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06 agosto 2018 • 13:15 • Scritto da Michele Monteleone

StreamWeek: una settimana per piangere con I Kill Giants e sussultare a ogni tintinnio con A Quiet Place

StreamWeek è una guida alle migliori novità della scorsa settimana, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi a pieno i vostri abbonamenti.
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Ogni settimana i nostri piccoli e grandi schermi vengono invasi da centinaia di film, serie televisive e documentari. StreamWeek è una guida alle migliori novità della settimana passata, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi appieno i vostri abbonamenti. Buona lettura e scegliete con cura la vostra dose settimanale di televisione!

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana passata. Una settimana interessantissima questa prima di agosto, le piattaforme streaming hanno caricato nei loro cataloghi una notevole quantità di film di altissimo livello. Ma iniziamo a parlarne.

Netflix non ha in catalogo molti classici del cinema, ma sono contento che, piano piano, qualcosa sta apparendo in catalogo; è il caso de L’Infernale Quinlan, uno dei capolavori del noir americano, girato da uno dei più grandi registi di sempre, Orson Wells. Il film inizia con quello che al tempo era il più lungo piano sequenza della storia del cinema e che rimane uno dei più belli e fluidi mai girati, da quel momento la storia è una discesa nel buio dell’anima dei protagonisti, un pozzo nero che inghiottirà il bene e il male. Sempre nella categoria dei pesi massimi, ma non proprio dei capolavori, Netflix propone Gli Intoccabili, la storia di come Elliot Ness (Kevin Costner) e la sua squadra, abbiano incastrato e arrestato Al Capone (Robert De Niro) ai tempi del proibizionismo americano. La sparatoria sulle scale, con la carrozzina che precipita in omaggio a La Corazzata Potemkin, è a ragione considerata parte della storia del cinema. A conclusione di questa parte dedicata a vecchi film, vi segnalo uno dei migliori film horror tratti da un romanzo di Stephen King, Pet Sematary.

Su note un po’ più leggere, vi consiglio The Millionaire, favola ambientata in India, diretta da Danny Boyle e (leggerissime le note in questo caso) la conclusione della saga di Bridget Jones, Bridget Jones Baby. Personalmente non sono un grande fan della serie, soprattutto perché nessuna persona sana di mente penserebbe mai a Hugh Grant come antagonista in una commedia romantica, ma forse è colpa mia e della mia passione sfrenata per Notting Hill.

Netflix è anche la casa della grande animazione occidentale, se amate i cartoni è il posto giusto per voi, tra produzioni proprie e riproposizioni di show nati su altri canali, potete trovare il meglio del meglio e, da questa settimana, si aggiunge al roster delle proposte Steven Universe, forse la più importante serie animata della nuova generazione (insieme a Adventure Time che comunque è ugualmente disponibile su Netflix). E se parliamo di grandi serie di animazione, non possiamo evitare di nominare SpongeBob di cui in settimana è stato caricato il film Fuori Dall’Acqua.

Netflix è anche il canale di streaming perfetto per gli appassionati di Star Trek e, oltre alla nuova serie Discovery e alla maggior parte dei vecchi film, questa settimana ha caricato i due nuovi film diretti da Abrams. Per gli amanti dell’action e di quel bel matto di Gibson, invece non posso che spingervi Viaggio in Paradiso, il film che forse ha rimesso in pista la carriera di Gibson e che racconta le disavventure di un criminale americano che finisce in un gigantesco carcere messicano che ha la forma di una vera e propria città e da cui dovrà organizzare la fuga.

Invece se volete guardare nuovi film, da poco usciti al cinema, devo dire che sto imparando che il servizio di streaming da sottoscrivere è decisamente Infinity. Solo questa settimana sono stati pubblicati: Rampage, gorilla gigante vs lucertola gigante vs Dwayne Johnson… penso vi siate fatti un’idea sul genere. Purtroppo non riesce ad avere il fascino di una produzione come quelle dell’Asylum (casa di produzione della saga di Sharknado per capirci), e si limita ad essere la versione edulcorata di quel genere di film, un genere che al contrario vive di eccessi.

