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StreamWeek: I segreti di Lodge 49 e i silenzi di Better Call Saul

StreamWeek: I segreti di Lodge 49 e i silenzi di Better Call Saul

Di Michele Monteleone

Ogni settimana i nostri piccoli e grandi schermi vengono invasi da centinaia di film, serie televisive e documentari. StreamWeek è una guida alle migliori novità della settimana passata, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi appieno i vostri abbonamenti. Buona lettura e scegliete con cura la vostra dose settimanale di televisione!

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana passata. Il caldo, almeno a Roma, è diventato una tortura, dopo aver distrutto il motore del frigo piazzandomici davanti con la porta aperta, ho cominciato a guardare la Tv per prepararmi alla rubrica da dentro la vasca. Quindi, in questo torrido agosto, io e le mie paperelle gonfiabili vi auguriamo buona lettura e buona visione.

Tre ottimi film sono i miei consigli per i possessori di Sky Go. Il primo è un cult istantaneo, L’armata delle Tenebre di Raimi con quel bell’uomo di Bruce Campbell. È il film che chiude la saga della Casa ed è il più folle e sregolato del pacchetto. Un paio di scene hanno fatto la storia della recente cultura pop e, se molti di voi l’avranno già visto, merita comunque un rewatch estivo. All’altro spettro della filmografia mondiale, troviamo sempre su Sky Go la tenera storia dell’orsetto Paddington che, al suo secondo film, si conferma essere una commedia dei buoni sentimenti ben scritta e ben girata che intenerisce sia i piccoli e gli *sniff, sniff* adulti. L’ultima segnalazione va al fatto che questa settimana hanno caricato in catalogo Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello , lo sapete tutti che è un grande film, ma quando vi concederete una nuova visione, vi accorgerete che è anche meglio di quanto ricordate, la messa in scena, la regia con quei meravigliosi campi lunghi, le inquadrature che, a ragione, sono diventate uno standard del genere, fanno del primo film della trilogia il capolavoro che si merita di essere. Per rimanere in tema di attualità, direi che avrebbe potuto tranquillamente vincere un oscar come miglior film popolare (se non siete informati cercatelo e fatevi una risata con me).

Amazon Prime Video continua a caricare buon cinema italiano e lo definisco buono perché faccio la tara tra lo straordinario Il Divo di Sorrentino, e il piacevole film dei The Jackall Addio Fottuti Musi Verdi. Il primo ci restituisce un ritratto inedito di Giulio Andreotti e di un periodo, quello di democrazia cristiana al potere e degli anni di piombo, che ha echi di Scorsese e l’inconfondibile mano alla regia di Sorrentino. Addio Fottuti Musi Verdi è una commedia girata dal gruppo che negli anni forse si è più distinto per le produzioni su YouTube, che sceglie una via per nulla semplice, ma per questo molto coraggiosa, di non mettere in piedi una commedia di costume girata in un paio di interni, ma di tentare, alla loro prima opera prima un film di genere che strizzi l’occhio, per tematiche, alla produzione di Wright. L’intenzione è ottima, ma la resa non all’altezza delle aspettative.

Per finire, sempre su Prime trovate 1408, un piacevole horror tratto da Stephen King con Samuel L. Jackson e John Cusack, e uno degli ultimi film di Sofia Coppola, Bling Ring. Consigliare la Coppola è sempre un pericolo, infatti il rischio che, chi ha ricevuto il consiglio, poi finisca per sputarti in un occhio, è dietro l’angolo. I film della regista sono estremamente sbilanciati dal lato di un’estetica che viene esaltata a discapito del contenuto. Bling Ring non è nulla, non è una commedia, non è un film drammatico, né un thriller né un giallo, è un film della Coppola e, se non vi sono piaciuti le sue precedenti pellicole, vi consiglio di girare a largo o rischiate di risvegliarvi con la forma del bracciolo del divano contro la faccia. Se invece siete immuni alla lentezza e di un film vi basta anche solo uno splendido comparto visivo, premete play senza paura.

Chi invece ha trovato un perfetto accordo tra forma e contenuto è l’alfiere degli hipster, il signore dei toni pastello, delle camere fisse e della simmetria, sua maestà Wes Anderson. Su Prime Video questa settimana trovate Moonrise Kingdom il suo film più compiuto e forse più rappresentativo del suo inconfondibile stile. Prima o poi Anderson potrebbe scocciare tutti come ha fatto abbondantemente Tim Burton, ma nessuno potrà mai accusarlo di fare film senza personalità e poi, parliamoci chiaramente, se non vi emozionate seguendo la fuga d’amore dei due protagonisti del film, il vostro cuore non può essere sciolto neanche dai quaranta gradi che fanno oggi.

Per quanto riguarda Netflix, pare siano andati in vacanza, infatti questa settimana oltre a l’eccellenza che vi sto per segnalare sul mio podio, rimane solo qualche robetta di poco conto e una nuova serie vagamente guardabile che è Insatiable.

