Il cinema ha sempre avuto bisogno di spettacolarità e azione. Pacific Rim, nel 2013, ha rappresentato probabilmente il picco di questa tendenza sempre crescente negli anni 2000 al voler creare avventure fantastiche caratterizzate da trame epiche, combattimenti, inseguimenti e incredibili armamentari futuristici. Tra questi, la parte del leone l’hanno spesso fatta i robot, araldi della rappresentazione al cinema del futuribile.
Ma nonostante questo, mentre di robot e cyborg di dimensioni ridotte o più o meno “umane” ne abbiamo visti a bizzeffe, di Super Robot (o, più colloquialmente, “robottoni“) ne abbiamo visti ben pochi, al cinema. Come mai?
Genere di nascita e fioritura nipponica, quello dei robottoni (distinto in ‘Super Robot‘ -ovvero quelli poco realistici e più “esagerati”, come Mazinga e il resto della scuderia firmata Go Nagai– e “Real Robot” -ovvero con limitazioni più o meno realistiche, come il primo Gundam o Patlabor-) è sempre stato un filone di grande successo nel’industria del manga e dell’animazione, ma poco sfruttato al cinema, perlomeno dal punto di vista dei live action, tanto in Giappone quanto in occidente.
Cosa ha frenato il diffondersi di un genere che, se ben articolato, può portare alla creazione di franchise di successo? Sicuramente l’aspetto tecnico è stato determinante: la computer graphic necessaria a rendere credibili i robottoni su grande schermo in un contesto live action è cosa relativamente recente, del resto. I progetti non mancano (quasi tutti di derivazione nipponica e non originale ma tratta da qualche anime: vedesi gli eterni work in progress su Robotech, Voltron, Neon Genesis Evangelion) ma tra il dire e il fare… Il genere ha dato il meglio di sé con serie animate e mediometraggi per l’home video, ma numerosi sono stati anche i film animati. Tra questi, sicuramente vanno annoverati quelli relativi alle tante saghe parallele di Gundam, a Evangelion e ai robot nagaiani, Mazinga in primis. E con due grandi eccezioni occidentali: il disneyano Big Hero 6 e Il gigante di ferro, ad opera del grande Brad Bird. Ma parlando di live action? Praticamente solo due sono i franchise che hanno conquistato i cinema, ora entrambi distribuiti, nel nostro Paese, da Universal Pictures: Pacific Rim e Transformers.
Vi presentiamo una carrellata di questi titoli, nel caso vogliate recuperarne qualcuno per curiosità e voglia di passare una serata in compagnia di un po’ di sane “mazzate metalliche” nell’attesa di andare a vedere Pacific Rim: La rivolta in sala, a partire dal 22 marzo.
Pacific Rim (2003): uno dei film più esaltanti degli ultimi anni porta la firma del premio Oscar Guillermo del Toro, che porta alle stelle il suo amore per l’animazione nipponica firmando questo squisito pout-pourri in cui un manipolo di eroi, al comando di scalcinati (per quanto comunque potentissimi!) robottoni denominati Jaeger deve proteggere la Terra dall’invasione dei mostruosi e letali Kaiju, giganteschi esseri extradimensionali decisi a conquistare il nostro mondo. Visivamente impressionante e pregno dell’epica tipica degli anime giapponesi del genere, si tratta di una pellicola imperdibile per gli appassionati, che trova il suo naturale seguito in Pacific Rim: La rivolta, in uscita in questi giorni.
Transformers (1986, 2007- 2017): la saga di Michael Bay trae le sue origini dalla linea di giocattoli e dall’anime originale degli anni ’80, che venne già trasposto al cinema in un film nel 1986 e rinasce in live action negli anni 2000. Mentre la battaglia tra Jaeger e Kaiju ha un ritmo molto cadenzato e “fisico” nei combattimenti, quella tra Autobot e Decepticon è acrobatica, schizoide, esplosiva, denotando la l’ecletticità visiva del suo demiurgo cinematografico.
Power Rangers (1995, 2017): Altro franchise di origine nipponica, i Power Rangers approdano al cinema per la prima volta in occidente nel 1995, per poi tornarci nel 2017 con uno sfortunato (e immeritatamente bistrattato) film che voleva porre le basi per un nuovo franchise a base di avventura e combattimenti finali in sella a coloratissimi robottoni.
Real Steel (2011): Un po’ al limite della categoria troviamo questo appassionante film di Shawn Levy con Hugh Jackman, sorta di “Over the top” dove un padre deve riconquistare la fiducia del figlio tramite il successo registrato in uno sport futuristico di boxe tra robot giganti.
Robot Jox (1990): un vero e proprio precursore, e probabilmente l’unica ispirazione occidentale presente nel primo Pacific Rim. Flop annunciato di un progetto troppo ambizioso e bizzarro per l’epoca, Robot Jox narra di una nuova forma di guerra, combattuta da singole macchine, enormi robot combattenti pilotati da piloti umani. Un vero e proprio “guilty pleasure”.
Gunhed (1989): Ancora più oscuro e folle di Robot Jox, Gunhed è un acerbo (ma comunque degno di nota) tentativo nipponico di realizzare un live action nel genere “robottoni”, con qualche influenza da Terminator.
Ready Player One (2018): Non si tratta propriamente di un film che ha i robottoni al suo centro, ma nella battaglia finale possiamo ammirare, tra gli altri, il Gundam RX-78, Il Gigante di Ferro e il Mechagodzilla!
Robot più o meno giganti li possiamo trovare anche in altri film, spesso come nemici del genere umano o al servizio del cattivone di turno, come la Sentinelle degli X-Men, o Ultron del secondo film degli Avengers: fatto sta comunque che il genere è ancora alla ricerca di una sua direzione. Pacific Rim, tuttavia, sembra si stia instradando in quella giusta.
E ricordate, come diceva la tag line del primo film: Go big, or go extinct!
Questa la trama di Pacific Rim – La Rivolta:
Il conflitto di scala mondiale tra i devastanti mostri di un altro mondo e le super-macchine progettate per eliminarli era solo il preludio della guerra totale che vedremo in Pacific Rim: La rivolta.
John Boyega (Star Wars: Il risveglio della Forza) interpreta il ribelle Jake Pentecost, un tempo promettente pilota di Jaeger il cui leggendario padre diede la vita per assicurare la vittoria degli umani contro i mostruosi Kaiju. Da allora, Jake ha abbandonato il suo addestramento ed è stato risucchiato dal sottomondo criminale. Ma quando una minaccia ancor più inarrestabile viene scatenata per radere al suolo le nostre città e mettere il mondo in ginocchio, gli viene data un’ultima possibilità di onorare il retaggio del padre da sua sorella, Mako Mori (Rinko Kikuchi), che sta guidando un’audace nuova generazione di piloti cresciuti all’ombra della guerra. Mentre cercano giustizia per i caduti, la loro unica speranza è unire le forze in un’insurrezione globale contro le forze dell’estinzione.
A Jake si aggiungono il talentuoso pilota rivale Lambert (Scott Eastwood) e l’hacker quindicenne Amara (Cailee Spaeny), mentre gli eroi del PPDC diventano l’unica famiglia che gli rimane. Affermandosi come la più grande forza di difesa che abbia mai solcato la Terra, imposteranno la rotta per un’avventura spettacolare, nuovissima e di alto livello.
La prima versione della sceneggiatura di Pacific Rim: La rivolta è opera di Jon Spaiths (Prometheus, Passengers, Doctor Strange), è stata riscritta da Derek Connolly (Safety Not Guaranteed, Jurassic World). Guillermo Del Toro resta coinvolto in veste di produttore, ma la sua agenda è – come al solito – molto piena, e probabilmente ha voluto lasciare la regia a Stephen S. DeKnight (showrunner della prima stagione di Daredevil e creatore di Spartacus) per dedicarsi all’adattamento di Scary Stories to Tell in the Dark (senza dimenticare altri suoi progetti come Silver e il remake di Viaggio allucinante).
John Boyega interpreterà Jake Pentecost, il figlio di Stacker Pentecost (Idris Elba), mentre Cailee Spaeny sarà la protagonista femminile; nel cast anche Scott Eastwood, Jing Tian, Levi Meaden, Adria Arjona e Zhang Jin. Non tornerà Charlie Hunnam, ma ci sarà Rinko Kikuchi.
L’uscita di Pacific Rim: La rivolta è attesa per il 22 marzo 2018.
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