricate le prime stagioni di CSI – Scena del crimine NCIS – Unità anticrimine. Al tempo rivoluzionarono il panorama crime e ancora oggi proseguono in continue reiterazioni.

Su Now Tv invece potete godervi le prime due puntate di And then there were none la serie della BBC che segue fedelmente uno dei romanzi più conosciuti, apprezzati e influenti sulla letteratura mistery di Agatha Christie: Dieci piccoli indiani. Un gruppo di sconosciuti viene invitato in una villa su un’isola dai due padroni di casa, gli uomini e le donne ospiti della casa non hanno nulla in comune oltre ad essersi tutti macchiati di un omicidio e, uno alla volta, per questo verranno puniti con la morte. Impianto classicissimo, un ottimo cast di attori e materiale di partenza di altissimo livello fanno di Dieci Piccoli Indiani un classico istantaneo. Consigliatissimo.

Chiudiamo il ripasso della settimana con Wonder Woman su Infinity. L’ho trovato un film onestamente bruttino, ma dicono che è un buon modello per le bambine e che bisogna passare sopra al fatto che pare scritto da google traduttore e ha la messa in scena di una recita delle medie, quindi ve lo segnalo ugualmente, decidete voi se volete sprecare un paio di ore della vostra vita.

Ogni settimana seleziono per voi tre visioni imprescindibili, non sono sempre i migliori usciti (anche perché se una settimana caricano Quarto Potere, non potrei mai dirvi che l’ennesimo film Netflix con protagonista Jared Leto, è meglio), ma sono sempre le serie o i film più attesi, chiacchierati, snobbati o anche solo criticati degli ultimi sette giorni.

Apostolo (Netflix)

Apostolo arriva a quattro anni dall’ultimo film di Gareth Evans, regista gallese partito per l’indonesia per realizzare due dei film che hanno completamente ridefinito il genere action. Se siete dei miscredenti che ancora non hanno visto The Raid The Raid 2, smettete di leggere questa rubrica e tornate solo quando sarete degni. Se invece siete nel giusto, sappiate che Evans con Apostle dimostra di avere un’incredibile capacità registica anche oltre al genere che l’ha consacrato, confezionando un horror violento e angosciante che vi leverà il sonno per più di una notte. è il 1905 e Thomas Richardson (interpretato da uno straordinario Dan Stevens) ritorna a casa dopo una lunga assenza solo per scoprire che la sorella è tenuta ostaggio da una setta religiosa su un’isoletta a largo della costa. Thomas si infiltra nella congregazione fingendosi un fedele, in cerca di notizie sulla sorella. Dal primo passo sulle coste rocciose dell’isola, la storia è una lenta discesa nell’incubo. Evans riesce a mantenere una tensione costante, a stringere le budella dello spettatore con un’angoscia palpabile, pesante che schiaccia. Apostolo è una storia macabra, truculenta e  malata, se siete delle pippe come me, vi consiglio di guardarlo la mattina presto o con tutte le luci di casa accese!

The Romanoffs (Prime Video)

The Romanoffs era una delle serie più attese dell’anno e il motivo è presto detto. Matthew Weiner, il creatore della serie, è anche l’autore dietro a una delle serie televisive più affascinanti e meglio scritte di sempre, uno dei pilastri su cui si regge la storia della televisione: Mad Men. La premessa alla sua nuova serie è estremamente affascinante, episodi autoconclusivi che formano una serie antologica sulle vite di discendenti dei Romanov, la famiglia reale russa. Uno spunto interessante e che, nelle mani di Weiner, ero certo che sarebbe diventato qualcosa di eccezionale. E invece no. Con mia terribile delusione mi sono ritrovato davanti a un primo episodio decisamente impalpabile e un secondo con straordinarie potenzialità per lo più sprecate. Sono sicuro che molta della mia delusione è colpa delle mie aspettative, ma la prima puntata, incentrata sul rapporto tra una vecchia signora facoltosa e la sua donna di servizio e l’eredità di un meraviglioso appartamento a Parigi, ha troppo i toni di una favoletta melensa e ritrae Parigi come in quei film-cartolina bruttini di Allen. Non sono riuscito a trovare in questa sua nuova serie, l’eleganza che aveva contraddistinto la scrittura di Weiner in Mad Men, quella capacità di rendere assolutamente necessari alla storia i lunghi silenzi e i non detti che gravavano sulle vite dei personaggi. Continuerò a vederla e magari vi consiglierò i migliori episodi e forse li rivedrò anche per capire se sono scemo io, perché per ora le sensazioni che mi hanno restituito sono di pacato disinteresse.