Prima parlavamo di Star Trek e su Infinity è stato caricato proprio ieri Star Trek Beyond, ultimo capitolo della saga diretto da Justin Li che riesce nella difficile impresa di imprimere una forte impronta action al film senza snaturarne la mitologia. Così ne viene fuori una bella storia sul lavoro di squadra in cui l’equipaggio dell’Enterprise è protagonista quanto i soliti Kirk e Spock e forse anche di più.

Ancora, su Infinity è uscito Justice League. Non guardatelo, è davvero brutto.

Invece sapete cosa non è per nulla brutto, anzi è IL capolavoro degli ultimi anni? Mad Max: Fury Road, poche opere arrivano a un simile livello di perfezione. Le interpretazioni sono incredibilmente ispirate, e non parlo solo di quella di Charlize Theron nel ruolo di Furiosa, che risulta essere uno dei personaggi femminili più carismatici di sempre, ma anche il tanto bistrattato Max di Tom Hardy che recita con le mani, con le sopracciglia, con il fisico. Ha poche, pochissime, battute, ma a cosa servono quando con un sorriso accennato e stanco riesci a far trasparire un intero mondo emotivo? E poi ci sono quei colori saturatissimi della fotografia che bruciano le retine e le complicatissime coreografie delle scene d’azione equilibrate come l’ingranaggio di un orologio svizzero e la colonna sonora potente e… se non avete ancora visto Mad Max: Fury Road, rimediate immediatamente, se lo avete visto, regalatevi altre due ore di emozioni forti.

Su Sky Go non è stata una gran settimana, ma per gli amanti dell’action segnalo Il Tesoro dell’Amazzonia in cui The Rock spara e ricarica due fucili a pompa insieme (giuro che è una roba davvero emozionante da guardare e basta quella a giustificare la visione del film) e quella che è probabilmente la lapide dell’action anni novanta: Last Action Hero con Schwarznegger. Inizialmente scritto per prendere in giro i film di Shane Black, finisce nelle mani proprio di Black, va ampiamente fuori budget e floppa di brutto al botteghino, ma rimane la commedia action per eccellenza e “L’essere o non essere… non essere!” di Arnie è una delle più belle battute di sempre.

Non altrettanto geniale, ma comunque piacevole, il film con Jackson e Reynolds Come ti ammazzo il Bodyguard. Vi prego perdonate chiunque abbia tradotto il titolo originale, The Hitman’s Bodyguard, perché io non ci riesco.

Mi sembra sia tutto per questa settimana di grandi uscite, direi che è l’ora di incoronare i nostri tre preferiti… naturalmente Mad Max Fury Road non è presente solo perché avrebbe occupato tutte e tre le posizioni e poi avreste pensato che sono un pazzo fanatico… il che è vero.

A Quiet Place (Infinity)

In qualche cinema è ancora in programmazione, ma i fortunati possessori di Infinity, potranno goderselo senza fare un passo, direttamente sul loro divano. A Quiet Place è uno di quegli horror che ultimamente vanno molto di moda che vengono costruiti attorno a un’idea forte, un concept movie. L’idea che da il via alla storia è che sulla terra sia arrivata una razza di mostri alieni completamente cieca, ma in grado di percepire anche il minimo suono. Naturalmente le bestie sono ferocissime e affamate di carne umana. Andando a pescare a piene mani nell’estetica di The Last of Us (un videogioco della Naughty Dog) da cui mutua anche l’idea di un nemico da evitare non producendo rumore (chi ci ha giocato ancora si sogna la notte il suono che emettevano i clickers). La pellicola comunque mantiene le premesse, tenendo altissima la tensione fino alla fine e non disconoscendo l’idea iniziale facendone praticamente un film muto in cui i personaggi comunicano tra di loro praticamente solo usando i segni. Una piccola nota di colore: l’ho visto a casa e, nel silenzio più totale l’asse da stiro poggiata sul muro è scivolata a terra facendo un fracasso impressionante. Probabile che la cosa mi abbia levato almeno un paio di anni di vita.

