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7 cose che forse non sapevate su È quasi magia Johnny

7 cose che forse non sapevate su È quasi magia Johnny

Di DocManhattan

È quasi magia Johnny era il titolo della versione italiana di Kimagure Orange Road (“La capricciosa Orange Road”), un anime giapponese di successo tratto da un manga altrettanto popolare e andato in onda su Italia 1 a partire dall’89. Con uno scopo, far innamorare tutti gli spettatori, uomini e donne, del personaggio di Sabrina (anche perché il primo ad esserne innamoratissimo era il suo creatore…). Ecco allora 7 cose che forse non sapevate su È quasi magia Johnny!

1. AMORI E SFIGHE 
Izumi Matsumoto (nome d’arte di Kazuya Terashima) ha oggi 59 anni. Dà vita al manga di Kimagure Orange Road nell’anno degli Acchiappafantasmi, l’84. Non è il primo manga shonen su un triangolo amoroso e le indecisioni dell’adolescenza, Orange Road, ma la storia di Kyosuke (Johnny), Hikaru (Tinetta) e Madoka (Sabrina) spopola, divenendo un caposaldo del genere. Matsumoto, tra le altre cose, in quei tre anni passati a disegnare Orange Road ingaggia come assistente Kazushi Hagiwara, il futuro autore di Bastard!!

Nel ’99, però, Matsumoto è costretto a fermarsi per un brutto problema di salute, che gli viene diagnosticato correttamente solo anni dopo. Poi si riprende, ma la sorte non ha finito di accanirsi su di lui: due anni fa una brutta ricaduta, in seguito a un assurdo incidente in stazione (travolto da un tizio che andava di fretta per non perdere il treno).

2. JOHNNY DI PEGASO
Ok, così l’esper imbranato Johnny si chiamava in realtà Kyosuke Kasuga. La dolce ed energica Tinetta era Hikaru Hiyama, la bella tenebrosa (creduta all’inizio una teppista) Sabrina era Madoka Ayukawa. Il resto era il consueto mix, nell’edizione arrivata in TV da noi, di nomi italiani, inglesi e… russi da tipici cittadini giapponesi: Paolo (Kazuya), Luigi (Master), Sergej (Takashi)… Quello che forse non sapete è che a dare la voce a Tinetta in È quasi magia Johnny era l’attrice Marina Massironi. Tinetta peperino bulgaro di Tokyo, quindi. “Rabbrividiamoooo”.

Suggestivi anche i nomi in cui ci s’imbatte spulciando il cast di doppiatori originali. Quello di Kyosuke era infatti Toru Furuya. E se il nome non vi dice nulla, sappiate che in Giappone è stato la voce di Amuro Ray (Gundam), Hyouma Hoshi (Tommy la stella dei Giants), Pegasus (I Cavalieri dello Zodiaco) e Tuxedo Mask (Sailor Moon).

3. UNA SIGLA SUI GENESIS
La sigla di È quasi magia Johnny, cantata da Cristina D’Avena e scritta da Alessandra Valeri Manera, è stata arrangiata da Carmelo “Ninni” Carucci, che ha realizzato per Mediaset una quantità impressionante di sigle, da Occhi di gatto a Sailor Moon e il cristallo del cuore, passando per Power RangersTi voglio bene Denver, Una spada per Lady Oscar, Il mistero della pietra azzurra

In Spagna e Francia, dove l’anime è andato in onda sulle TV gemelle di Canale 5, La Cinq e Telecinco, la sigla è la stessa, semplicemente con titolo e testi diversi. A Parigi e dintorni, ad esempio, il cartone è noto come Max et compagnie. E non morite troppo dalla voglia di sentire la sigla in francese? Eh? Eh?

Là, accontentati! Poi lamentatevi del Doc vostro. Restando in tema musicale, Izumi Matsumoto era evidentemente un fan dei Genesis. Il locale in cui lavora Madoka si chiama Abcb, che in giapponese si pronuncia come il titolo di un album della band di Gabriel e Collins, Abacab. In un numero del manga, il proprietario del locale indossa una t-shirt con il logo di un altro disco del gruppo, Invisible Touch.

4. LA MADONNA 
Questo il suggestivo titolo di un artbook dedicato da Akemi Takada quasi interamente a Madoka/Sabrina. Chi diavolo è Akemi Takada, vi state chiedendo? È l’artista che si è occupata del character design dell’anime e in carriera ha partecipato alla realizzazione di altre serie di successo come Gatchaman, Lamù, L’Incantevole Creamy, Cara Dolce Kyoko e Patlabor. Quel libro lì col titolo strano? Quello in cui Madoka è talmente stilizzata che non sembra neanche lei? Mai vi interessasse, costa oggi più di 300 euro. Usato. Ora sapete perché si chiama così.

5. FILM E OAV
Oltre ai 48 episodi della serie TV, di Orange Road sono stati realizzati 8 OAV (film per l’home video) e due film cinematografici, nell’88 e nel ’96. Il primo, È quasi magia Johnny: Una difficile scelta, rappresenta una sorta di pseudo finale parallelo della serie televisiva. Kyosuke/Johnny vorrebbe tornare alla spensieratezza del suo primo incontro con le due co-protagoniste e la storia rilegge in chiave realistica, senza gag e poteri ESP, il mondo di Orange Road. Nel ’94 Mediaset l’ha infilato in coda alle altre puntate, dividendolo in più parti e fischiettando come nulla fosse.

Stesso trattamento per l’altro film, poi riproposto in home video senza tagli e censure con il titolo di Orange Road The Movie: …e poi, l’inizio di quella estate… (sì, è un titolo con sei puntini di sospensione). Questo secondo film parte dal futuro dei personaggi. Scopriamo così che il Kyosuke diciannovenne è fidanzato con Madoka e che Hikaru è diventata una ballerina a New York. Il character design è di un altro autore, il che spiega perché i personaggi sono esteticamente così diversi.

6. SABRINA IN PARADISE
Si diceva all’inizio che Madoka/Sabrina era l’ideale di donna perfetta per l’autore del manga. Ma a chi si è ispirato Matsumoto per crearla? Fisicamente alla Phoebe Cates di Fuori di testa (Fast Times at Ridgemont High, 1982), ma buttandoci dentro anche il piglio e il taglio (di capelli) della cantante Akina Nakamori, che in Shojo A cantava di una giovane donna ribelle. Ma è stata fonte d’ispirazione per il personaggio anche l’attrice Naomi Kawashima. Lo ha ricordato pubblicamente lo stesso Matsumoto, omaggiando l’artista giapponese scomparsa prematuramente nel 2015.

7. NIENTE MUTANDE
Parlando di censure. A cadere sul tavolo del montaggio televisivo italiano non furono solo un’infinità di brevi scene (qualsiasi cosa avesse a che fare con apprezzamenti sulle forme femminili, epistassi da eccitazione, scritte in giapponese e biancheria intima), ma anche due interi episodi, il 35 e il 37. Nel primo, Kyosuke, sotto ipnosi, ruba delle mutandine, mentre il secondo è incentrato sulla sfida con una banda giovanile.

La cosa buffa è che una delle scene tagliate è diventata un momento clou della sigla del cartone: Sabrina poggia teneramente la testa su una spalla di Johnny, mentre i due sono seduti su una panchina. Perché l’hanno tagliata? Perché in quella scena Madoka gli chiede di fermarsi a dormire da lui. Era pure lei, sotto sotto, un peperino di Tokyooo.

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