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Elite – Jaime Lorente ed Ester Expósito presentano la serie Netflix al FeST

Elite – Jaime Lorente ed Ester Expósito presentano la serie Netflix al FeST

Di Lorenzo Pedrazzi

LEGGI ANCHE: La recensione di Elite

Tra gli eventi principali del FeST, il nuovo Festival delle Serie TV che si è svolto a Milano nei giorni scorsi, c’è stata anche la presentazione italiana di Elite, nuova serie prodotta da Netflix in terra iberica, già disponibile sulla piattaforma on-line. La manifestazione ha ospitato due attori del cast: Jaime Lorente ed Ester Expósito, che interpretano rispettivamente Fernando “Nano” García Domínguez e Carla Rosón.

Nano è il fratello del co-protagonista Samuel, che entra nel prestigioso liceo di Las Encinas grazie a una borsa di studio, e si scontra immediatamente con i rampolli viziati della classe dirigente spagnola. Lui e Nano, invece, provengono dai ceti popolari, e quest’ultimo è appena uscito di prigione: la sua vendetta nei confronti degli oppressori sociali è uno dei cardini della storia. Per Lorente, si tratta di un personaggio emblematico nelle dinamiche dello show:

Nano lo vedo molto bene. Crede di essere il duro della situazione, ma personifica bene il messaggio di Elite: niente è quello che sembra. Si mette a nudo man mano che la storia procede.

Dal canto suo, Carla è la figlia di due ricchi imprenditori locali, e mette a disagio il pubblico per la sue freddezza calcolatrice. Ecco ciò che ne pensa Ester Expósito:

Credo che Carla sia un personaggio che non tranquillizza il pubblico. È cresciuta con due genitori che l’hanno trattata freddamente: volevano una figlia perfetta che mandasse avanti l’attività di famiglia, e questo l’ha resa algida e calcolatrice. In compenso, possiede anche un aspetto nobile: sa difendere quello che le appartiene, e lo mette davanti a tutto.

Considerando le tematiche sociali di Elite, è inevitabile chiedersi quanto la società spagnola sia fedelmente rappresentata dai privilegi di Las Encinas, ma Lorente ritiene che ci sia molto di più, e che la nazione iberica possa rivedersi nell’importanza delle lotte sociali, contro la discriminazione e i pregiudizi:

Non credo che la società spagnola sia rappresentato da questa scuola prestigiosa, ma la sua anima si riflette nelle lotte adolescenziali che vivono i protagonisti… nel dire cose come “mi piace un ragazzo e non c’è niente di male”, oppure “ho l’HIV e ci convivo”.

La collega gli fa eco:

Sono d’accordo con Jaime. Il riflesso della società spagnola si riverbera anche nei pregiudizi sociali, quando si giudica una persona basandosi sulla classe sociale di appartenenza.

Fra le sopracitate lotte sociali c’è ovviamente quella per la parità dei sessi. Jaime Lorente ha le idee molto chiare in proposito, e cita la sua esperienza personale:

Nel mio lavoro il 90% dei copioni vengono scritti per gli uomini, e le donne sono relegate in due ruoli: la suora o la prostituta. Presso Netflix, invece, ci sono tante donne, e lavorano di più e meglio degli uomini. Le donne stanno conquistando la posizione che le spetta, e in cui sono molto brave. D’altra parte, nella serie gli uomini sono marionette, mentre le donne sono molto forti e sanno prendere decisioni forti. È quello che mi è successo nella vita, ed era ora che accadesse!

A tal proposito, Ester Expósito ha visto in Carla l’opportunità d’interpretare una donna forte, per quanto ambigua:

Mi sono affezionata tantissimo a Carla, e sono felice di aver potuto interpretare un personaggio così forte, come tutte le donne della serie. Alla fine, chi deve risolvere il tutto è Carla. Questo mi ha dato molta responsabilità, e mi sono anche divertita nel farlo.

Al centro di Elite c’è un mistero, l’omicidio di un personaggio e la ricerca di un colpevole: anche per questo, la serie potrebbe spingere il pubblico a una visione compulsiva. Expósito crede però che vada fruita lentamente, anche se lei stessa è cascata nel binge-watching:

Secondo me è una serie che va vista lentamente, capitolo per capitolo, ma ci siamo trovati davanti a un pubblico che l’ha vista tutta in un giorno. Io, nonostante sapessi già cosa succedeva, l’ho vista in un pomeriggio.

Con gli spettatori, peraltro, si è creato un rapporto quasi familiare, come sottolinea Jaime Lorente:

Quando parliamo di Elite condividiamo un’esperienza e creiamo un rapporto, ci sentiamo molto uniti. Diamo voce a molte persone.

L’attore murciano si è fatto conoscere grazie al successo de La casa di carta, ma non pensava di poter ripetersi ripetere in tempi brevi; Elite, invece, gli ha offerto questa opportunità:

Quando ci siamo accorti del successo che stavamo avendo con La casa di carta, abbiamo pensato che fosse una cosa che capita una volta sola nella vita, poi però è ricapitato con Elite. Netflix mi ha permesso di crescere tantissimo, sia come attore sia come persona.

Dal canto suo, Ester Expósito cerca di vivere il successo normalmente:

Ancora non mi considero una star, vedo attorno a me grandi dimostrazioni di affetto e non ho ancora assimilato ciò che è successo. Mi sento una ragazza normale di 18 anni, la vivo con normalità.

Ma quali sono le loro serie preferite? L’attrice non ha dubbi:

La casa di carta mi è piaciuta tantissimo, ma anche The Killing. Mi piace soprattutto il personaggio dell’agente Holder [Joel Kinnaman, ndr].

Anche Lorente, in chiusura, fa una scelta precisa:

Ci sono molte serie che mi piacciono, ma la mia preferita è Suits. Harvey Specter [Gabriel Macht, ndr] è il mio personaggio preferito.

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