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12 marzo 2018 • 16:15 • Scritto da Lorenzo Pedrazzi

Agents of S.H.I.E.L.D. – Il 100° episodio non è rivoluzionario, ma sprizza di amore per i fan

Il 100° episodio non ha cambiato realmente lo status quo di Agents of S.H.I.E.L.D., ma gli autori hanno saputo confezionare una sentita dichiarazione d'amore per i fan.
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Diciamolo chiaramente: il 100° episodio di Agents of S.H.I.E.L.D. non ha rivoluzionato lo status quo della serie, sopratutto se consideriamo i proclami altisonanti di Jed Whedon prima della messa in onda. In confronto, il celebre tie-in con Captain America: The Winter Soldier fu molto più destabilizzante, sia per le ripercussioni sul Marvel Cinematic Universe (la caduta dello S.H.I.E.L.D.) sia per le conseguenze dirette sulla squadra (il tradimento di Ward). Eppure, The Real Deal non delude l’agguerrita fan base che circonda questo show, ma suona come un ringraziamento generalizzato, un grande abbraccio collettivo che include tutti gli spettatori che hanno accompagnato la serie nei suoi cinque anni di vita, incuranti dei balbettii qualitativi, delle critiche e degli ascolti traballanti. «Questo è per voi» sembrano dirci Whedon e Maurissa Tancharoen, instancabili showrunner che dal 2013 ritagliano uno show stagionale attorno al MCU, cercando di sfruttarne ogni minuscolo anfratto per raccontare la propria storia, parallela ai blockbuster cinematografici ma sensibile alla loro influenza.

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER!

L’astuzia degli autori è evidente: invece di confezionare un episodio apocalittico, giocato su grandi scossoni narrativi e cambiamenti epocali, propongono una storia che fa appello al cuore dei fan, e nel frattempo si inventano un espediente narrativo per rievocare gli spettri delle stagioni passate. L’esplosione dei monoliti conservati nel Faro, infatti, provoca una frattura nel tessuto della realtà, aprendo uno squarcio su una dimensione oscura che fa materializzare le paure di chiunque ci si avvicini. Di conseguenza, Coulson (Clark Gregg), May (Ming-na Wen), Fitz (Iain De Caestecker), Daisy (Chloe Bennet), Simmons (Elizabeth Henstridge), Mack (Henry Simmons), Elena (Natalia Cordova-Buckley) e Deke (Jeff Ward) sono costretti a rivivere le loro fobie, spesso nella forma di avversari odiati e già sconfitti: vediamo quindi ricomparire un soldato Kree, il possente Lash, i famelici Vrellnexians, l’inquietante Hive e anche qualcun altro, ma ci arriveremo dopo. Il punto è che bisogna scendere nei piani inferiori del Faro, dove si è aperta la breccia, per risanarla momentaneamente con un ordigno al Gravitonium, ma potrebbe rivelarsi una missione suicida perché il volontario rischia di venire risucchiato dalla frattura. È qui che Coulson confessa la verità sulle sue condizioni: dev’essere lui ad andare, poiché ormai non gli resta molto da vivere. Quando il suo corpo ha ospitato Ghost Rider nel finale della quarta stagione, lo Spirito della Vendetta ha consumato il sangue Kree che lo aveva riportato in vita dopo The Avengers, condannandolo a morte certa. Il tessuto necrotizzato, infatti, si sta espandendo progressivamente dal suo petto, e presto toccherà sia il cuore sia i polmoni.

La squadra è ferita e arrabbiata, soprattutto Daisy, che vede in Coulson una figura paterna. Comunque sia, la rivelazione non è affatto sorprendente: che Coulson stesse morendo lo avevamo già capito nel decimo episodio, quando Yo-Yo si è confrontata con la sua incarnazione futura. Ben più spiazzante è invece il ritorno di J. August Richards nel ruolo di Mike Peterson, in realtà un’altra manifestazione nata dalla paura. Peterson cerca di convincere Coulson che gli ultimi cinque anni della sua vita non siano stati reali, e che si trovi ancora in una sala operatoria dopo l’attacco di Loki. Ma ci vuole ben altro per ingannare il Direttore dello S.H.I.E.L.D., che viene aiutato dal vero Mike Peterson – alias Deathlok – a liberarsi dei Vrelnexians, di Lash e di Hive, in una scena d’azione breve ma piuttosto godibile. È il primo regalo per i fan, che da anni chiedevano il ritorno di Deathlok. La spiegazione della sua assenza non convince (insomma, sarebbe stato utile averlo a disposizione nelle scorse stagioni contro AIDA o il vero Hive), ma pazienza: rivederlo è un piacere, anche perché arriva proprio nel momento giusto, insieme agli altri superstiti dell’agenzia. Peccato solo che manchino Hunter e Mockingbird, gettati via due anni fa per uno spin-off che non si è mai concretizzato. In ogni caso, la missione è compiuta: il Gravitonium chiude provvisoriamente la breccia, ma Fitz avverte che la soluzione è momentanea. Presto, la frattura si riaprirà.

A questo punto Whedon e Tancharoen piazzano il colpaccio. Una volta appurato che l’episodio non muta realmente lo status quo della serie, i due showrunner premiano i fan con l’idillio amoroso tra Fitz e Simmons, regalando loro un tenero matrimonio con scenario bucolico, officiato dallo stesso Coulson. La storia d’amore fra i due scienziati è sempre stata l’unica possibile, la sola destinata – in un modo o nell’altro – a coronarsi in un sogno romantico. Lo dimostra anche il colpo di scena finale, quando scopriamo che Deke è il loro futuro nipote. A tal proposito, la ABC ha pubblicato su Youtube l’intera sequenza:

Non siamo quindi di fronte a una puntata rivoluzionaria, ma di certo potrebbe aver posto le basi per alcuni profondi mutamenti nel cast della serie. L’eventuale morte di Coulson cambierebbe molte cose (e chiuderebbe il cerchio con The Avengers), ma potrebbe segnare anche la fine della serie dopo cinque anni di resistenza, come lasciano intendere gli ultimi segnali. Per ora, The Real Deal funge da sintesi dell’intero show, della sua natura e dei suoi mezzi espressivi. Anche stavolta, gli autori lavorano sul sottobosco dei fumetti Marvel per rielaborarlo secondo le proprie esigenze, e infatti la trama della dimensione “paura” ricorda il Progetto Backslide di Rick Stoner, ex Direttore dello S.H.I.E.L.D. che nella serie è interpretato da Patrick Warburton: si tratta di una storia degli anni Novanta, dove Nick Fury racconta che Stoner cercò di creare un tunnel temporale per viaggiare nel tempo, ma il risultato fu la nascita di una dimensione alternativa che prendeva forma dai ricordi e dalle paure di chiunque la visitasse. L’ispirazione per gli eventi di The Real Deal nasce probabilmente da lì, più che dalla Dimensione dei Sogni di Incubo, come hanno ipotizzato alcuni fan. D’altra parte, Agents of S.H.I.E.L.D. è sempre stato il porto franco per trame e personaggi “minori” che non potrebbero mai trovare spazio nei film, e il 100° episodio non è da meno.

Voto: ★★★ 1/2

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