I Kill Giants (Netflix)

In prima assoluta su Netflix (in Italia non è mai uscito al cinema), tratto dal fumetto edito in Italia per Bao Publishing, I Kill Giants è una storia sull’accettazione del dolore e su un periodo, quello dell’adolescenza, in cui la nostra resistenza al dispiacere viene testata e forzata. La protagonista del film è una ragazzina strana, porta un cerchietto con delle orecchie da coniglio sulla testa, non fa altro che parlare di mostruosi giganti e del suo compito di cacciarli e, naturalmente, questo fa di lei una sorta di paria a scuola. La piccola Barbara però non è solo strana, è anche molto sola e le sue bizzarrie non fanno altro che allontanarla dal mondo reale e precipitarla nel suo di fantasia, ma c’è un motivo per tutto questo, un dolore sordo che Barbara cerca di tenere nascosto agli altri quanto a sé stessa. Solo affrontare le proprie paure e sconfiggere i “giganti” la riporterà a vivere una vita più serena. Chi ha amato il fumetto può stare tranquillo, il film lo riprende battuta dopo battuta, inquadratura per inquadratura. Sinceramente l’ho trovato, proprio per questo, abbastanza inutile avendo già letto la graphic novel, ma so che per molti la totale mimesi con il prodotto originale è un ingrediente necessario per godersi la visione, quindi sereni, qui è proprio tutto uguale!

Get Out (Infinity)

È stato senza dubbio la più grande sorpresa della scorsa stagione cinematografica, un film piccolo, prodotto dall’altrettanto piccola e indipendente Blumhouse, Get Out è la prova che con pochi soldi, ma un ottimo script, si possano girare grandi film. La storia del giovane nero Chris Washington comincia il giorno in cui va a conoscere i genitori della sua ragazza bianca in un quartiere di periferia come se ne vedono solo nelle sitcom americane. Case perfette circondate da prati perfettamente curati, recintate da steccati perfettamente imbiancati. I genitori di Rose sono incredibilmente progressisti e ospitali. Forse un po’ troppo, forse quest’aria perfetta nasconde qualcosa di malsano e i loro comportamenti affettati non fanno altro che ingigantire la sensazione di disagio che Chris inizia a provare stando immerso in un ambiente così… bianco. Il meraviglioso ribaltamento dello stereotipo del bianco minacciato nel quartiere nero, fa raggiungere al film vette di parossismo inarrivabili e aiuta l’esplosione di orrore e violenza che accompagna il finale. Probabilmente una delle pellicole dell’orrore più intelligenti degli ultimi anni.

 

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di novità con cui veniamo bombardati.

Icarus (Netflix)

Ci ho preso gusto a consigliarvi la visione di documentari, quindi oggi è la volta di Icarus. Parte come un’inchiesta sull’utilizzo del doping nel ciclismo, il regista e protagonista del documentario, ha intenzione, un po’ come faceva Morgan Spurlock in Suprsize me! di sperimentare sulla propria pelle l’oggetto della sua analisi. Decide di cominciare a prendere steroidi per migliorare le sue prestazioni di ciclista amatoriale. Non potendolo più seguire, il suo medico americano gli consiglia il nome di un suo collega, l’uomo che si occupa del centro antidoping per gli atleti olimpici russi. La storia però, come in tutti i bei documentari, si ingigantisce e in questo caso si tinge di giallo e nero. Infatti il nostro inizia a scoprire un meccanismo approvato e finanziato dalla Russia per dopare i propri atleti e non passa molto perché il caso esploda e diventi pericolosamente simile a una spy story da guerra fredda, con tanto di omicidi e fughe dalla madre patria Russia. Icarus è uno di quei documentari in cui sei costretto a controllare su internet che sia tutto vero. E lo è, fino all’ultima follia.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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