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Ralph spacca internet – Il produttore Clark Spencer presenta il film a Milano

Ralph spacca internet – Il produttore Clark Spencer presenta il film a Milano

Di Lorenzo Pedrazzi

GUARDA ANCHE: Il nuovo trailer italiano di Ralph spacca internet

Tre anni fa ci aveva portato a Zootropolis, ma stavolta Clark Spencer ha in serbo per noi una nuova meta: lo scintillante mondo di internet. Il veterano produttore dei Walt Disney Animation Studios – sul suo curriculum figurano anche Lilo & Stitch, I Robinson e Bolt – è infatti tornato a Milano per presentare Ralph spacca internet, sequel di Ralph Spaccatutto che uscirà il prossimo 22 novembre nelle sale italiane.

ATTENZIONE: contiene SPOILER sulla trama del film

Come di consueto, Spencer ci ha mostrato alcune scene del film in anteprima, non sempre di natura completa (in alcuni casi le animazioni e il rendering erano solo abbozzati), ma utili per farsi un’idea della produzione, della sua estetica e delle sue svolte narrative. Questo nuovo capitolo riparte dall’epilogo del prequel: Ralph (John C. Reilly) ha ormai dimostrato che il suo ruolo di “cattivo” nel videogioco Fix-It Felix, Jr non lo definisce come persona, e ha trovato nella piccola Vanellope von Schweetz (Sarah Silverman) un’amica preziosa che sa guardare oltre le apparenze. Tutto fila liscio, almeno finché un volante di Sugar Rush – l’arcade di Vanellope – non si rompe, e il proprietario della sala giochi non decide di mandare in pensione il cabinato. La giovanissima pilota è terrorizzata all’idea di restare disoccupata: il gioco era la sua vita, la sua identità, e le gare sapevano trasmetterle il piacere costante della sorpresa. Questo momento di crisi “esistenziale” è racchiuso nella prima scena della presentazione, dove Vanellope siede malinconicamente in cima al palazzo di Fix-It Felix, e Ralph le propone di costruire un igloo di cuscini insieme a lei; la principessina, però, non è dell’umore giusto, e gli dice che la loro amicizia non è sufficiente a riempire la sua vita. Come farà a trovare uno scopo?

Su e-Bay, intanto, c’è qualcuno che vende un volante di Sugar Rush per 200 dollari… troppi, rispetto agli incassi annuali dell’arcade nella sala giochi del signor Litwak. Ma il buon Ralph non conosce il denaro, e pensa che basti entrare “nell’internet” per recuperare il pezzo e salvare Vanellope: così, nella seconda scena, i due amici accedono al router e vengono proiettati on-line, proprio quando Litwak si connette alla rete. È il punto di svolta del film. L’idea alla base di Ralph spacca internet è che l’universo telematico sia popolato da Net Users (gli avatar degli utenti umani) e Netizens (gli abitanti di internet che lavorano nei vari siti), e che la rete sia come una gigantesca metropoli, suddivisa in distretti tematici. Spencer spiega che, in principio, è stato necessario scegliere tra due opzioni: inserire soltanto siti e aziende inventate, oppure sfruttare marchi realmente esistenti. Come spesso accade, è stato trovato un compromesso. «Abbiamo cominciato creando il nostro mondo [ad esempio inventando Buzztube, sorta di ibrido fra Buzzfeed e Youtube, ndr], poi abbiamo aggiunto brand da tutto il mondo per renderlo realistico». L’obiettivo, insomma, era di creare la raffigurazione 3D di un sito, immaginandone il funzionamento interno: i Net Users entrano in un sito come se fosse un negozio, ordinano quello che vogliono e si fanno servire dai Netizens. Ovviamente il film citerà le principali ossessioni di internet, come i video con i gattini, ma il maggiore sforzo creativo è avvertibile proprio nella trasfigurazione immaginifica di processi che conosciamo bene, giocata su riferimenti concreti: ad esempio, il palazzo di e-Bay è reso come una borsa valori (o una casa d’aste) dove i Net Users fanno le loro offerte per aggiudicarsi i prodotti. Nella terza scena, Ralph e Vanellope si rivolgono al motore di ricerca – un tipetto ovoide chiamato KnowMore (Alan Tudyk) – per trovare il volante di Sugar Rush, e da qui scaturiscono diverse gag che citano l’insistenza del riempimento automatico della barra di ricerca. Spencer, peraltro, ci fa notare che le espressioni di KnowMore sono volutamente basilari: gli occhi sono animati in 2D per restituire l’essenzialità comunicativa delle vecchie produzioni UPA, omaggiando grandi classici dell’animazione per ragazzi come Gerald McBoing Boing e Mr. Magoo. In seguito, i nostri eroi visitano e-Bay e offrono 27.001 dollari per il volante, senza rendersi conto che si tratta di denaro; la cassiera li avverte che hanno un solo giorno di tempo per trovare i soldi, altrimenti perderanno l’acquisto.

Questo ci porta alla quinta scena. Sul modello degli youtuber, Ralph e Vanellope capiscono che possono guadagnare denaro creando contenuti video, e si rivolgono a Yess (Taraji P. Henson) per ottenere il suo consiglio. Yess è una Netizen che sa tutto sulle ultime tendenze, e infatti il suo look muta di continuo: gli abiti e l’acconciatura cambiano praticamente in ogni scena, una trovata di grande effetto. Ebbene, i video di Ralph hanno successo, ma qui il film prende una svolta più ombrosa, perché il simpatico gigante scopre l’esistenza degli hater. «Volevamo approfondire anche la parte oscura di internet» spiega il produttore. «Analizzarne le caratteristiche negative, per mettere a fuoco entrambi gli aspetti di questa realtà». Poiché Ralph – come molti giovani utenti della rete – tende a definire se stesso attraverso il giudizio degli altri, Spencer spera che i genitori colgano l’occasione per parlare di queste problematiche ai loro figli, innescando un dibattito che sconfini ben oltre i limiti del film. La sensazione, però, è che Ralph spacca internet abbia una visione un po’ semplicistica del problema, soprattutto quando identifica il marcio di internet solo negli hater, e quindi negli utenti privati, dimenticando l’esistenza di minacce ben più globali come la manipolazione delle informazioni e dei dati da parte delle grandi aziende. Comunque sia, è solo un’impressione ricavata da questa scena in anteprima: bisognerà vedere il prodotto finito per avere una visione più ampia.

Ben più leggera è l’ultima sequenza, che in realtà – dice Spencer – si svolge prima di quella sopracitata. Vediamo Ralph e Vanellope esplorare il distretto di Oh My Disney, celebre sito di fan disneyani, qui intelligentemente riprodotto come un grande parco a tema. C’è la sezione della Pixar, quella di Star Wars, quella della Marvel, e ovviamente gli Stormtrooper agiscono come guardie. Costretta a fuggire da una pattuglia, Vanellope si ritrova nel boudoir delle principesse Disney, che la accolgono come una di loro. Siamo in pieno clima demistificante e post-moderno: le principesse sono ritratte con esasperata autoironia, mostrando una piena consapevolezza del loro ruolo all’interno dell’immaginario collettivo. La scena è indubbiamente spassosa (gli autori si divertono a prendere in giro le caratteristiche peculiari di ogni principessa, inserendo inoltre un sottotesto di rivalsa femminista), ma forse risente un po’ troppo dell’influenza dei meme e del fan service; al contempo, però, non si può negare che questo tipo di rappresentazione sia sensata, dato che il film si svolge effettivamente su internet, habitat naturale degli stessi meme. A tal proposito, Spencer precisa che l’inserimento di altri personaggi dell’universo Disney non è stato fatto a scopi pubblicitari, ma celebrativi: nel distretto di Oh My Disney potrete quindi vedere i personaggi di Star Wars, della Marvel e di Winnie the Pooh, giusto per fare qualche esempio.

Ma che fine hanno fatto Tamora Jean Calhoun (Jane Lynch) e Felix (Jack McBrayer)? Sono ancora sposati, e Spencer ci fornisce qualche anticipazione: dopo la chiusura di Sugar Rush, i due coniugi adottano i corridori del gioco, formando una famiglia molto numerosa. Sembra il contesto ideale per valorizzare il lato emotivo del film, particolarità che Spencer attribuisce a Jennifer Lee, produttrice esecutiva di Ralph spacca internet e nuova CCO (chief creative officer) di Walt Disney Animation Studios. Il produttore nutre grande ammirazione per lei: «Sono entusiasta, perché lei è una delle narratrici migliori che conosco. Sa raccontare molto bene le storie sul piano emotivo, come ha dimostrato in Zootropolis . È il suo superpotere, trova sempre il modo giusto per raccontare una storia da quel punto di vista».

Il nuovo corso della Disney comincia anche da lei.

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