LEGGI ANCHE: Roma, il film di Cuarón è un soffio di vita: la recensione da #Venezia75
Il nome di Alfonso Cuarón è legato a quello di Harry Potter. Il regista ha infatti diretto nel 2004 il terzo capitolo della saga ispirata alle pagine di J. K. Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban.
Impegnato con il lancio di Roma, la sua ultima fatica recentemente presentata in Concorso a Venezia 75, il regista ha confessato che è stato proprio il collega e amico Guillermo del Toro a convincerlo a dirigere quel film. E l’ha fatto in maniera molto… brutale!
Ospite del Festival di Telluride, Cuarón ha dichiarato:
Ho chiamato Guillermo, come accade spesso, e lui mi ha chiesto “ci sono progetti in vista?” io gli ho detto “sì, dovrei dirigere Harry Potter, riesci a crederci?” Ho scherzato, dicendo di non aver mai letto i libri o visto gli altri film. A quel punto lui mi è sembrato arrabbiato, mi ha chiamato “flaco”, che in messicano è un insulto.
A quanto pare Guillermo del Toro ha usato su di lui una particolare tecnica di persuasione, rimproverandolo duramente:
Mi ha detto “sei un fottuto bastardo arrogante. Adesso corri nella tua libreria del cazzo, prendi i libri, li leggi e mi richiami subito!” e quando Guillermo ti parla in questo modo, devi correre!
Leggendo Il Prigioniero di Azkaban, Alfonso Cuarón ha subito capito che non poteva lasciarsi sfuggire quell’occasione:
L’ho richiamato per dirgli che il materiale era sul serio fantastico e lui ha rincarato la dose, apostrofandomi con termini che non si possono tradurre dal messicano. Per me è stata una grande lezione di umiltà, tentare di farlo a modo mio rispettando allo stesso tempo le pellicole precedenti.
E questo, diciamolo pure, mette bene in evidenza l’amicizia tra i due.
LEGGI ANCHE: Alfonso Cuarón presenta il suo Roma al Festival di Venezia
Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.
ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.
[widget/artist/3549,1823]
Fonte: IndieWire