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StreamWeek: maratone d’agosto, James Bond e gli Ocean’s

StreamWeek: maratone d’agosto, James Bond e gli Ocean’s

Di Michele Monteleone

Ogni settimana i nostri piccoli e grandi schermi vengono invasi da centinaia di film, serie televisive e documentari. StreamWeek è una guida alle migliori novità della settimana passata, una mappa con la quale orientarvi nel mare magnum delle proposte delle varie piattaforme di streaming, un modo per godersi appieno i vostri abbonamenti. Buona lettura e scegliete con cura la vostra dose settimanale di televisione!

In questa prima parte della rubrica, ogni settimana vi darò consigli generici su quello che è uscito di nuovo sulle vostre piattaforme, una lunga lista di dritte su quello che vi potete essere persi nella settimana passata. Purtroppo sapevo che, iniziando una rubrica del genere d’estate, mi sarei trovato con delle settimane molto scariche, le novità arriveranno per lo più a settembre e per ora i nuovi contenuti, sulle piattaforme di streaming, languono. Ma è anche vero che anche noi languiamo, seduti davanti alla porta del frigo tenuta aperta per cercare un po’ di refrigerio, quindi la smetto subito di lamentarvi e vi presento le (poche) aggiunte ai cataloghi di questa settimana.

Iniziamo con Prime Video: tra le novità sulla piattaforma streaming di Amazon vi segnalo la seconda stagione della serie StartUp. La prima stagione aveva un’ottima partenza, un buon cast (su cui spiccava Martin Freeman in un’inedita parte da cattivo), ma poi nella seconda parte della stagione si aggrovigliava su se stessa rendendo la trama confusionaria e molti passaggi esageratamente forzati. La serie è uscita ieri e io ho visto solo la prima puntata in cui entra nel cast un gigantesco Ron Perlman, potrebbe essere una serie da tenere d’occhio, ma dovete mettere in conto di investire il vostro tempo in una prima stagione caratterizzata da alti e bassi. Sempre su Prime potete godervi Alphaville, uno dei film di Jean-Luc Godard, l’alfiere della Nouvelle Vague francese. Il film mischia fantascienza e noir, ambientato in un futuro distopico in cui la dittatura di Alphaville detiene il potere. La pellicola è stata girata interamente a Parigi tra edifici moderni dallo stile tipicamente anni sessanta, riuscendo però a ricreare il perfetto senso di oppressione e spaesamento di un futuro orwelliano.

Su Netflix accontentiamo un po’ tutti i palati passando da un classico di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio, a un classico (in un altro campo diciamo) come I Mercenari 2. Se il primo è un bel drammone romantico con l’onnipresente Keira Knightly (avete notato che se c’è un film tratto da Jane Austen lei deve essere per forza di cose presente nel cast?). L’altro invece è uno di quei film che piacciono solo a noi bimbi cresciuti con gli infiniti passaggi su Mediaset dei film di Stallone, Schwarzenegger, Willis e Van Damme. Poteva essere il nostro sogno bagnato e invece si limita ad essere un film carino con una quantità da capogiro di ipertrofici attori che abbiamo imparato ad amare prima ancora di scoprire le ragazze.

Ancora su Netflix vi segnalo Mission to Mars di Brian de Palma, film di fantascienza incentrato su una missione spaziale che indaga su alcune possibili costruzioni artificiali su Marte. Come in molta della buona fantascienza, i protagonisti si spingeranno oltre i limiti per poi trovare risposte che invece toccano da vicino l’umanità tutta. Sempre su Netflix potreste dare un’occhiata all’Hulk di Ang Lee. Non mi aveva convinto, o forse non l’avevo capito, all’uscita, ma ora, dopo essere stato bombardato da decine di film Marvel tutti uguali tra loro, sono stato contento di vedere un film, magari un po’ sgangherato, ma che prova a dare un’interpretazione autoriale al personaggio. Chiudo segnalandovi la sesta stagione di Orange Is the New Black. So che dovrei sacrificarmi per voi per farvi sapere se la stagione e buona e se vale il tempo che sottrarrete al mare, ma a me la serie mi ha annoiato da dopo la seconda stagione, quindi non posso aiutarvi!

Chiudo con Sky Go, che comunque si è meritata tutte e tre le postazioni del podio e quindi rivedremo a breve. Due film interessanti per passare qualche ora attaccati a i vostri schermi. Il primo è Il Dottor Stranamore, un capolavoro di Stanley Kubrick, che dirige uno scatenatissimo Peter Sellers in una (anzi svariate, considerando quanti personaggi interpreta nel film) delle sue interpretazioni più ispirate. Chiudiamo con Il Mistero di Sleepy Hollow, horror diretto da Tim Burton che esplora la leggenda del cavaliere senza testa imprimendo naturalmente al film la sua cifra stilistica. Devo confessarvi che non sono un grande amante di Burton, ma qui la sua mano sembra meno pesante e, forse calmierata da esigenze commerciali, riesce a piacere anche a me che quando vedo un goth alzo gli occhi al cielo. Peccato abbiano ritirato fuori i personaggi per farne una brutta serie tv.

