L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
Il giustiziere della notte: il remake firmato dalla coppia Eli Roth/Bruce Willis funziona, la recensione

Il giustiziere della notte: il remake firmato dalla coppia Eli Roth/Bruce Willis funziona, la recensione

Di Adriano Ercolani

Già dal primo trailer questo nuovo Il giustiziere della notte firmato dalla coppia Eli Roth/Bruce Willis si era mostrato come uno di quei prodotti che avremmo amato stroncare, poiché rappresenta palesemente ciò che a nostro avviso rende la cultura e lo stile di vita americani a dir poco opinabili: apologia dell’uso delle armi da fuoco, della giustizia privata, del diritto di difesa con ogni mezzo possibile, meglio ancora se un fucile semi-automatico. La visione del remake del cult anni ‘70 con Charles Bronson ha poi confermato tutto questo, ma lo ha fatto in maniera diversa da quello che ci aspettavamo, soprattutto all’inizio della narrazione. E alla fine – ma questo è il motivo principale – ci troviamo a non poter stroncare questo prodotto perché a livello cinematografico oggettivamente funziona.

Il merito primario della riuscita di Death Wish (titolo originale) è senza alcun dubbio nella sceneggiatura scritta da Joe Carnahan: senza rinunciare a battute e situazioni perfettamente inseribili nel cinema di genere lo scrittore ci presenta però un protagonista che all’inizio della storia parte da una posizione morale e ideologica condivisibile, e che a causa degli eventi traumatici che subisce pian piano ribalta il suo credo e si trasforma in un giustiziere della strada. Ebbene, il percorso psicologico delineato con il personaggio di Paul Kersey, anche se non condivisibile, è comunque oggettivamente credibile, e quindi permette immedesimazione nei suoi dilemmi. La violenza nel film è presentata con discreta verità, Roth non cerca di infarcire troppo lo spettacolo della stessa salvo un paio di scene in cui si ricorda di essere stato un cineasta horror/splatter, ma in quel caso la messa in scena è talmente sopra le righe e goliardica che si capisce benissimo si tratta di un divertissement del cineasta. Per il resto invece Bruce Willis interpreta una figura in chiaroscuro abbastanza lontana dal killer freddo e senza scrupoli che brama sola vendetta. È un uomo che all’inizio non sa come usare una pistola, viene ferito in scontri a fuoco quasi goffi nella loro coreografia. Insomma, l’arco narrativo del personaggio principale è costruito almeno nella prima mezz’ora del film con lucidità e la volontà esplicita di porre allo spettatore domande sul suo operato, senza renderlo necessariamente agli occhi del pubblico un eroe da emulare. Nel corso dello sviluppo del film Kersey diventa purtroppo più monodimensionale, ma ciò non toglie che Death Wish arrivi fino alla fine mantenendo una sua efficacia narrativa.

Tra citazioni esplicite al cinema più conservatore di Clint Eastwood e una salda presa sulle coordinate del genere, Eli Roth ha realizzato un lungometraggio solido, ben orchestrato, capace di stuzzicare l’intelligenza dello spettatore più quanto non tenti di esaltarlo in maniera superficiale. Temi e situazioni presentati rimangono assolutamente discutibili a livello etico e civile, ma almeno i realizzatori sembrano esserne pienamente consapevoli e non evitano di mostrare anche le contraddizioni di questo modo di pensare.

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.

ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Love and Monsters: crescere (e innamorarsi) in un mondo popolato da mostri non è semplice 15 Aprile 2021 - 11:15

Su Netflix è arrivato Love and Monsters, il film con Dylan O'Brien e Jessica Henwick ambientato in un mondo popolato da mostri giganti.

Toxic Avenger: Jacob Tremblay affianca Peter Dinklage nel remake 15 Aprile 2021 - 10:30

La star di Room e Luca entra nel cast del remake del classico Troma diretto da Macon Blair

Wolverine – I Marvel Studios pensano a una serie antologica per Disney+? [RUMOR] 15 Aprile 2021 - 9:45

Un rumor (da prendere con cautela) sostiene che i Marvel Studios stiano progettando una serie antologica che esplorerà varie storie di Wolverine.

MCU: chi sono e da dove vengono Ayo e le altre Dora Milaje di Wakanda 14 Aprile 2021 - 9:27

Le origini nei fumetti Marvel (e la storia VERA) delle Dora Milaje di Black Panther, riapparse ora in The Falcon and the Winter Soldier.

LOL – Chi ride è fuori, i comici italiani e la TV giapponese 9 Aprile 2021 - 14:37

Si è concluso ieri su Amazon Prime Video LOL, chi ride è fuori, game show a puntate che ha suscitato polemiche e discussioni su cosa fa ridere e cosa no.

Jupiter’s Legacy: chi sono i nuovi super-eroi di Netflix (e perché siete già fan del Millarworld, anche se non lo sapete) 8 Aprile 2021 - 11:29

Le origini di Jupiter's Legacy, i nuovi super-eroi in arrivo su Netflix, e l'importanza per il mondo del fumetto di quel signore chiamato Mark Millar.