The Haunting of Hill House (Netflix)

Inizio con il dirvi che per me la serie, ad oggi, oltre a Atlanta, è la migliore di tutto l’anno ed è senza dubbio una delle migliori (se non la migliore) serie horror di sempre. Ora che avete settato le vostre aspettative su SUPERMEGAFIGO, passiamo a parlarne nello specifico. The Haunting of Hill House inizia dove le storie di case infestate finiscono, infatti la domanda a cui risponde la serie è la seguente: cosa succede dopo che una famiglia riesce a fuggire dalla casa che li ha presi prigionieri e li ha terrorizzati? è possibile che i fantasmi che li hanno spaventati, dopo aver infestato la casa inizino a infestare i loro cuori? E ancora, quali sono i risultati di un’esperienza tanto traumatica nei bambini che l’hanno vissuta e come reagiranno a quei ricordi, una volta cresciuti?
La serie scritta e diretta da Mike Flanagan, già autore dei bellissimi Oculus Hush, è una storia famigliare, una saga che si diverte a passare da presente a passato in un intelligentissimo montaggio alternato che svela, poco alla volta, quello che è successo alla famiglia Crain a Hill House. A metà della serie, gli episodi cinque e sei arrivano a vette stilistiche sia nella regia che nella scrittura producendo due storie praticamente perfette. La prima è forse il pezzo più importante del puzzle che crea la serie con i suoi continui salti tra presente e passato e riesce a incastrare in maniera perfetta tutti i pezzi in maniera quasi chirurgica, tirando fuori dal cilindro un colpo di scena davvero imprevedibile. La seconda puntata è un lunghissimo (finto, ma chissenefrega) piano sequenza in cui gli attori, tutti clamorosamente bravi, entrano ed escono dalla scena su un palco creato dal campo della camera che continua a girargli attorno, rivelando e nascondendo allo spettatore parte dello scenario e dei personaggi. Scriverei per ore di una serie che mi ha incredibilmente stupito e che riesce a coniugare alla perfezione una profondità narrativa e un’aspetto ultra-popolare e incredibilmente commerciale e che per questo, secondo il mio parere, conquisterà una larghissima fetta di pubblico. Per me è il consiglio definitivo di questa rubrica: guardate The Haunting of Hill House prima di qualunque altra cosa.

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Your Name (Netflix)

Questa volta baro e vi consiglio qualcosa che è uscito questa settimana anche in questa parte della rubrica, anche se vi assicuro che in un certo senso si tratta di un recupero. Your Name l’anime che ha infranto tutti i record di incassi in Giappone è arrivato al cinema in Italia solo grazie a quelli che vengono definiti “eventi” quindi, ora che è stato caricato su Netflix, è la vostra occasione di recuperarlo. La storia segue le vite di due ragazzi che scoprono che, ogni volta che si addormentano, si scambiano corpi e vivono interi giorni nell’esistenza dell’altro. I due continuano per tutto il tempo a scambiarsi messaggi e piano piano si innamorano, ma lo strano fenomeno ha fine e Taki si ritrova a dover investigare sulle cause che lo hanno scatenato, portando alla luce il vero motivo per cui lui e Mitsuha erano connessi. Makoto Shinkai, regista del film, in una giapponesissima dichiarazione, ha chiesto al pubblico di NON andare più a vedere il suo film la cui fama si stava ingigantendo oltre i suoi meriti portando le aspettative degli spettatori a livelli eccessivi. Naturalmente non ho mai sentito dire nulla del genere a un regista occidentale, nè penso lo sentirò mai, ma sono abbastanza d’accordo. Your Name è un bell’anime, ma non una storia grandiosa, è commovente e romantico al punto giusto, ma la storia fa acqua un po’ da tutte le parti e si riesce a godersela solo chiudendo gli occhi davanti a delle incongruenze che comunque non rovinano minimamente la visione a patto di capire che semplicemente NON è un capolavoro, ma un ottimo anime.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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