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Jurassic World: Il Regno Distrutto – Il passaggio definitivo verso un nuovo corso? – La Recensione

Jurassic World: Il Regno Distrutto – Il passaggio definitivo verso un nuovo corso? – La Recensione

Di Andrea Suatoni

Il revival è ormai la moda degli ultimi anni, tanto al cinema quanto in televisione: trainato dalla fortissima nostalgia degli anni ’80 che imperversa anch’essa sia sul grande che sul piccolo schermo, l’appetito dello spettatore per ciò che rimanda al passato sembra sempre più rilevante.

L’idea di riprendere in mano una delle saghe più amate del cinema deve essere sembrata quasi obbligata, ma a Jurassik Park serviva qualcosa in più che un semplice sequel o un reboot; è stata invece intelligentemente intrapresa la strada del Legacequel (legacy + sequel), quella nuova categorizzazione cinematografica che caratterizza le pellicole che pur rinnovando totalmente il concetto ed i toni di base del prodotto che investono (proprio come in un reboot) ne omaggiano e rispettano la cronologia ed i personaggi (proprio come in un sequel) pur con dei protagonisti completamente – al netto, nel caso di specie, di alcuni illustri camei – nuovi.

Nasce così la nuova saga di Jurassic World, che dalle ceneri della trilogia di Jurassic Park prende le mosse per raccontare una storia nuova e più moderna, narrata in un’era in cui l’ingegneria genetica è ormai praticamente una realtà ed in cui i dinosauri vanno annoverati ormai fra i protagonisti, con tutta la complessità delle loro caratterizzazioni.

UN NUOVO INIZIO?

Jurassic World – Il Regno Distrutto riparte 3 anni dopo l’episodio precedente: il parco su Isla Nublar è ormai chiuso da tempo, e i dinosauri vivono allo stato brado. L’improvvisa rinnovata attività del vulcano al centro dell’isola però li mette tutti in pericolo: Claire (Bryce Dallas Howard) ed Owen (Chris Pratt) partono quindi per una missione di salvataggio che, come da tradizione, si rivelerà estremamente più difficile del previsto.
La trama del film risulta non del tutto originale e tutto sommato prevedibile; non è su di essa però che il film punta in maniera primaria, dando largo spazio a storie secondarie, caratterizzazioni dei personaggi e soprattutto alla spettacolarità dei dinosauri e del loro ambiente. Proprio riguardo agli ambienti usati dal film, e soprattutto facendo riferimento al finale, ciò che risulta è un perfetto punto di partenza per le storie future, che giustificano appieno la titolazione usata per la nuova trilogia e fanno forse lamentare la tardiva definizione di uno status quo che sarebbe stato interessante osservare già dal finale del primo Jurassic World, ma che in ogni caso dà nuova linfa vitale ai sicuri sequel e si rivela colmo, quasi sovraccarico, di potenzialità.

DERIVE STILISTICHE

Jurassic World – Il Regno Distrutto è sicuramente un buon film d’azione, capace di intrattenere appieno lo spettatore con le sue scene adrenaliniche e con un evolversi degli eventi scandito in maniera accorta; è un peccato che in alcuni punti la pellicola ceda il passo a generi diversi che non riescono del tutto a trovare un perfetto incastro nell’insieme. Se le varie incursioni nella commedia trovano seppur a fatica un loro spazio (ma rimane difficile giustificare il sorriso sornione di un dinosauro che si finge morto), non accade lo stesso quando il film prova a scivolare verso contesti horror: la realizzazione di alcune scene fa sorridere per l’ingenuità con la quale vengono confezionate, non aggiungendo nulla più che una veloce smorfia di disapprovazione sul viso dello spettatore. L’impressione finale è che il regista Bayona abbia voluto provare a riflettere i propri stilemi in un film che forse non riusciva a sentire appieno, non riuscendo a trovare una giusta chiave di lettura per renderlo davvero proprio.

EREDITA’

I fan della saga di Jurassic Park troveranno nel film una infinità di riferimenti ai capitoli precedenti. Gli omaggi al passato sono evidenti in molteplici occasioni, da semplici easter egg (un esempio fra tutti: la capra viva come cena per il T-Rex) a veri e propri momenti ricalcati su vecchie scene (il prologo, la corsa dei dinosauri e il conseguente riparo dietro un arbusto caduto, il dinosauro alla carica verso un’anta difettosa, gli artigli capaci di aprire porte, il riavvio del sistema computerizzato, il salvataggio da parte del T-Rex e così via); questi ultimi sono talmente frequenti da riuscire a disorientare la platea, che sicuramente si dividerà fra i detrattori di una sfrenata e forse poco necessaria autoreferenzialità e chi invece assaporerà gloriosamente ogni briciola di citazionismo spinto.

Da notare in tal senso il doppio ed interessante cameo di Jeff Goldblum nel ruolo del professor Ian Malcolm, che inizia e chiude la pellicola (che riuscirà con tutta probabilità a mettere d’accordo detrattori ed estimatori) e che mira forse a voler tagliare definitivamente con il passato tramite un ultimo epico omaggio, giustificando così l’estrema devozione ai capitoli precedenti e catapultando gli eventi nel -vero e proprio – nuovo “Jurassic World” con cui la continuity dovrà confrontarsi prossimamente.

In Jurassic World: Fallen Kingdom torneranno sia Chris Pratt (Owen) sia Bryce Dallas Howard (Claire), mentre Steven Spielberg figurerà come produttore esecutivo con la sua Amblin Entertainment. Michael Giacchino comporrà le musiche. Nel cast anche Toby Jones, Rafe Spall, Justice Smith, Daniella Pineda, Ted Levine, James Cromwell, Geraldine Chaplin e Jeff Goldblum.

LEGGI ANCHE: TUTTE LE URLA DEL PRIMO JURASSIC WORLD IN UN VIDEO

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