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The Real Ghostbusters: 7 cose che forse non sapevate sul cartone degli Acchiappafantasmi

The Real Ghostbusters: 7 cose che forse non sapevate sul cartone degli Acchiappafantasmi

Di DocManhattan

Il fantasma del logo che prima di tuffarsi al suo posto, nell’iconico divieto-di-spettri, dribbla i cassonetti dell’immondizia sull’altrettanto iconico tema di Ray Parker Jr. Difficile dimenticare il cartone degli Acchiappafantasmi, The Real Ghostbusters, nato nell’86 e approdato l’anno dopo da noi sulle reti del Biscione. Ma servisse mai un ripassino, su Netflix ci sono le prime cinque stagioni. Ma perché c’era quel Real nel titolo? E perché Janine Melnitz cambiava a un certo punto pettinatura (e carattere)? Ecco 7 cose che forse non sapevate sul cartone animato degli Acchiappafantasmi!

1. PIÙ REAL DEL VERO
Il nome della serie animata divenne The Real Ghostbusters per evitare confusione con i Ghostbusters della Filmation, gli acchiappafantasmi con il gorilla, ispirati a un telefilm live action degli anni Settanta (The Ghost Busters. Con lo spazio) e in onda con il loro show a cartoni quello stesso anno. Nell’84, per poter intitolare il suo film Ghostbusters, Columbia Pictures aveva dovuto pagare i diritti alla Filmation.

2. AL CINEMA A VEDERE SÉ STESSI
Oltre che per la presenza di vari personaggi, come lo Stay Puft Marshmallow Man e Louis Tully (il vicino di Dana Barrett interpretato nei film da Rick Moranis), la serie si collega alle prime due pellicole degli Acchiappafantasmi in vari modi. Nel decimo episodio della prima stagione, “Avventura in aereo” (“Take Two”), i Ghostbusters sono alle prese con un film che racconta le loro avventure. Alla fine della puntata, partecipano alla prima del film… e, scopriamo, è proprio il Ghostbusters dell’84, con tanto di un paio di fotogrammi live action. Peter, in sala, si lamenta, perché il personaggio in carne e ossa non gli somiglia per niente (vedi punto 7)… La sigla di chiusura del cartone, con gli Acchiappafantasmi che ballano in mezzo alla strada, cita il video del brano di Ray Parker Jr.

3. LE DUE JANINE
Le prime due stagioni avevano ottenuto dei buoni ascolti, ma Columbia Pictures Television e il network su cui la serie andava in onda, ABC, erano convinte di poter ottenere dei numeri migliori, così venne ingaggiata una società, la Q5, per apportare dei cambiamenti per la terza serie. Cambiamenti che portarono a un tono più infantile degli episodi, ridussero il ruolo di Winston (che avrebbe dovuto essere semplicemente “l’autista degli Acchiappafantasmi”…) e resero molto meno aggressivi i fantasmi… e Janine. Il personaggio venne sensibilmente addolcito e le furono dati una nuova doppiatrice e un nuovo look, con i capelli lunghi e lisci. Alcuni degli autori, come lo story editor J. Michael Straczynski (Babylon 5, Sense8 e tanto altro in curriculum, compresi anni alla guida della principale serie a fumetti di Spider-Man), mollarono per un po’ la serie in segno di protesta. Ma i cambiamenti adottati aiutarono gli ascolti, come desiderato? No. Nella terza stagione furono più bassi che nelle prime due.

4. SLIMER SUPERSTAR
Perché Slimer sia passato dall’essere un antagonista a un amico degli Acchiappafantasmi viene spiegato nell’episodio 11 della prima stagione, “Amico Fantasma” (“Citizen Ghost”). Dopo il primo film, il fantasma verde senza nome, creato da Ivan Reitman come una sorta di omaggio al Bluto di Animal House (“una specie di fantasma di John Belushi”), era diventato estremamente popolare. Così fu deciso di includerlo nel cartone come alleato dei Ghostbusters, chiamandolo Slimer. A partire dalla quarta stagione, nell’88, il cartone venne ribattezzato Slimer! and the Real Ghostbusters e si trasformò in un contenitore di un’ora: oltre alla puntata dei Real Ghostbusters venivano trasmessi 2 o 3 episodi brevi dedicati a Slimer. Questi vennero commissionati alla Wang Film Productions, azienda taiwanese che aveva realizzato anche alcuni degli effetti per Tron nell’82.

5. …ESTREMI RIMEDI!
Nel ’97 è andato in onda, per una sola stagione di 40 episodi, il sequel di The Real Ghostbusters, Extreme Ghostbusters. Anni dopo la fine delle avventure dei primi Acchiappafantasmi, Egon (aiutato da Janine e Slimer) mette assieme una nuova squadra, pescando tra i suoi studenti all’università. Le atmosfere erano decisamente più tetre e meno infantili rispetto alle ultime stagioni della serie precedente, tanto che Extreme Ghostbusters era noto ai tempi anche come Ghostbusters Dark.

6. BILL MURRAY VS GARFIELD
Anche la voce di Peter Venkman fu cambiata durante la serie, ma per ragioni diverse rispetto a Janine. Qui non si trattava di un cambio di personalità, ma del fatto che – pare – a Bill Murray non piacesse il doppiatore scelto per il suo personaggio. Non gli andava che il Venkman a cartoni avesse la voce di Garfield, Lorenzo Music. Per quelle storie buffe della vita, Murray ha doppiato Garfield in Garfield: il film (2004).

7. CAPELLI
Sì, ma perché Egon era biondo nel cartone? Il character design di Ray Stantz e Winston Zeddemore sin da principio non ricordava per nulla Dan Aykroyd ed Ernie Hudson, ma quello di Venkman e Spengler era molto più simile ai veri Bill Murray e Harold Ramis. Prima della messa in onda della serie, si decise però di modificare l’aspetto di Peter e di far diventare Egon biondo, per evitare che gli attori facessero causa alla produzione per lo sfruttamento della loro immagine. L’unico degli Acchiappafantasmi in carne e ossa interessato a dare la propria voce al personaggio a cartoni fu Ernie Hudson. Ma non fu preso. Povero Winston…

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