Ocean’s Eleven – e seguiti (Now Tv/Sky Go)

Già dal titolo vi avevo promesso delle maratone estive e non vedo perché non iniziare dai tre film di Soderbergh dedicati al provolone brizzolato con il sorriso più affascinante degli anni novanta. Naturalmente stiamo parlando di Clooney nei panni di Danny Ocean e della sua banda formata dal cast dei desideri di chiunque (tranne quelli che preferiscono la gente che si mena e vedono I Mercenari). La trilogia degli Ocean’s ha sicuramente il suo cuore in un primo capitolo perfettamente equilibrato, in cui Soderbergh riesce miracolosamente a dare spazio a tutti e undici i ladri e truffatori che formano la banda che deve riuscire nell’impossibile impresa di rapinare uno dei più famosi casinò di Las Vegas. Il ritmo non cala mai, l’empatia con cui Bard Pitt e George Clooney si rimpallano le battute fa credere dal primo minuto che i due si conoscano da sempre e mette lo spettatore nella stessa condizione, amando all’istante ognuno dei componenti della banda con la confidenza che, appunto, si dà solo ad amici di lunga data. Come in ogni buon film di Soderbergh, il finale contiene un super colpo di scena e la narrazione è tanto cadenzata e ritmata da mandare tutti a casa felici, anche se non si è visto un grande capolavoro.

Skyfall – e tutti gli altri Bond (Now Tv/Sky Go)

Ho scelto uno degli ultimi titoli di Bond, anche se Sky ha caricato sulle sue piattaforme tutti i capitoli della saga di 007, perché è il mio preferito. Ora è il momento per tutti gli integralisti di Connery di darsi fuoco in segno di protesta. Fatto? Possiamo continuare con tranquillità. Nel penultimo capitolo della lunghissima saga che vede come protagonista la spia più affascinante del Regno Unito, convoglia tutta la mitologia legata al personaggio e sfocia in un film di passaggio in cui Sam Mendes riesce nell’impresa di modernizzare e insieme ritornare al più classico dei Bond, facendo fare l’equilibrista a Daniel Craig. Da un lato Craig utilizza ancora il suo fisico imponente per creare grandiose scene d’azione, dall’altra, dopo essere passato per Casinò Royal (quello che può essere visto un po’ come James Bond Anno Uno), mette in campo tutto il fascino e l’eleganza che l’età matura gli anno donato. Il Bond di Craig è uno 007 stanco, disincantato, ma anche ormai all’apice delle sue capacità come agente. Per me, l’infinito amore che provo per questo film nasce ed è perfettamente rappresentato da una delle scene iniziali: Bond sta inseguendo un sospettato, si è gettato con lui su un treno dopo averlo seguito in moto sui tetti della città, usa uno scavatore ancorato su uno dei vagoni merci del treno per aprire come una lattina una carrozza, corre sul braccio meccanico fino a gettarsi dentro e poi… e poi si aggiusta con estrema eleganza i gemelli della camicia. Li rivedrò tutti dal primo all’ultimo, chissà che finisca per rivalutare anche Spectre che al cinema non mi aveva convinto.

Il lungo addio (Sky Go/Now Tv)

Abbiamo finito le maratone per questa settimana (anche se su Netflix vi ricordo che è presente tutta la quadrilogia di Bourne e lo spin off con Renner), ma il film che vi sto per consigliarvi effettivamente fa parte di una grande saga che ha visto innumerevoli volti prestati a uno degli investigatori più famosi al mondo: Philip Marlowe. E nel 1973, dopo essere stato interpretato da Mitchum e Bogart, quella di Elliott Gould era davvero una faccia che non si aspettava nessuno. Eppure, l’incredibile romanticismo indolente del Marlowe di Gould diretto da Altman non può che fare breccia anche nel più appassionato tra gli amanti del personaggio di Chandler. Altman stravolge il canone di Marlowe, portando l’investigatore negli anni ’70 e affidando la parte a un attore comico dinoccolato e dalla faccia di gomma: è un azzardo, ma uno di quelli che funzionano perfettamente e creano un’alchimia irripetibile. Tutto, a cominciare dal tema scritto da John Williams, per finire con l’assolata, ma terribilmente desolata California dell’upper class, concorre a dare corpo a una sensazione di palpabile solitudine e malinconia che pervade il film, cullando il lettore verso la drammatica fine di uno dei racconti noir più malinconici di sempre.

 

E, come tutte le settimane, siamo arrivati all’ultima parte della rubrica dedicata a una chicca, a un contenuto che probabilmente vi siete persi nell’uragano di (diaciamocelo sinceramente) spesso mediocri nuove visioni. Ma cosa ci sto a fare io qui se non vi riesco neanche a consigliare qualche perla da recuperare?

L’impero del solletico (Netflix)

Ci sono storie grandi e storie piccole, ci sono storie in cui il finale è già scritto dall’inizio e storie in cui la sorpresa del finale è pronta a toglierci il fiato con un completo ribaltamento della prospettiva sugli avvenimenti che stavamo osservando. Tickled, un documentario presente nel catalogo Netflix, riesce a essere una piccola storia, la storia di un giornalista australiano che fa un pezzo di costume su dei video apparentemente divertenti e innocui su un campionato di resistenza al solletico, che diventa una storia grande, enorme, sul potere, sull’utilizzo criminale della rete e su quanto la pressione psicologica possa piegare un uomo. Non voglio parlarvi nel dettaglio della storia che ci racconta Tickled perché il documentario si rivela una continua sorpresa, un colpo di scena dietro l’altro ci dimostra come anche la fantasia più assurda possa essere battuta da una solidissima realtà.

Alla prossima settimana, miei fedeli bingewatchers: se vi è piaciuto qualcuno dei consigli che vi ho dato, se volete segnalarmi qualcosa che mi sono perso o se volete suggerirmi qualcosa di cui discutere la prossima settimana, vi invito a commentare l’articolo. La vostra guida allo streaming compulsivo è sempre disponibile!

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