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Isao Takahata – L’elogio di Hayao Miyazaki alla cerimonia dello Studio Ghibli

Isao Takahata – L’elogio di Hayao Miyazaki alla cerimonia dello Studio Ghibli

Di Marlen Vazzoler

Al Ghibli Museum si è tenuta ieri la cerimonia di addio dello Studio Ghibli per il compianto regista Isao Takahata. Hayao Miyazaki il co-fondatore dello studio e amico di lunga data ha pronunciato un elogio per Takahata, nel suo discorso ha usato il soprannome ‘Paku-san’ ed ha spiegato come è nato questo nome:

“[Takahata] non era una persona mattiniera. Anche alla Toei [Douga] alla mattina veniva al lavoro di corsa, dimenticandosi di timbrare il cartellino prima di mangiare e di ingurgitare l’acqua dal rubinetto, emettendo il suono ‘paku, paku’ per tutto il tempo”.

Miyazaki ha ricordato di aver incontrato Takahata per la prima volta nel 1963, quando aveva rispettivamente 22 e 27 anni:

“Ancora adesso, ricordo la prima volta che abbiamo parlato. Era mentre stavo aspettando alla fermata dell’autobus, dopo che aveva smesso di piovere, lasciando le pozzanghere per strada… Sembrava un giovane calmo e saggio … Ricordo molto chiaramente l’aspetto di Paku-san di allora.
Pensavo che sarebbe vissuto fino a 95 anni. Nove anni fa abbiamo ricevuto una telefonata dal suo medico che ci chiedeva, come suoi amici, di dirgli di smettere di fumare. Sembrava serio, così [il co-fondatore del Ghibli Toshio] Suzuki e io ci siamo seduti con lui… Mi aspettavo che ci combattesse, ma lui ci ha ringraziato e ha detto che avrebbe smesso. E lo ha fatto davvero. Fumavo vicino a lui di proposito, ma ha mostrato magnificamente che non era tentato”.

Rimembrando il suo lavoro con Takahata e con gli animatori Yôichi Kotabe e Yasuo Otsuka su La grande avventura del piccolo principe Valiant (1968), Miyazaki ha raccontato che Takahata ha dovuto scrivere innumerevoli lettere di scuse per aver mancato le scadenze durante la produzione del film, ma che l’ha portato a compimento.
Lo staff si è riunito nel 2000 e in quell’occasione i capi hanno commentato che la realizzazione di quella pellicola è stato uno dei periodi più memorabili delle loro vite. Miyazaki ha concluso:

“Paku-san, eravamo veramente vivi in quel momento. Grazie, Paku-san, per aver parlato con me a quella fermata dell’autobus 55 anni fa. Non lo dimenticherò mai”

Il suo elogio funebre è stato caricato online sottotitolato in inglese:

Il compositore Joe Hisaishi, che ha spesso lavorato con Miyazaki e Takahata, nel suo elogio ha detto:

“È grazie a Takahata che io sono quello che sono adesso. Abbiamo trascorso le giornate insieme a lavorare sulla melodia per un pezzo di Laputa. La canzone non sarebbe stata possibile senza Miyazaki, me e Takahata. Grazie per questi lunghi anni insieme. Sono molto grato per la possibilità di aver lavorato a La storia della principessa splendente”.

Anche Yasuo Otsuka, Yôichi Kotabe e Michael Dudok de Wit (La tartaruga rossa) hanno ricordato il filmaker. Erano inoltre presenti Yoshiyuki Tomino (il creatore di Gundam), Yōji Yamada (il creatore di Otoko wa Tsurai yo), gli attori Nobuko Miyamoto, Tōru Masaoka, Makoto Nonomura, Youko Honna, Keiko Takeshita e Miori Takimoto, che hanno prestato le loro voci ai film dello Studio Ghibli.

Dopo una cerimonia privata, le porte del museo (chiuso il martedì) sono state aperte per tre ore nel pomeriggio, per permettere ai fan di porgere i propri ossequi dopo aver visto un video di 10 minuti che ha ripercorso la vita di Takahata.

Esposti c’erano una serie di libri dedicati a Takahata, e dei tributi scritti e disegnati da tutto il mondo in francese, russo e in altre lingue.

Sull’atrio esterno del museo sono state esposte sulle pareti una serie di foto di Takahata.

Inoltre è stata esposta una parte della mostra del museo su Heidi, tenutasi nel 2005, una delle prime collaborazioni tra Takahata e Miyazaki.

Fonti ANN, Natalie

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