Con questo è tutto per il nostro recap settimanale, è ora di tuffarsi verso la prossima parte della rubrica. Tuffarsi… che bello sarebbe tuffarsi, mi sa che appena chiudo qui me ne vado in piscina, se non avrete mie notizie la prossima settimana sappiate che mi sono trasferito lì.

Better Call Saul (Netflix)

Quando finì Breaking Bad per molti fu un momento triste, soprattutto per i produttori di fazzoletti. Penso di aver pianto più guardando Breaking Bad di quella volta che mio padre mi ha inavvertitamente (dice lui) martellato un pollice. Il lutto per la perdita di una delle migliori serie del decennio si è trascinato per po’, ma sono sicuro che, se come me avete adottato Better Call Saul, siete stati largamente ricompensati della vostra fiducia. La serie spin-off di Breaking Bad parte lenta, mooolto lenta, lenta che in confronto Breaking Bad era una puntata dei Looney Tunes, ma se imparate ad apprezzarne i silenzi e vi fate scorrere addosso il suo ritmo flemmatico, vi accorgerete che vi sta ipnotizzando, che tutti i personaggi (perché Better Call Saul, più di Breaking Bad è una serie corale) hanno archi narrativi incredibilmente lunghi e complessi che vi terranno incollati allo schermo. Attualmente è una delle migliori serie in produzione, Netflix ci regala una puntata a settimana in contemporanea con la stagione USA, dategli una chance.

Lodge 49 (Prime Video)

È passato un po’ di tempo da quando vi ho consigliato una serie Prime e sono contento di dirvi che, quando meno me lo aspettavo, nella maniera meno scontata possibile, la piattaforma Amazon ci assesta un bel diretto con una delle serie più interessanti e meno prevedibili dell’anno. Lodge 49 vive dell’eco dei romanzi di Thomas Pynchon, ma cala la bizantina narrativa dello scrittore statunitense in una Los Angeles lontanissima dai fasti anni novanta, ma colpita da una profonda depressione economica che ha infettato le vite e i sogni dei protagonisti. Ma forse c’è una speranza, anche nella più profonda tra le recessioni, la massoneria e l’alchimia potranno aiutarci. La storia di Dud, divenuto in pochi attimi povero e zoppo (a causa di un morso di serpente mentre faceva surf in Nicaragua), dopo aver perso il padre, trova un briciolo di speranza nella Loggia delle Linci numero 49, un luogo che prima sembra privo di qualunque poesia, ma che piano piano inizia a rivelare i suoi segreti. Lodge 49 è l’opera prima Jim Gavin che regala allo spettatore qualcosa di strano e, in un palinsesto televisivo fatto molto spesso di prodotti orribilmente standardizzati, la stranezza è benvenuta.

The Disaster Artist (Infinity)

Diretto e interpretato da James Franco, prodotto da una delle realtà americane più vive e vitali del momento, A29, Disaster Artist è un film che, come Lodge 49 qui su, ha il grande merito di stupire completamente raccontando una storia in cui lo spettatore non ha metri di paragone per valutarla, che mette in campo il weird più passionale e onesto. La storia di Tommy Wiseau stranissima figura del sottobosco hollywoodiano che riesce a mettere in piedi il più bel brutto film di sempre. The Room alla sua uscita viene accolto da salve di risate, ma il pubblico non ride con Tommy, ride DI Tommy. Ma quello che potrebbe rimanere uno dei tanti anonimi flop della storia dei wannabe di Los Angeles, si trasforma nella più strampalata storia di rivalsa e The Room diventa prima un fenomeno virale e poi continua a riempire, per anni, le sale dei peggiori cinema del mondo. E se già la storia del film non fosse abbastanza, c’è quella di Tommy a rincarare la dose: nessuno sa davvero da dove venga, nessuno sa dove a reso i MILIONI di dollari che il film è costato e nessuno riesce a capire bene perché l’ha fatto, perché si è convinto di essere in grado di scrivere e interpretare The Room. Il risultato dell’indagine sulla sua figura è un film incredibilmente divertente e profondamente amaro in cui i due fratelli Franco regalano la migliore performance della carriera.

 

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi e quello di oggi è un consiglio davvero accorato perché, se non avete visto questa serie, davvero vi siete persi qualcosa.

The Looming Tower (Prime Video)

La storia dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle è forse tra quelle che hanno più plasmato la mia generazione, è l’inizio di una serie di cambiamenti politici e di costume che hanno rivoluzionato la cultura di questo secolo. Eppure, dopo aver visto la serie in esclusiva Amazon, ho scoperto di saperne davvero poco. E no, non sto parlando di noiosissime teorie complottistiche, ma della vera storia dietro agli errori che hanno portato al crollo dell’inviolabilità degli Stati Uniti. The Looming Tower è una serie (scusate sinceramente il gioco di parole) seria, una di quelle che riempie le puntate di contenuti che lo spettatore ha bisogno di digerire il giorno dopo averle viste, ma che soprattutto riesce a farlo riuscendo a essere incredibilmente avvincente. Della performance di Jeff Daniels non vi parlo nemmeno, se non sapete che grandioso attore è, vi consiglio di ripassare News Room.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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