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18 giugno 2018 • 20:00 • Scritto da Andrea Suatoni

Speciale cinema: le teorie talmente assurde da poter essere vere

Dalla trottola di Inception ai retroscena di Star Wars, ecco alcune delle teorie più assurde (ma non per questo meno credibili) della storia del cinema!
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Sono moltissimi i film che, una volta usciti dal cinema, accompagnano a lungo lo spettatore dopo la visione portando alla elaborazione delle più svariate teorie: la ricerca di alcuni meccanismi nascosti della pellicola, di alcune interpretazioni alternative o addirittura di collegamenti fra franchise diversi sono aspetti estremamente affascinanti della settima arte, e mai come nell’era di internet sono riusciti a farsi largo nella mente dei fan e ad essere condivise a livello globale.
In questo speciale abbiamo raccolto alcune delle più pazze ma anche più “credibili” teorie della storia del cinema: quante di queste conoscevate, e quante invece vi hanno sorpreso?

JAR JAR BINKS E’ LA MINACCIA FANTASMA

Una teoria (in realtà da molti accreditata) vede nel personaggio più odiato della saga di Star Wars un genio del male che in segreto si è finto un tontolone senza alcuna reale capacità.
Dal suo stile di combattimento (che si adatta perfettamente a quello dello “stile dell’ubriaco” dei monaci shaolin: una serie di movimenti che sembrano goffi o scordinati ma in realtà risultano efficaci perché assolutamente imprevedibili) al colore degli occhi (tutti i sith hanno l’iride di un intenso colore giallo), alla capacità di manipolazione del pensiero accompagnata da gesti (da un controllo mentale secondo la teoria deriverebbero varie svolte del personaggio, come la decisione dei due Jedi di portarlo con loro alla nomina di senatore in vece di Padmé), fino all’atto finale, la mozione che portò al potere Palpatine.
Il titolo del film in cui Jar Jar fa il suo esordio, Star Wars: La Minaccia Fantasma, si riferirebbe proprio a lui: Jar Jar è la minaccia fantasma, il nemico da sconfiggere ma di cui nessuno sospetta, il più grande sostenitore di Palpatine prima che l’odio dei fan arrivasse a cambiare le carte in tavola facendo riscrivere la sceneggiatura (nel terzo film infatti il personaggio viene relegato ad un ruolo marginale, quando invece secondo la teoria in tal sede gli spettatori avrebbero scoperto la verità).

LA TEORIA PIXAR

Una fantasiosa ma molto elaborata teoria vede tutti i film Pixar essere ambientati nello stesso universo narrativo. Se è semplice pensare che ciò possa essere possibile per molti di essi, risulta però complicato inserire in uno stesso contesto universi diversi come quello di Cars, dove non esistono umani e le automobili sono dotate di libero arbitrio, e quelli dove invece la Terra sembra più simile a quella che conosciamo…
La sequenza inizierebbe con Ribelle: The Brave, il primo film che mostra la possibilità di comunicazione fra umani ed animali (anche se al tempo si trattava di umani trasformati tramite magia); tale evoluzione animale ritroveremo in Up (il collare di Charles Muntz) e poi praticamente terminata in Ratatouille e Alla Ricerca di Nemo. In Wall-E scopriremo che l’umanità ha in seguito lasciato la Terra a causa della megacorporate Buy-N-Large (che è la stessa che vuole comprare la casa di Carl in Up e che abbiamo visto anche nella saga Toy Story), ed è proprio qui che le macchine entrano in azione: la possibilità di autocoscienza di una intelligenza artificiale (l’Omnidroide) era del resto già stata lasciata intuire in Gli Incredibili, e secondo la teoria Pixar è in questo frangente che possiamo collocare la saga Cars (e lo spin-off Planes).
All’ombra dell’albero piantato nel finale di Wall-E (sembra proprio lo stesso) troviamo la società di A Bug’s Life, dove gli insetti si sono evoluti ancor più di tutti gli animali visti in precedenza: le condizioni della Terra e la continua evoluzione porteranno infine alla società vista invece in Monster & Co., che è ancora il nostro pianeta… Solo, molto, molto più avanti nel tempo.
Le porte che i mostri (che rappresentano semplicemente una versione evoluta degli attuali animali) aprono non porterebbero ad un’altra dimensione, bensì nel passato (ovvero il nostro presente): riconnettendoci a Ribelle, la teoria svela infine che la strega vista in quella sede non è altri che Boo, ormai cresciuta, che imparato il funzionamento delle porte (che in effetti anche in Ribelle potrebbero avere un significato paragonabile a quello di Monster & Co.) ha effettuato frequenti viaggi nel tempo che spiegherebbero le svariate easter egg sparse in tutta la cosmologia Pixar.

MAD-MAX: ALADDIN CHRONICLES

Secondo una teoria non del tutto campata in aria, il film d’animazione Disney Aladdin non sarebbe ambientato nel passato, bensì in un futuro distopico.
La teoria si basa sui vari riferimenti che il Genio fa riguardo la cultura di un futuro che non potrebbe conoscere, dalla tecnologia ad alcune star del 20° secolo: il deserto attorno ad Agrabah sarebbe quindi il risultato di una guerra nucleare, in un mondo simile a quello visto in Mad-Max.

LA TROTTOLA DI INCEPTION

Come sanno i fan del film inception, chi viaggia attraverso i sogni rischia di perdersi in essi, ed è grazie ad un totem personale che si riesce a mantenere il contatto con la realtà. Il totem di Cobb (Leonardo di Caprio) è la trottola che chiude l’ultima scena… Oppure no? Una interessantissima teoria sostiene che la trottola non possa essere un totem per Cobb per due motivi: perché apparteneva alla sua defunta moglie (ci viene infatti spiegato all’interno del film che nessuno dovrebbe mai toccare il totem di un altro) e perché non si fa premura di nasconderne agli altri il funzionamento.
Il suo reale totem sarebbe l’anello nuziale che indossa alla mano sinistra: riguardando il film, l’anello sarebbe presente solamente nelle scene che avvengono durante i sogni, mentre non comparirebbe mai nella realtà. Cobb inoltre rivolge spesso lo sguardo verso la mano sinistra, come se indossasse un orologio (mai presente), mentre secondo la teoria non farebbe atro che mantenere d’occhio costantemente il suo totem “segreto”, contrapposto alla trottola che avrebbe invece un significato diverso.

IL PREQUEL DI SAW

Forse la teoria più assurda di tutte, ma anch’essa fa nascere un dubbio: Kevin McAllister è in realtà John Kramer, anni prima di diventare Saw, il serial killer noto come “l’Enigmista”.
A sottolineare una possibile connessione fra i due personaggi la ovvia attitudine alla costruzione di trappole per i malcapitati di turno, che dalla difesa casalinga evolverebbe a finalità più oscure, con marchingegni sempre più complicati ma che potrebbero avere una radice comune. Inoltre, sottolinea la teoria, sia Kevin che John hanno una predilezione per i video, che entrambi usano per spaventare ed “avvertire” le loro “prede”. Possibile che il trauma infantile di Kevin, abbandonato per ben due volte dalla sua famiglia, sia sfociato più tardi in una attitudine al massacro?

 

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