Condividi su

24 luglio 2018 • 10:00 • Scritto da Filippo Magnifico

Da Pain & Gain a Io, Dio e Bin Laden, quando la realtà supera il cinema

Non c’è bisogno di rivolgersi alle menti più fantasiose per concepire trame perfette per il cinema. Io, Dio e Bin Laden, in arrivo nelle nostre sale il 25 luglio, è l’ultimo esempio di come un’incredibile storia vera può diventare un grande film.
0

Gran parte di voi avrà visto Pain & Gain, l’adrenalinico action movie diretto nel 2013 da Michael Bay.
C’è un momento nel film in cui il granitico Dwayne “The Rock” Johnson viene immortalato di fronte ad un barbecue, mentre cerca di arrostire una mano umana. Non lo fa in un luogo appartato, lo fa di fronte a moltissimi testimoni, anche se nessuno sembra accorgersi di quello che sta succedendo.
A quel punto sullo schermo compare una scritta: “Questa è sempre una storia vera”.

Pain & Gain è tratto da una storia vera – quella di un gruppo di bodybuilder che si dedicano ad attività criminali in cerca di soldi facili – ma c’è sul serio bisogno di specificarlo durante il film?
Sì, perché quel momento è talmente incredibile da non sembrare vero, da sembrare la solita esagerazione cinematografica. È necessario e al tempo stesso comico, quindi, ricordare al pubblico che quella mostrata è la cronaca di reali eventi, anche se romanzati per esigenze di copione.
Soprattutto quei pochi secondi, all’apparenza esagerati, non sono frutto del “grande inganno” dello schermo cinematografico.

Cosa ci insegna tutto questo? Che non c’è bisogno di rivolgersi alle menti più fantasiose per concepire storie assurde e, soprattutto, perfette per il cinema. Basta dare un’occhiata ai giornali, alla cronaca di tutti i giorni. Sapendo distinguere, ovviamente, perché in un periodo dominato dalle cosiddette “fake news” la possibilità di trovarsi di fronte a notizie talmente false da competere con le migliori sceneggiature è sempre dietro l’angolo. Ma anche questo, a sua volta, può offrire lo spunto per un film. È questo il caso de L’inventore di favole, ispirato alla vera storia di Stephen Glass (Hayden Christensen), il primo, famoso inventore di “bufale giornalistiche”, autore tra il 1995 e il 1998 di articoli parzialmente o completamente inventati, pubblicati su testate famose come Rolling Stone.
Anche in questo caso una storia perfetta per un film, anche in questo caso un grande film.

E si tratta solo di alcuni esempi, la lista è lunghissima e passa attraverso titoli come Argo di Ben Affleck, ispirato all’incredibile operazione governativa organizzata dall’agente della CIA Tony Mendez tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Mendez, in Iran, era riuscito ad imbastire la produzione di un finto film di fantascienza, con il solo scopo di liberare sei americani sfuggiti all’irruzione dei militanti iraniani nell’ambasciata americana durante la rivoluzione islamica di Teheran.
Sembra la trama di un film”, dirà qualcuno, e infatti lo è diventato e si è aggiudicato un più che meritato Oscar.

Ma non c’è bisogno di guardare al passato per trovare le più incredibili storie vere arrivate sul grande schermo. Soffermiamoci un attimo sul presente e su quello che, senza ombra di dubbio, è l’ultimo grande esempio di storia vera diventata film: Io, Dio e Bin Laden, diretto da Larry Charles (il regista del divertente Borat) e in arrivo nelle nostre sale il 25 luglio.
L’incredibile avventura di Gary Faulkner, un ex-detenuto disoccupato che, armato solamente di una spada comprata su un canale televisivo, si è recato in Pakistan undici volte allo scopo di catturare Osama Bin Laden e di consegnarlo alla giustizia, spinto dalla convinzione che Dio in persona glielo avesse chiesto.

È accaduto sul serio, ha dell’incredibile ma è così. Un vero e proprio caso mediatico per l’America del 2010, che aveva trasformato Faulkner in una celebrità, catapultandolo nei migliori salotti televisivi, tra cui il più ambito: quello di David Letterman.

Ad interpretarlo, l’unico attore possibile: Nicolas Cage, il maestro dell’overacting, dell’eccesso recitativo, perfettamente a suo agio in una storia che fa dell’incredibile il suo cavallo di battaglia e che, oltretutto, rappresenta il suo ritorno ad un genere, la commedia, che gli ha sempre regalato parecchie soddisfazioni.
Guardando il film è importante ricordarsi quella frase che compare in Pain & Gain: “Questa è sempre una storia vera”.
L’avventura di Gary Faulkner, infatti, rappresenta l’apoteosi dell’assurdo ma, come confermato dallo stesso Cage, corrisponde a verità, o perlomeno alla verità raccontata dall’uomo che l’ha vissuta:

Gran parte di quello che si vede nel film è reale, perché proviene da quello che ci ha raccontato Gary. La verità è che mentre ci raccontava la sua storia io e Larry non facevamo altro che ripetere: “Sul serio? È successo sul serio?”

C’è una frase pronunciata in Io, Dio e Bin Laden che rappresenta la principale chiave di lettura del film: “Devi pensare da pazzo per realizzare cose pazzesche”.
Ed è vero, non ci sono dubbi. Ma dato che stiamo parlando di cinema, quella frase si potrebbe anche modificare leggermente, o per meglio dire ampliare:

Devi pensare da pazzo per realizzare cose pazzesche e diventare il protagonista di un grande film.

Così suona decisamente meglio.

ISCRIVITI ALLA NUOVA NEWSLETTER DI SCREENWEEK
Tutte le ultime notizie dal mondo del cinema e della tv direttamente nella tua casella mail, a portata di un solo click!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.

ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *