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16 maggio 2018 • 19:05 • Scritto da Andrea D'Addio

Euforia, recensione del bel film di Valeria Golino dal Festival di Cannes #SWCannes

Due fratelli, una malattia, Roma e una bugia: perché Euforia di Valeria Golino è un film che ci ha convinto e merita di essere stato selezionato al Festival di Cannes.
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Mi sono ispirata alla storia di un amico” così Valeria Golino ha spiegato a Cannes la genesi del suo nuovo film presentato nella sezione Un Certain Regard. L’Euforia del titolo è quella che Matteo cerca di fare vivere a suo fratello maggiore Ettore quando, tenendogli nascosti i veri esiti delle analisi, scopre che, a causa di un tumore, gli rimane ormai poco da vivere. Entrambi originari di Nepi, non lontano da Roma, Ettore è un introverso maestro di una scuola della zona ormai prossimo al divorzio con la moglie mentre Matteo è un apprezzato organizzatore di eventi culturali con  una movimentata vita da single omosessuale. Per seguire la terapia (pensa di avere una ciste) Ettore si trasferisce nel superattico di via del Corso del fratello creando i presupposti per un riavvicinamento dopo anni di frequentazioni più dovute che volute…

Alla sua seconda prova regista dopo il già interessante Miele, Valeria Golino conferma di saperci fare dietro la macchina da presa. Euforia racconta un classico dramma familiare italiano con tatto, senza inventarsi nulla, ma capace di mantenersi in bilico tra commedia e melò grazie ad un’ottima sceneggiatura e le convincenti interpretazioni dei suoi due attori protagonisti, Valerio Mastandrea (un gigante, come al solito) e Riccardo Scamarcio (bravo a reggere il confronto). Lo script, scritto dalla Golino assieme a Francesca Marciano e Valia Santella costruisce in maniera credibile i personaggi e le loro relazioni senza dovere ricorrere a estremizzazioni (se non, un po’ gli eccessi, in cui cade il personaggio di Scamarcio), ma giocando bene con i grigi, il non detto e una vita che anche davanti alla tragedia di una morte annunciata si compone di tanti altri, insignificanti, eppure verissimi momenti: da una notte di sesso occasionale in hotel ad un pranzo a bordo mare. Si sorride, ci si commuove e si gode di immagini di una Roma così affascinante che sembra uscita da un montaggio alternativo di La grande bellezza di Sorrentino. Altrettanto lodabile è il lavoro fatto sulla scenografia (si veda l’arredamento dell’abitazione di Matteo) da Luca Merlini. Ulteriore merito di Euforia è il suo finale: una trovata narrativa legata a storni di rondini volteggianti nel cielo capace di smuovere il cuore come una malinconica, eppure bellissima, poesia.

Euforia sarà distribuito da 01 nelle sale italiane in data ancora da stabilire.

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