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La Storia dietro un Frame: Fuga da New York e l’inguine di Ox Baker

La Storia dietro un Frame: Fuga da New York e l’inguine di Ox Baker

Di Filippo Magnifico

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I set dei film sono pieni di aneddoti più o meno interessanti. Alcuni sono noti, altri meno. Partendo da un frame, da una semplice immagine, si possono scoprire le storie più particolari. Questo perché dietro il semplice fotogramma di una pellicola si può nascondere un mondo. È questo il caso di 1997: Fuga da New York e dell’inguine di Ox Baker.

Se siete giunti su questa pagina virtuale incuriositi dal titolo ci sono due opzioni:

1- Siete fan di 1997: Fuga da New York. Bravissimi, siamo già migliori amici, che gran film eh? Non smetterei mai di guardarlo! John Carpenter, che mito!

2- Siete fan dell’inguine di Ox Baker. Non vi giudico, sia chiaro, ognuno ha i suoi gusti. Ma permettetemi di guardarvi con un po’ di sospetto.

In ogni caso questo post è dedicato a tutte le persone che sono qui per il primo punto ma anche i fan dell’inguine di Ox Baker posso restare, ovviamente.

Con 1997: Fuga da New York John Carpenter ha dato il via al suo sodalizio con Kurt Russell, passato attraverso altri titoli come La Cosa e Grosso Guaio a Chinatown, altri due cult, dimostrazione concreta che ci troviamo di fronte ad un regista che ha lasciato un solco indelebile nel panorama cinematografico contemporaneo.
Tutto è nato con un personaggio, Snake Plissken, che ricorda i vecchi eroi western, catapultato in un contesto futuristico e post-apocalittico. Un duro di poche parole, che riprende i personaggi interpretati da Clint Eastwood, uniti, per stessa ammissione di Russell, a Bruce Lee e Darth Vader. Un bel mix, insomma.

La storia, pensata da John Carpenter nella seconda metà degli anni ’70, è ambientata in un distopico 1997 (che all’epoca rappresentava il futuro, mentre per noi è l’anno in cui i Radiohead hanno pubblicato OK Computer, Feel old yet?) dove l’intera isola di Manhattan è stata trasformata in un gigantesco penitenziario. Una zona franca, dove non esiste la legge e dove, purtroppo per lui, precipita il Presidente degli Stati Uniti. In suo soccorso arriva Snake Plissken, anche lui un tipo poco raccomandabile ma convinto da due cose: 1- vedere la sua chilometrica fedina penale ripulita in caso di successo; 2- gli hanno iniettato a tradimento delle microbombe nel collo, che esploderanno dopo 24 ore se non riporterà indietro il Presidente.

Chi ha visto il film sa bene che il nostro eroe si trova costretto ad affrontare un bel po’ di sfide prima di portare a termine la sua missione. Oggi ci soffermeremo su di un particolare momento: in quel di New York, Snake si trova al cospetto del Duca (Isaac Hayes), che lo costringe a combattere contro il titanico Slag, interpretato da Ox Baker, appunto. I due sono sul ring, pronti per darsele di santa ragione. Bene, è arrivato il momento di tornare indietro nel tempo per dedicare un po’ di spazio all’inguine di Ox Baker, finalmente.

Sono gli anni ’80 e il wrestler Ox Baker ha deciso di mettere da parte il ring per un po’. La gente però continua a ricordarlo per l’Heart Punch, la mossa con cui ha finito tutti i suoi avversari e che, si dice, abbia ucciso ben due persone (effettivamente due wrestler sono morti dopo aver combattuto contro di lui ma si tratta di coincidenze, sfruttate per alimentare il suo mito).
Niente più combattimenti, quindi, ma in compenso arrivano le comparsate in diverse pellicole, un film dopo l’altro, fino a quando Ox riceve una telefonata. È John Carpenter, che gli dice: “Ho bisogno di te per il mio nuovo film, Fuga da New York“. È stato il collega combattente Bruiser Brody a suggerire a Carpenter il coinvolgimento di Ox, che, inutile dirlo, è perfetto per il ruolo di Slag.

Il titanico wrestler vola quindi sul set, per ritrovarsi, di nuovo, su di un ring. Deve fare quello che gli riesce meglio, combattere, ma c’è un problema, che non riguarda lui ma le persone che lo circondano. Ox Baker non sa fingere, non è in grado di dare un cazzotto finto. Ci prova ma il più delle volte i suoi colpi sono veri e a farne le spese è il povero Kurt Russell.

Come ha detto lo stesso Carpenter:

Se guardate il film, ci sono un paio di inquadrature in cui Kurt combatte sul serio per sopravvivere.

Ma Kurt Russell non è certo il tipo che accetta di buon grado queste cose. Durante una pausa si avvicina al gigantesco Ox, lo guarda negli occhi, lo colpisce lì, dove non batte il sole e gli dice: “Devi stare calmo, amico!“. E, che ci crediate o meno, da quel momento i due sono andati d’amore e d’accordo sul set. D’altra parte lui non è un attore qualunque, lui è Snake Plissken. Con lui non si scherza.

Anche oggi siamo giunti alla fine del nostro appuntamento, anche oggi abbiamo scoperto che basta soffermarsi su di un singolo frammento di pellicola per scoprire un mondo. La settimana prossima ci attenderà un nuovo frame, una nuova storia.

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