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Luca Guadagnino presenta il suo Suspiria a Venezia 75: “Una trilogia, perché no?”

Luca Guadagnino presenta il suo Suspiria a Venezia 75: “Una trilogia, perché no?”

Di Redazione SW

A cura di Sonia Serafini

È stato uno dei film più attesi del Concorso della Mostra di Venezia, presentato sabato Suspiria di Luca Guadagnino è già un trionfo.

La pellicola è ispirata alla celebre opera omonima di Dario Argento del 1977, ma non può essere definita remake in quanto omaggia solamente la storia, cambiandone la sceneggiatura in maniera sostanziale. Guadagnino ci ha voluto mettere la sua firma autoriale, spostando l’ambientazione a Berlino invece che a Friburgo, cambiando il ruolo alle protagoniste, inserendo riferimenti politici e scegliendo Thom Yorke per la colonna sonora.

Un film sul senso di colpa, sulla claustrofobia dei lasciti di una guerra, delle cicatrici invisibili provocate dai rapporti familiari e sulla forza assoluta della donna, tutto questo in una pellicola dell’orrore.

A differenza di Chiamami Col Tuo Nome, che si è aggiudicato un Oscar come miglior sceneggiatura non originale e che era una produzione mista, questa è una pellicola definita italiana a livello produttivo nonostante l’apporto di Amazon Studios, ma con un cast di eccellenze straniere. La protagonista è Dakota Johnson, con lei Chloe Grace Moretz, Mia Goth, l’insuperabile Tilda Swinton (qui in tre differenti ruoli, ma accreditata solo per uno, si vocifera che abbia prestato il volto anche al professor Josef Klemperer, anche se ha negato e accreditato all’inesistente Lutz Ebersdorf, e l’altro è nelle vesti di una strega), e infine un dolce ritorno, quello di Jessica Harper che nel film originale di Argento era Susie.

Abbiamo incontrato il regista e il cast durante una mini press conference dedicata alla stampa nel giorno di presentazione.

Luca Guadagnino: “Ho voluto fortemente mantenere l’anno di ambientazione, ma ho cambiato la città perché mi piaceva l’idea della Berlino divisa dal Muro, come simbologia di chiusura, senso di colpa e luogo di memoria. L’autunno tedesco inoltre, è stato per la Germania quello che per noi sono stati gli anni di piombo. Ad ispirarmi è stata la pellicola “Germania in Autunno” in particolare il corto di Fassbinder all’interno del film. Insieme al Direttore della fotografia abbiamo preso l’ispirazione per la cromia del film dal pittore Balthus, soprattutto le sue “cinquanta sfumature di marrone”.

Su questa chiara battuta a Dakota Johnson in riferimento al franchise Cinquanta Sfumature, tutti ridono e la parola passa alle protagoniste.

Tutte bellissime, tutte schierate e pronte a tessere le lodi del loro capitano Guadagnino. Dakota con un delicato abitino bianco di pizzo, Tilda con un vestito castigato verde acido e scarpe celesti, Cloe in pieno stile ’70 con pantalone a zampa rosso e camicetta, Mia si è ispirata alle Yé-yé girl con un cortissimo bianco e la elegantissima Jessica con pantalone nero e blusa bianca.

Inizia la Goth: “Sono da sempre una sua fan, e lavorare con lui è stata un’emozione. Sa come dirigere le donne e potenziare il loro talento, persino quello che non credi di possedere”. Continua la Moretz: “Conoscevo Luca e volevo lavorare con lui, quando mi ha proposto il ruolo di Patricia ho detto subito sì perché mi ha permesso di trasformarmi completamente. Sono completamente diversa in questo film, non solo il mio aspetto, ma soprattutto la mia voce, il suono e la possibilità di esprimermi in un’altra lingua cambia completamente la tua performance. Mi ha permesso di spingermi oltre i miei limiti”.

La Harper ci racconta cosa ha significato per lei tornare in un film come Suspiria: “È come se Suspiria sia tornato a terrorizzarmi di nuovo, ma nel più bel modo possibile! Ho detto subito sì a Luca, anche se non mi ha detto subito che avrei dovuto recitare in tedesco, cosa che non avevo mai fatto in vita mia. Il mio ruolo è molto diverso, ha a che fare con l’abbandono, la tensione, voleva riprodurre lo spavento e l’impatto che il primo Suspiria aveva avuto su di lui da bambino. Anche se paragonare lui e Dario Argento è impossibile, essendo due registi completamente diversi, entrambi hanno una propria visione cinematografica, sono grandissimi allo stesso modo”.

Dakota rimane silenziosa ed elegantissima per tutta la conferenza, per poi annunciare che i film come Suspiria sono film che lei ama sia guardare al cinema che interpretare, perché ti distaccano completamente dalla realtà. L’ultima a parlare è Tilda che fa divertire tutti i presenti ironizzando sul suo presunto ruolo del professor Klemperer, rispondendo che in realtà l’interpretazione va accreditata a Lutz Ebersdorf, uno schivo e riservato signore tedesco, invitando i giornalisti a cercarlo e chiedergli della sua esperienza sul set. In conferenza legge addirittura una lettera scritta dallo stesso Ebersdorf nella quale si scusava per non poter essere presente a Venezia.

In chiusura viene, ovviamente, fatta la domanda di rito, vista poi la trilogia precedente di Argento con Suspiria, Inferno e La Terza Madre, viene chiesto al regista se ci sarà la possibilità di far diventare questo film una saga, Guadagnino, dopo aver glissato, risponde in coro insieme a Tilda Swinton: “Why not…

LEGGI ANCHE: Suspiria, l’orrore della colpa nel film di Guadagnino: la recensione da #Venezia75

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