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24 settembre 2018 • 19:15 • Scritto da Adriano Ercolani

Overlord, la recensione del nazi-zombie movie prodotto da J.J. Abrams

Overlord è intrattenimento puro e semplice, gusto del gioco cinefilo, passione per l’horror surreale e visivamente truculento. Ecco la nostra recensione.
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Partiamo subito con l’affermare che il nazi-zombie movie diretto da Julius Avery è un irresistibile paradosso, poiché centra l’obiettivo di essere la perfetta trasposizione cinematografica da un videogioco pur essendo ispirato da una sceneggiatura originale. Dove infatti tutti o quasi i lungometraggi tratti da videogame hanno fallito non riuscendo a trovare il giusto connubio tra cinema e gioco, Overlord riesce invece a fondere le influenze delle due diverse forme di intrattenimento in un “mostro” spassoso, goliardico, pieno di invenzioni visive. Troverete di tutto e di più dentro lo script di Billy Ray e Mark L. Smith: Bastardi senza gloria ma anche Call of Duty, Salvate il soldato Ryan ma anche il miglior Resident Evil della Capcom. Insomma, quello che avrebbe potuto essere un calderone di citazioni e riferimenti senza un centro preciso viene invece organizzato in una narrazione molto precisa, che rispetta le regole della drammaturgia cinematografica fondendole però con sorprendere armonia alle derivazioni classiche del videogioco dove i vari personaggi devono portare a termine la loro missione per avanzare di livello. Overlord mantiene tutte le promesse che il trailer ci aveva fatto, propinandoci uno spettacolo sanamente sovversivo e gioiosamente gore.

La produzione di J.J. Abrams è presente, tangibile, soprattutto per la sua capacità di andare incontro ai gusti più conclamati del pubblico desideroso di intrattenimento vagamente geek, proponendogli sempre e comunque un prodotto fresco e inventivo. Avery riesce a mettere in immagini la natura di Overlord con una folle coerenza: il film è infatti visivamente molto accurato, capace di rendere verosimili le ambientazioni che per funzionare al meglio in questo tipo di mix di genere devono essere pure vagamente posticce. Nell’assecondare lo spirito sbruffone e scanzonato del B-movie, non soltanto il regista ma anche l’intero cast di attori si divertono a creare un universo filmico dove l’estetica del gore si mescola perfettamente con il dramma bellico spruzzato di momenti di commedia ridanciana. Difficile scegliere l’interprete che sia riuscito a caratterizzare meglio il proprio personaggio: tutti rendono i loro “tipi fissi” vivaci, istrionici, simpatici nella loro logica assurdità.

Intrattenimento puro e semplice, gusto del gioco cinefilo, passione per l’horror surreale e visivamente truculento: Overlord è una ventata d’aria fresca in un tipo di produzione mainstream che a livello narrativo ed estetico sta diventando sempre più omologata ai gusti del pubblico di giovanissimi. Il lavoro di Avery invece sceglie di infischiarsene altamente, dimostrandosi capace di divertire (e molto) con folle intelligenza. Spassoso.

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