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20 marzo 2018 • 20:32 • Scritto da Roberto Recchioni

Ready Player One – Una recensione a bivi

Per Ready Player One, l'ultima fatica di Steven Spielberg, una recensione molto particolare, che gioca con il lettore catapultandolo nel magico mondo di OASIS.
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CARICAMENTO.

Fino al 2010, Ernest Cline è un poeta con un video virale su Internet (Dance Monkey Dance per chi fosse interessato) e uno sceneggiatore per il cinema capace, fino a quel punto, di vendere un solo script (Fanboy, poi diventato un piccolo film molto carino). In quell’anno però tutto cambia, perché la Crown Publishing Group (una divisione della Random House), pubblica il suo primo romanzo: Ready Player One e il nome di Cline appare sugli schermi radar di tutto il mondo. Il libro è un successo stratosferico e nell’arco di pochi mesi diventa il testo di riferimento per la generazione della pop culture. La storia non è nulla di originale: in un prossimo futuro, tutti gli esseri umani passeranno gran parte del loro tempo connessi a uno spazio virtuale che è per metà un social network e per metà un MMORPG (Multiplayer Online Role Playing Game, gioco di ruolo online di massa), dove studieranno, giocheranno, stringeranno rapporti sociali, faranno sesso, si sposeranno e, soprattutto, saranno impegnati in una caccia al tesoro il cui premio è il dominio sullo spazio virtuale stesso. Detta così, l’ambientazione non sembra nulla di più e nulla di meno di un soggetto scartato di autori come William Gibson o Neal Stephenson ma Cline, nell’affrontare questa abusata materia, la reinventa con una massiccia dose di immaginario rubato agli anni ‘80, ai videogiochi, ai cartoni animati, ai videogiochi e agli anime. Oasis (questo il nome del suo universo digitale) è un luogo dove è possibile vedere un Eva passeggiare assieme a Voltron nella cittadina di Ritorno al Futuro mentre il Millenium Falcon gli svolazza attorno, per capirsi. Oggi questo tipo di operazione, a mezza via tra il fan service e il mash-up è piuttosto consueta ma, all’epoca dell’uscita del romanzo, nessuno aveva ancora capito il potenziale di puntare al cuore del marketing nostalgico: i trenta-quarantenni.

Ernest Cline non è uno scrittore particolarmente brillante o raffinato (e lo dimostrerà chiaramente con il suo secondo romanzo, il mediocrissimo Armada) ma la sua intuizione è a dir poco brillante e gli garantisce un successo sconfinato. Ready Player One diventa un libro di fantascienza generazionale, come solo Neuromante era saputo essere prima. E quelli del cinema se ne accorgono subito perché i diritti vengono comprati dalla Warner nel momento stesso in cui Cline firma il suo contratto con la Random House per la pubblicazione, un anno prima che il libro arrivi sugli scaffali delle librerie. L’adattamento presenta però parecchie difficoltà perché Ready Player One funziona anche (e secondo i più maligni, soprattutto) grazie alla presenza di personaggi, ambientazioni e marchi, famosi. E per tutta quella roba bisogna ottenere diritti, licenze, concessioni, da un numero ridicolmente alto di aziende diverse. Ci vogliono non solo molti soldi, ma anche delle enormi garanzie di credibilità per riuscire a convincere il maggior numero di realtà sa far parte della partita.

E qual è il nome più indiscutibile nel genere dei film fantastici? Sua maestà, Steven Spielberg, ovviamente, il genio che ha creato una buona parte di quella base culturale su cui Ernest Cline si è basato per creare il suo Ready Player One. Una volta che Stevie sale a bordo, oltre a portare in dote tutte le licenze di cui lui stesso è proprietario o a cui ha facile accesso (Ritorno al Futuro su tutte), garantisce che si sta facendo dannatamente sul serio. Il resto, come si suol dire, viene facile.
E siamo a oggi, con il film completo e presto nelle sale.
Immagino che volete sapere come sia, giusto?
Bene, per saperlo, vi sfido a un gioco.

Intanto, stabiliamo un punto.
Avete problemi con gli spoiler?


Se la risposta è “Sì”, andate al PUNTO 1.

Se la risposta è “No”, andate al PUNTO 2.

Il cast di Ready Player One è composto da Tye Sheridan (il protagonista Wade), Simon Pegg (Ogden Morrow, il co-ideatore di OASIS), Olivia Cooke (Art3mis, una Gunter di grande esperienza), Ben Mendelsohn (l’antagonista Nolan Sorrento, che lavora per IOI), T.J. Miller (i-R0k), Win Morisaki (Toshiro Yoshiaki alias Daito), Hannah John-Kamen e Mark Rylance (James Halliday).

Ecco la sinossi:

Nel 2045, anno in cui il mondo sta per collassare sull’orlo del caos, le persone hanno trovato la salvezza nell’OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dal brillante ed eccentrico James Halliday (Mark Rylance). A seguito della morte di Halliday, la sua immensa fortuna andrà in dote a colui che per primo troverà un Easter egg nascosto da qualche parte all’interno dell’OASIS, dando il via ad una gara che coinvolgerà il mondo intero. Quando un improbabile giovane eroe di nome Wade Watts (Tye Sheridan) deciderà di prendere parte alla gara, verrà coinvolto in una vertiginosa caccia al tesoro in questo fantastico universo fatto di misteri, scoperte sensazionali e pericoli.

L’uscita nelle sale è fissata per il 28 marzo 2018. QUI trovate la pagina Facebook ufficiale del film. #ReadyPlayerOneIT

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2 commenti a “Ready Player One – Una recensione a bivi

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