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StreamWeek: La famiglia di Fast & Furious, il mostro nel buio e QUELLA casa nel bosco.

StreamWeek: La famiglia di Fast & Furious, il mostro nel buio e QUELLA casa nel bosco.

Di Michele Monteleone

Ogni settimana i nostri piccoli e grandi schermi vengono invasi da centinaia di film, serie televisive e documentari. StreamWeek è una guida alle migliori novità della settimana passata, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi a pieno i vostri abbonamenti. Buona lettura e scegliete con cura la vostra dose settimanale di televisione!

LA SETTIMANA IN PILLOLE

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana che è passata. Altri sette giorni d’estate sono andati e anche se oggi a Roma (da dove vi scrivo) piove, immagino la maggior parte di voi su un materassino alla deriva mentre le grida di una mamma con l’ansia per il figlio che ha superato le boe vi rovina il riposino pomeridiano. Come al solito però il mio compito è farvi da guida per quando tornate, rossi come carapaci di gamberoni sul vostro divano la sera e volete godervi un po’ di Tv, quindi ecco a voi il meglio di questi sette giorni di caldo asfissiante.

Direi che possiamo cominciare con Netflix, su cui in settimana è stata caricata la nona stagione di Archer. Il mio rapporto con il cartone che segue le disavventure dell’agenzia di spionaggio più disfunzionale della storia delle spy story è iniziata in salita. Non mi piacevano le animazioni e avevo paura che una parodia talmente smaccata di James Bond mi avrebbe infastidito, principalmente perché adoro 007, ma per fortuna ho amici con più buon gusto di me che mi hanno spinto a provare a superare le mie reticenze e mi hanno regalato una delle serie più folli, politicamente scorrette e genuinamente spassose che abbia mai visto. Ogni singolo personaggio in Archer ha una storia complessa, e un’evoluzione all’interno delle stagioni che vi farà amare ognuno di questi pazzi agenti. Archer, poi, è il figlio illegittimo di Bond e Don Draper, misogino, alcolista, ma anche incredibilmente dotato nel suo lavoro e, alla fine, impossibile da non amare anche con tutti i suoi insostenibili difetti.

Sempre rimanendo in tema animazione, sono rimasto incantato da Final Space, una serie americana molto più in canone rispetto ad Archer, dalle parti di Futurama, con un pizzico di I Griffin, per capirci. Però, insospettabilmente, ci proietta anche in una storia di fantascienza che, levata la parte comica che comunque funziona, riesce a tenere incollati fino al finale di stagione. Una scoperta estiva decisamente degna di nota.

Questa settimana hanno caricato anche un bellissimo film sul rapporto tra fratelli che ha come cornice la MMA (arti marziali miste), e che ha tra i protagonisti un bravissimo Tom Hardy. Sarà che il tema del difficile rapporto tra fratelli mi è caro, ma il film mi ha commosso, quindi fortemente consigliato è anche Warrior.

E chiudiamo il capitolo Netflix segnalandovi Effetti collaterali, thriller girato da Soderbergh con un cast d’eccezione e un ribaltamento finale che vi farà schizzare in piedi sulla poltrona. Ricordo che quando passò al cinema non se ne parlò quasi per nulla, ma è meritevole di attenzione.

Sulla piattaforma di Sky, vi consiglio Il fuoco della vendetta, thriller con Christian Bale e Woody Harrleson protagonisti, meno caldamente Il miracolo, serie italiana scritta da Ammanniti che parte anche bene, ma viene azzoppata da un ritmo soporifero e da performance attoriali inconsistenti, e infine The Chi, una serie di Showtime incentrata sulla vita di un quartiere del Southside di Chicago. E senza allontanarci troppo da film poco considerati o addirittura un po’ bistrattati, ho aspettato che venisse caricata tutta la trilogia de Lo Hobbit su Sky Go per segnalarvela. Prima che iniziate ad alzare la vostra voce stridula da fan tolkeniani repressi. Lo so benissimo che hanno stravolto la storia, aggiunto personaggi, si sono piegati al fan service e tutto quello che vi pare, ma ho imparato a leggere con Lo Hobbit, non c’è libro a cui sono più affezionato e sono ugualmente qui a dirvi che, se fanno una versione in cui tagliano brutalmente le parti con Radagast (possono lasciare anche gli stacchi al nero con le frasi dei personaggi a metà per quanto mi riguarda) i film sono davvero belli, e in alcune scene incredibilmente potenti, anche più della trilogia originale. E ora venite a darvi fuoco sotto casa mia.

Purtroppo considerata la settimana un po’ fiacca non mi sento di segnalarvi molto altro, ma se volete ridere con gli amici di un film horror bruttissimo guardatevi Virus, su Prime Video; altrimenti, se volete degli horror di lusso, non posso che rimandarvi al nostro podio settimanale.

IL PODIO

Come ogni lunedì, vi lascio in compagnia dei tre eletti, i film che mi hanno fatto amare la mia televisione questa settimana: stavolta la tripletta è per due terzi horror e per un terzo coatti in canotta.

Quella casa nel bosco (Netflix)

Se siete amanti dell’horror dovete vedere questo film. Se siete amanti dell’horror NON dovete guardare questo film. Le due affermazioni sono una il contrario dell’altra, ma entrambe vere. Infatti nel film, scritto da Joss Whedon e diretto da Drew Goddard, il genere è messo su un lettino d’ospedale e fatto a pezzi come in una sorta di impietosa autopsia. Come nel museo George Pompidou a Parigi, in cui Renzo Piano ha eliminato gli elementi a copertura dei servizi del palazzo per mostrarne lo scheletro, Joss Whedon si diverte a giocare con i meccanismi interni della narrazione horror svelandone tutti i trucchi. Il cuore del racconto è una casa nel bosco e un gruppo di amici, che assomiglia incredibilmente alla Scooby Gang, che passerà insieme un week-end di “relax”. Tutti gli stereotipi del genere verranno a galla mentre un gruppo di persone osserva e pilota le azioni dei ragazzi da una cabina di regia nascosta, il tutto per offrire uno spettacolo e un sacrificio a degli dei antichi e crudeli la cui identificazione con il pubblico strappa più di un sorriso. Gli amanti di Buffy riconosceranno di certo alcuni chiarissimi legami tra il film e l’Organizzazione, tutti gli altri si troveranno davanti a uno strano ibrido con parti di pura commedia, parti di purissimo horror e un’inclemente metanarrazione che farà a pezzi il vostro genere preferito.

Fast & Furious 8 (Infinity)

Se ci fosse un premio per l’esplosione più romantica, per la sgommata più poetica, per il cazzotto più strappalacrime, la famiglia di Fast & Furious li vincerebbe tutti ogni anno. In un franchise che non sembra conoscere crolli, che continua ad aggiungere personaggi riuscendo a farli crescere tutti ad ogni sua reiterazione mentre alza l’asticella dell’impossibile un metro più in su ad ogni film, tutto è possibile e la fisica non può fermarlo. In questo ottavo capitolo della saga, Toretto viene costretto a mettersi contro i suoi, le redini della famiglia vengono prese dai nemici di una volta, il gigantesco agente Hobbs, interpretato dal sempre più enorme Dwayne Johnson e la sua nuova spalla Jason Statham che, appena un film prima, era il più cattivo tra i cattivi. Il film forse in questo perde un po’ i suoi equilibri, mettendo in secondo piano quello che è sempre stato il suo protagonista, ma donandoci una coppia Johnson / Statham che è destinata a grandi cose. Ma dopo tutto che ci frega dell’equilibrio quando in un film The Rock devia la traiettoria di un missile a mani nude? Se la risposta è “assolutamente nulla”, fate parte della squadra dei buoni e dovete guardarvi F&F8.

Man in the Dark (Netflix)

Appena un paio di settimane fa vi consigliavo il remake de La Casa di Fede Alvarez, ed eccomi qui a ripetermi pregandovi di vedere anche Man in the Dark, incomprensibile adattamento del titolo originale Don’t Breath. Il film è incentrato su un gruppo di tre rapinatori che si introduce in casa di un vecchio marine reso cieco dallo scoppio di un ordigno. I tre pensano di avere a che fare con una vittima indifesa, ma ben presto si renderanno conto di essere chiusi in casa con un vero e proprio mostro. Stephen Lang dà vita a un killer di poche parole, ma implacabile quanto un grosso predatore, il film mantiene costantemente una tensione altissima e Alvarez riesce a gestire in maniera incredibile la claustrofobica location in cui gira trasmettendoci un senso di ansia e ineluttabile sconfitta, continuando a infilare, dove non sembrava possibile, nuovi colpi di scena e ribaltamenti della prospettiva sui personaggi. Nessuno può sfuggire a un cieco nel buio, e anche il più piccolo respiro può metterci in pericolo. Prima ancora di A Quite Place, un horror che vi farà sobbalzare a ogni scricchiolio di un’asse del parquet, a ogni tintinnio di un mazzo di chiavi… il rumore è paura, la paura è la vostra condanna.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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