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Krypton – Recensione del pilot della nuova serie sul nonno di Superman

Krypton – Recensione del pilot della nuova serie sul nonno di Superman

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: IL TRAILER UFFICIALE DI KRYPTON

—–ATTENZIONE: L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER—–

L’attesa serie Krypton prodotta dal canale Syfy ed incentrata sulle vicende della famiglia di Superman sul pianeta Krypton molti anni prima della sua nascita ha debuttato – fra tiepidi consensi – lo scorso 21 Marzo sulla rete americana, intavolando una serie a tratti interessante ma che, quantomeno nell’incipit, non riesce a sfruttare che una minima parte del proprio potenziale.

Protagonista della storia è Seg- El (Cameron Cuffe), giovane kryptoniano che in futuro darà alla luce Jor-El, il padre di Kal-El alias Superman: impegnato a riscattare l’onore perduto della sua casata, rimarrà invischiato nelle trame di potere di una società che il pubblico imparerà a conoscere a poco a poco.

LA CASATA DI EL

La vicenda inizia mostrandoci la caduta della casata di El: a causa degli esperimenti e delle ricerche di Val-El, nonno di Seg-El, tesi a dimostrare l’esistenza di pericolose forme di vita extraplanetarie, la famiglia perde il proprio titolo (venendo esclusa dalla gilde, e relegata ai gradini più bassi della società), il proprio simbolo (quella “S” che da sempre vediamo campeggiare sul costume di Superman) e tutti i privilegi ad essi connessi, mentre lo stesso Val-El viene giustiziato.
Anni dopo, Seg (il postfisso -El dopo il suo nome è stato perduto) è un ragazzo ribelle, cresciuto in povertà ed ancora arrabbiato verso i responsabili della condanna di Val-El; la sua vita prende una piega inaspettata grazie all’incontro con un viaggiatore temporale terrestre, Adam Strange (Shaun Sipos), che gli affida la missione di salvare Superman in persona. Qualcuno infatti è intenzionato ad eliminare il supereroe del futuro annientando la sua dinastia alla base: le ricerche di Val-El, che anche i genitori di Seg arrivano a difendere con la propria morte, potrebbero essere la chiave per sconfiggere Brainiac, in viaggio verso Krypton.

DC LEGACY

Sulla linea delle serie tv presentate da The CW, il canale Syfy confeziona un prodotto che affonda le sue radici nei fumetti DC Comics ma che presenta al contempo dinamiche adolescenziali nei rapporti fra i personaggi: dall’amore proibito fra Seg e Lyta-Zod (Georgina Cmpbell) al rapporto fra quest’ultima e sua madre, generale della gilda militare, la serie sembra voler affrancarsi dagli stereotipi costruendo delle linee sociali inedite ma ricade continuamente in essi, che risultano semplicemente riflessi all’interno di una ambientazione fantasy delle più classiche. Lo sforzo degli showrunner nel cercare di delineare un apparato sociale interessante, coerente e “alieno” è apprezzabilissimo e ben visibile, ma non riesce affatto nel suo intento: molte situazioni o tradizioni non (ancora?) spiegate evocano sconcerto anziché curiosità (come ad esempio le modalità della morte di Val-El), relegando l’aspetto fanta-storiografico dello show, che avrebbe indubbiamente potuto essere la sua miglior qualità, ad uno ad un contorno intangibile e confusionario.
Lo stesso discorso vale per gli aspetti contestuali, dai costumi all’architettura e alle scenografie: si ha anche in questo caso l’impressione che ci si sia impegnati abbastanza, ma senza risultati veramente apprezzabili (tranne in alcuni rari casi).

Più interessanti invece i riferimenti disseminati nel pilot per i fan ai fumetti dell’Uomo d’Acciaio, al netto della presenza nel cast dei personaggi di Adam Strange e Brainiac: geniale ad esempio la scelta di voler legare sentimentalmente Seg ad una antenata del famoso Generale Zod, acerrimo nemico di Superman. Sono una piacevole sorpresa inoltre la presenza dell’organizzazione terroristica Black Zero, che riprende un altro dei villain fumettistici, o la foggia delle statue nella Fortezza della Solitudine di Val-El, mentre una delle easter egg più divertenti risulta la presenza di un pacchetto di sigarette Luthorellos (evidentemente il Lex Luthor del futuro di questa realtà è anche un magnate dell’industria del tabacco). Peccato però che alcuni momenti pecchino di una autoreferenzialità talmente posticcia da risultare in definitiva quasi ridicola.

Da segnalare il fatto che Krypton va a costituire l’ennesima realtà autonoma parallela del panorama cinematografico e televisivo DC Comics: non ci troviamo infatti all’interno del DCEU, né dell’Arrowverse, tantomeno dell’universo della serie Gotham e così via.

KRYPTON

Come abbiamo già detto, gli spunti davvero interessanti della serie affondano in una trama che tende a premiare una narrazione concentratissima, che forse avrebbe dovuto essere più diluita: è indubbio che gli showrunner nel pilot abbiano sentito il peso di una possibile cancellazione della produzione, ed abbiano quindi spinto l’acceleratore per inserire ogni tipo di premessa possibile nel primo episodio. La speranza è che nelle prossime puntate l’azione si faccia più ponderata e gli eventi meno irruenti e frettolosi. E’ anche auspicabile un rafforzamento delle caratterizzazioni – e del minutaggio – dei vari comprimari sulla scena: il semi esordiente Cameron Cuffe infatti, pur se sufficientemente a suo agio nel ruolo, difficilmente potrebbe reggere l’intera serie sulle sue spalle; il personaggio che meglio emerge invece dal pilot è Jayna-Zod, interpretata da Ann Ogbomo (che abbiamo già visto nei panni di un personaggio DC Comics al cinema in Wonder Woman ed in Justice League nel ruolo della amazzone Philippus.)

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