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11 ottobre 2018 • 11:00 • Scritto da Filippo Magnifico

Oltre Mr. Bean: il mondo di Rowan Atkinson

Mr. Bean è solo una delle tante maschere indossate da Rowan Atkinson nel corso della carriera. Scopriamo di più su questo grandissimo attore, ora nelle sale italiane con Johnny English Colpisce Ancora.
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Con la sua aria stralunata, il suo atteggiamento dispettoso e al tempo stesso dolcissimo, Mr. Bean ha lasciato un solco indelebile nel mondo del piccolo schermo e ha permesso a Rowan Atkinson di imporsi come star a livello mondiale, portavoce di una commedia di stampo prettamente British ma al tempo stesso universale. Ma chi si nasconde dietro quella maschera tragicomica, dietro quell’eterno bambino che ha come migliore amico un orsetto di peluche e che, secondo alcune teorie dei fan (proprio così: esistono teorie anche sulle origini di Mr. Bean!) sarebbe in realtà un alieno sbarcato sul nostro pianeta?

Rowan Atkinson nasce nel 1955 a Consett, in Inghilterra, ed è il terzo figlio di Eric e Ella May Atkinson. Prima di scoprire il mondo dello spettacolo si laurea in Ingegneria Elettronica alla Newcastle University e alla Oxford University. La svolta arriva nel 1975 e coincide con la conoscenza di Richard Curtis. La loro amicizia si concretizza subito in una serie di piccole commedie, presentate alla Oxford Playhouse e in seguito all’Edimburgh Fringe.
Verso la fine degli anni ’70 il suo volto particolare e quel modo di recitare così unico si dimostrano un perfetto lasciapassare per il mondo della televisione. Nascono piccole produzioni come il corto Canned Laughter, da lui diretto e interpretato, fino a quando la BBC non decide di affidargli uno show tutto suo: Not the Nine O’Clock News. Un grandissimo successo, che gli vale un Britsh Academy Award e il titolo di ‘Personaggio della BBC dell’anno’.

Il resto, come si dice sempre in questi casi, è storia. A partire dagli anni ’80 la scalata al successo di Rowan Atkinson è praticamente inarrestabile. Arriva The Black Adder, realizzata sempre in collaborazione con l’amico Richard Curtis, che dura ben tre stagioni e passa anche attraverso due film per la tv. Fino al 1989, quando, improvvisando uno sketch teatrale di fronte ad uno specchio, Rowan Atkinson si rende conto di avere di fronte un personaggio completamente nuovo. Un essere indefinibile, che unisce lo spirito di un bambino (molto dispettoso) al corpo di un adulto. In poche parole: Mr. Bean.

Nasce un mito, che lentamente conquista tutto il mondo, Italia compresa, anche se da noi arriva con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia. Colpa degli italiani che sono sempre fuori dal tempo? Incredibilmente, questa volta no!
Mr. Bean arriva da noi in ritardo su richiesta dello stesso Rowan Atkinson, grande amante della Sardegna e preoccupato di essere riconosciuto durante le sua vacanze. Il tempo di godersi un altro po’ di anonimato, insomma, prima di diventare il beniamino del pubblico italiano.

E il cinema? Quello c’è sempre stato in realtà. A partire dagli anni ’80, Rowan Atkinson si è diviso tra grande e piccolo schermo e teatro, comparendo negli immancabili film dedicati al suo Mr. Bean e in altre pellicole come Maybe Baby, Scooby-Doo, Quattro matrimoni e un funerale, Rat Race, Hot Shots 2 e la saga di Johnny English, pronta per tornare sul grande schermo con Johnny English colpisce ancora, il terzo capitolo ora nelle sale italiane.

Super agente segreto ma anche – forse soprattutto – super pasticcione, Rowan Atkinson ha portato sul grande schermo quella che forse è la più riuscita parodia dei duri alla 007. Una cosa che in realtà era scritta nel suo destino perché, non tutti lo sanno (o forse lo hanno dimenticato), il suo esordio sul grande schermo è avvenuto proprio nel 1983, nel film Agente 007 – Mai dire mai, al fianco del grande Sean Connery. Un ruolo decisamente profetico, non ci sono dubbi.

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