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THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Buffy l’ammazzavampiri

THE DOC(MANHATTAN) IS IN – Buffy l’ammazzavampiri

Di DocManhattan

Voleva salvare le biondine da film horror, Joss Whedon. Le cheerleader che fanno sempre una morte stupida. Così l’uomo che molti anni dopo avrebbe portato gli Avengers sul grande schermo decise di scrivere un horror che sovvertisse le regole stantie del genere. Una storia in cui una ragazza qualunque, e per di più bionda, diventa l’eroina. Nasce così il film del 1992 Buffy – L’Ammazza Vampiri (scritto staccato), con Kristy Swanson nei panni di Buffy Summers, Donald Sutherland, Rutger Hauer, una giovane Hilary Swank e perfino Luke Perry di Beverly Hills 90210. Solo che la regista, Fran Rubel Kuzui, trasforma il copione di Whedon in una commedia. La critica non gradisce e il film incassa poco. Se non è un disastro è solo perché l’hanno girato con un piatto di lupini, un cesto di fichi secchi e un po’ di birre per Hauer. L’idea di Whedon, sfruttata male, sembra salutare tutti con la manina. Ma ehi, a Hollywood a volte i miracoli accadono. E, soprattutto, ancora più spesso le idee scarseggiano e si riciclano quelle già in giro.

Luke Perry senza fronte scoperta. Il mondo non sarebbe stato più lo stesso.

Succede allora che, qualche anno dopo, un produttore, un tipo che lavora per la compagnia titolare dei diritti televisivi sul film, accosta Whedon e gli fa: “Oh, ti andrebbe di cavarne una serie TV?”. Il trentenne newyorkese futuro amico di Thor accetta al volo e pensa a come sviluppare il concept già bruciat… utilizzato nella pellicola con la Swanson. L’idea di base è quella di far ruotare tutto attorno alla vita dei liceali, reinterpretandola in chiave orrorifica. “Il liceo come film horror”, sintetizza Whedon: i problemi dell’adolescenza e del diventare adulti tradotti metaforicamente in storie di mostri. A Beverly Hills avevano la droga, i triangoli e le anziane rompiballe (Andrea), qui i vampiri e i licantropi. Onesto. Quando lo show debutta in TV è il marzo del ’97 e il suo produttore esecutivo, showrunner, ideatore e fan numero uno – Whedon – ama definirlo un incrocio tra X-Files e il teen drama My So-Called Life. Non ricordate My So-Called Life? È perché da noi non l’hanno mai trasmesso. Non c’erano abbastanza basette e ragazze con la frangetta.

Chiamata a sostituire in fretta e furia la soap Savannah, Buffy the vampire slayer (da noi Buffy l’ammazzavampiri, stavolta attaccato) sfonda negli USA, contribuendo alle fortune televisive della Warner Bros. in quegli anni. Whedon è felice, la Kuzui e suo marito pure, perché pur non avendo niente a che fare con la serie, incassano le royalty sul personaggio per via del film. Solo che tra i tanti aspetti che sono cambiati nel passaggio dal grande al piccolo schermo, c’è anche la protagonista sotto ai capelli biondi. Buffy Summers ha ora il viso di Sarah Michelle Gellar. Viene da New York e dalle soap dai nomi correttamente soporiferi (La valle dei pini), Sarah, e si presenta ai provini di Buffy per un altro ruolo. Crede di essere adatta alla parte di Cordelia Chase, ma dopo una serie di prove, Whedon e i produttori capiscono che un’attrice campioncina di taekwondo viene comoda in uno show sulla biondina che ribalta, oltre agli stereotipi del genere, pure i mostri. La carriera della Gellar decolla, gli ascolti pure, e nell’Internet 1.0 impazzano teorie, interpretazioni e analisi da parte dei fan di quelle metafore lì di cui sopra. Cosa vuol dire cosa, in Buffy? Soprattutto, chi rappresenta che?

Tara e Willow, streghe in amore. Un certo evento porterà Willow, leggermente incazzata, a scuoiare gente e provare a distruggere il pianeta. Cose di ragazzi. 

Il rapporto con la secchiona/strega/idolo dei nerd Willow, e l’amore di quest’ultima con Tara, che va oltre quello che in Xena era solo suggerito. Cordelia, la ragazza popolare della scuola, che per quella storia dell’inversione dei ruoli è ovviamente mora. La relazione pericolosa tra Buffy e Angel (David Boreanaz): pericolosa e tormentata, conclusasi perché lui vuole preservare lei da sofferenze e bla bla, frena, hanno fatto lo spin-off. E Xander il cuore, Oz il licantropo e tutto il resto della Scooby Gang. Perché è un mondo difficile e pieno di mostri e sorprese, esattamente come quello di Scooby-Doo, il mondo di Buffy. Solo con meno tramezzini e smascheramenti a catena.

Per il ruolo di Angel, poi andato a Boreanaz, si fece avanti un attore poi usato da Whedon per un altro personaggio. E in seguito protagonista di Firefly e Serenity. Indovinate di chi si tratterà mai.

Ma intanto si era cambiato secolo, erano mutati i progetti dei singoli e i loro sogni di rock’n’roll. Alla Gellar – di cui tutto il pianeta parla dopo lo scambio di saliva con Selma Blair premiato da MTV, e che era entrata davvero nella Scooby Gang, diventando la Daphne del film live action di Scooby-Doo – non andava tanto più, nella testa di Whedon giravano già altri progetti. Buffy chiude nel 2003, dopo sette stagioni, 144 episodi e prodotti derivati di ogni tipo, dai giochi di carte collezionabili ai videogame. Ma in quegli anni ha fatto a tempo a lasciare il segno nella storia della TV mondiale. Nel 2010, la rivista Entertainment Weekly ha giudicato Buffy Summers il terzo miglior personaggio di tutti i tempi (i primi due, per la cronaca, erano Harry Potter e Homer Simpson). Più di ogni altra cosa, Buffy l’ammazzavampiri ha mostrato come puoi parlare di mostri, vampiri, licantropi, streghe e soprannaturale senza scadere nel banale, e anzi sfruttando attentamente la cosa per trattare temi importanti in una TV per ragazzi, giovani uomini, giovani donne. Solo che poi no, niente, lo slot amori tra vampiri e licantropi se l’è preso Twilight, perché il mondo di fine anni duemila era un posto brutto e ossessionato da pettorali e tartarughe.

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