Condividi su

13 marzo 2018 • 18:30 • Scritto da Filippo Magnifico

Annientamento: un’interessante teoria cerca di spiegare il film di Alex Garland

Un'interessante teoria cerca di dare una spiegazione alla trama di Annientamento, l’ultima fatica di Alex Garland, ora disponibile su Netflix.
0

ATTENZIONE: IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE SPOILER

Annientamento, l’ultima fatica di Alex Garland, ha fatto il suo debutto su Netflix. Dopo l’ottimo Ex Machina, lo sceneggiatore di Sunshine e 28 giorni dopo si è cimentato ancora una volta con la fantascienza, portando sul grande schermo l’omonimo romanzo di Jeff Vandermeer, primo capitolo della trilogia nota come Southern Reach (o Trilogia dell’Area X).

Il risultato è un film affascinante, che racchiude al suo interno tutto il meglio che il cinema fantascientifico è in grado di offrire, unito ad una visione particolarmente potente, evocativa. Non un film lineare ma una storia che (volutamente) si apre a più interpretazioni. D’altronde tra i compiti principali della settima arte c’è anche quello di farci riflettere. Se una pellicola continua a vivere al nostro interno anche dopo i titoli di coda ha fatto indubbiamente il suo dovere ed è proprio questo che fa Annientamento.

Anche voi starete ripensando al film, ai suoi significati nascosti, cercando di dare un’interpretazione a tutti quei dettagli che apparentemente non si possono spiegare. Alcune teorie sono già comparse nel web e una di queste è decisamente affascinante. Parte da un presupposto ben preciso: Annientamento è una grande metafora del tumore e ruota attorno ad una domanda: cosa succederebbe se il nostro pianeta dovesse avere il cancro?

Non viene mai detto apertamente ma, se ci fate caso, il film inizia proprio parlando di questo tema, con una lezione di Lena (Natalie Portman) incentrata sulle cellule tumorali, sulla loro moltiplicazione. Questo dopo che ci è stato mostrato cosa è successo sul nostro pianeta tre anni prima, quando qualcosa ha colpito il faro nell’Area X, dando vita ad un fenomeno inspiegabile che si espande proprio come un cancro.

Una volta che Lena e il resto del team penetrano in quell’area, si trovano di fronte ad un territorio in continua mutazione. Cambiamenti a livello cellulare che sono accostabili a quelli che causa un tumore nel nostro organismo. Non sempre malvagi, sia chiaro, quello che accade nell’Area X può dar vita a creature affascinanti e ad altre decisamente più terrificanti (moltissimi gli esempi che ci vengono mostrati, comprese mutazioni umane).

Come ci viene specificato nel film, una simile situazione si può “affrontare” o “combattere”. È quello che fanno rispettivamente la dott.ssa Ventress (Jennifer Jason Leigh) e Lena, poi c’è Radek (Tessa Thompson), che decide semplicemente di accettare quello che sta succedendo al suo corpo, andando incontro al suo destino (morte? non ci viene spiegato e sembra che in realtà sia qualcosa di più). Anche in questo caso ci troviamo di fronte a diversi modi di vivere una malattia, un cancro.

La figura della dott.ssa Ventress si potrebbe inoltre accostare a quella di un’oncologa. È una psicologa, è vero, ma ha visto moltissime persone entrare nell’Area X, senza mai uscire, proprio come un dottore che vede morire i suoi pazienti, senza contare che il suo personaggio ha proprio il cancro e vive il suo letterale annientamento nel finale.

Perché Lena non fa la stessa fine? Perché il cancro non uccide tutti, c’è chi riesce ad affrontare la malattia e a sconfiggerla, proprio come fa il personaggio interpretato da Natalie Portman nel momento in cui si trova di fronte al suo “specchio alieno”. Una potente rappresentazione visiva del cancro, una creatura aliena che però nasce dalle nostre cellule. Siamo noi che combattiamo contro il nostro stesso corpo.

In tutto questo, come si inseriscono i flashback di Lena? Rappresentano il cuore del film, non c’è dubbio, le sue azioni, il suo tradimento, hanno avuto un pesante impatto e hanno creato un cancro nel suo matrimonio. Il suo ricongiungimento con il marito (Oscar Isaac) nel finale si può sempre interpretare come una metafora.
Tolti i connotati fantascientifici, ci troviamo di fronte a due persone profondamente cambiante, che hanno subito un mutamento cellulare che ha influito in maniera pesante sulle loro esistenze.

E quel qualcosa è ancora dentro di loro, lo capiamo dai loro occhi, proprio come un tumore che anche una volta sconfitto non ci abbandona mai del tutto.

LEGGI ANCHE: Annientamento, la recensione: ecco come dovrebbe essere la fantascienza!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale ScreenWeek TV.

ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

CLICCATE SULLA SCHEDA SOTTOSTANTE E SUL PULSANTE “SEGUI” PER RIMANERE AGGIORNATI SU ANNIENTAMENTO

Fonte: Collider

Condividi su

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *