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I CAVALIERI DELLO ZODIACO: 7 cose che forse non sapevate sul mondo di Saint Seiya

I CAVALIERI DELLO ZODIACO: 7 cose che forse non sapevate sul mondo di Saint Seiya

Di DocManhattan

È la storia di invincibili guerrieri e valenti condottieri. Giovani, volitivi eroi con cinquanta litri di sangue in corpo e un amore per i burroni in cui precipitare come sacchi, più e più volte. Tutti decisi a vincere, ma solo uno alla fine potrà trionfar. E indovina un po’ chi è. Saint Seiya, il mondo dei Santi Cavalieri che credono nell’Oroscopo, sono costretti a salvare a ripetizione una tizia con i capelli come l’incantevole Creamy e trascorrono metà della propria esistenza a correre su per delle scalinate (fermandosi per mesi davanti allo zerbino della casa del Leone). Ecco sette cose che forse non sapevate sull’anime de I Cavalieri dello Zodiaco.

1. FULMINE DI… RIN!
Il creatore del manga, Masami Kurumada, voleva intitolare in un primo momento la serie Ginga no Rin (“Rin della Galassia”). Il protagonista, quello che in Italia è diventato Pegasus, avrebbe dovuto perciò chiamarsi Rin, ma Kurumada optò poi per Seiya, che in giapponese vuol dire “freccia delle stelle” (per quella faccenda dell’armatura del Sagittario).

Seiya/Pegasus è molto simile a un personaggio precedente di Kurumada, Ryuuji Takane, protagonista del manga pugilistico Ring ni Kakero. Lo stesso dicasi per il successivo Teppei Takamiya di B’t X. Un tema ricorrente, nei manga di Kurumada, è infatti quello di far indossare a un personaggio panni e ruoli diversi in varie storie. Si tratta di un metodo inventato da Osamu Tezuka, il “dio dei manga”, e noto come “Star System”.

2. PERCORSO A OSTACOLI
La storia dell’anime dei Cavalieri è lunga e tortuosa. La serie avrebbe dovuto coprire 52 episodi, ma furono portati a 114 dalla Toei per via degli ottimi ascolti. A un certo punto, però, la produzione degli episodi dell’anime arrivò troppo a ridosso del manga, così fu creata una saga originale non presente nel fumetto, quella di Asgard. L’ultima parte del manga è rimasta invece a lungo orfana di una trasposizione animata. Chiusa la serie televisiva nel 1990, si sono dovuti aspettare gli OAV (produzioni per il mercato dell’home video) di Hades, tra il 2002 e il 2008, per portare a conclusione la storia. Più o meno. Sono infatti arrivati dopo la serie prequel The Lost Canvas (2009, 26 episodi), la serie TV Saint Seiya Ω (2012, 97 episodi) e quella per il web Saint Seiya: Soul of Gold (2015, 13 episodi). Perché quei poveri Cavalieri d’Oro bisognava riportarli in vita, con armature più tamarre per farci i pupazzetti, giusto per farli morire un’altra volta. La cattiveria.

3. LADY ISABEL E PEGASUS (ULTIMO)
Ce n’era, tra i due? È quello che si chiedevano tutti, negli anni 90, guardando la serie TV. Oltre a domandarsi come diavolo avessero fatto tutti quei cavalieri, da bambini, a sopportare una piccola despota viziata che li faceva frustare e trattare come schiavi, certo. Quella tra Pegasus e Lady Isabel/Saori Kido è una relazione tormentata, col fatto che lei è la reincarnazione di una dea e tutto. Nella prima serie, prova a baciare Pegasus, ma viene fermata da un’incazzatissima Tisifone. Lei rischierà in seguito la vita per lui, e lui più volte per lei, per evitare che quell’impedita muoia surgelata, trafitta da una freccia e in altri modi bizzarri. Ma a proposito di cuoricioni: Pegasus/Seiya, pur essendo il protagonista eponimo dell’anime, non è esattamente amatissimo dai suoi fan. O, quanto meno, non è affatto il più amato. In un sondaggio condotto in Giappone e pubblicato nel 2004, risultava il meno popolare tra i cinque cavalieri di Bronzo della serie: primo Sirio il Dragone/Shiryu, secondo Cristal il Cigno/Hyoga, terzo Andromeda/Shun, quarto Phoenix/Ikki e ultimo il raccomandatissimo cavaliere di Pegaso! Fischi dagli spalti.

4. ANDROMEDA… DONNA?
Chi c’era, ai tempi, ricorderà. Durante le repliche su Odeon TV e Italia 7, uno dei tanti argomenti di discussione sui Cavalieri nei campetti e nelle scuole d’Italia riguardava l’identità sessuale di Andromeda. Aveva un’armatura rosa, era molto delicato e gentile… girava questa voce che in originale il personaggio fosse una donna. Non c’era Internet a smascherare le bufale in un nanosecondo, allora. Non è ovviamente così, ma a cadere in errore non furono soltanto alcuni giovani fan italiani. Nell’edizione francese dell’anime, a dar voce ad Andromeda per i primi sei episodi fu una doppiatrice. Solo dopo si passò a dei doppiatori uomini.

5. PHOENIX IL FIGO
Ikki/Phoenix non è come gli altri cavalieri di bronzo. E lo testimonia già il fatto che vada e venga, sparendo per lunghi tratti, che non sai mai cosa diavolo sia andato a fare. È stato innanzitutto il primo a indossare l’armatura della Fenice, non dovendosi accontentare di un completino usato per secoli dalle generazioni di Saint precedenti, come gli altri. Quella stessa armatura, grazie alla storia della fenice che risorge eccetera eccetera, si ripara DA SOLA – niente sacrifici di sangue al Grande Mur, ché poi si prendono pure le malattie – e lo rende praticamente immortale. Si sente superiore nei confronti degli altri quattro? È normale.

6. FRATELLI!
Andromeda e Phoenix non sono gli unici fratelli della storia. Nell’anime la cosa è stata edulcorata, trasformando i cavalieri in orfanelli spediti per il mondo ad addestrarsi, ma nel manga si scopre che i 100 ragazzini da far diventare Santi sono tutti figli di Mitsumasa Kido/Alman di Thule, avuti da donne diverse. Con grande spirito paterno, Kido ha fatto patire loro le pene dell’inferno e abusi fisici di ogni tipo, perché voleva proprio portare a casa il premio Papà del Secolo. Andromeda e Phoenix sono quindi fratelli di Pegasus, Cristal, Asher dell’Unicorno e tutti gli altri. I primi due, però, hanno in comune anche la madre.

7. AL CINEMA E A TEATRO
Oltre ai cinque film d’animazione e a quello in CGI del 2014 (I Cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Grande Tempio), la saga dei Saints ha dato vita (come Sailor Moon) anche a diversi musical in Giappone – perché Pegasus indossa una magliettina della pace sotto l’armatura? Non guardate da questa parte –

e a una webserie non ufficiale italiana, Saint Seiya Rebirth – La rinascita dei Cavalieri dello Zodiaco. La prossima incarnazione della saga è il remake USA Knight of the Zodiac: Saint Seiya, in uscita l’anno prossimo su Netflix. Il nuovo Pegasus in computer grafica starà più simpatico alla gente? Seee…

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