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Intervista a Shuhei Hosono di Shonen Jump e a Shuntaro Kosuge di Jump Square

Intervista a Shuhei Hosono di Shonen Jump e a Shuntaro Kosuge di Jump Square

Di Marlen Vazzoler

Nel corso della manifestazione MAGIC (Monaco Anime Game International Conference) abbiamo avuto il piacere d’intervistare Shuhei Hosono il capo redattore della rivista settimanale Shonen Jump e responsabile del sito Shonen Jump +.

Come editore ha lavorato assieme a Hirokuyi Asada in Letter Bee e con Takaya Kagami e Yamato Yamamoto in Seraph of the End; e Shuntaro Kosuge che ha contribuito a lanciare la rivista Jump Square, di cui adesso è redattore capo. È stato l’editore di Blood Blockade Battlefront di Yasuiro Nightow, di Claymore, To LOVE-ru Darkness di Kentaro Yabuki e Saki Hasemi, D-Grayman di Katsura Hoshino e Genkaku Picasso di Usamaru Furuya. Ha lavorato con Nobuhiro Watsuki a Rurouni Kenshin: Meiji Kenkaku Romantan – Hokkaido-hen.

Cosa ne pensate di questo passaggio che sta avvenendo tra le pubblicazioni cartacee e quelle digitali, e cosa vedete nel futuro di Shonen Jump e delle altre riviste?

Shuhei Hosono: Da qui in poi aumenterà la produzione di manga su piattaforme digitali. Non penso che il digitale sia una minaccia per i manga cartacei credo che entrambi possano coesistere.

C’è stato uno spostamento dei lettori dalla carta al digitale? Oppure c’è stato un aumento dei lettori con il digitale?

Shuhei Hosono: Credo che la cosa migliore che stia accadendo è che persone che non leggevano per nulla, hanno iniziato a leggere grazie al digitale diventando così dei nuovi lettori.
In generale ci sono meno pubblicazioni cartacee, ma questo calo non è causato solamente dalla presenza di manga in digitale, può essere causato anche dagli smartphone perché la gente usa il proprio tempo per qualcos’altro.
Ma grazie agli smartphone possono anche leggere manga digitali, quindi da una parte abbiamo un calo dei lettori delle edizioni cartacee e dall’altro nuovi lettori grazie agli smartphone, quindi se guardiamo la situazione in modo globale, possiamo dire che abbiamo una sorta di bilanciamento.

Signor Kosuge vuole aggiungere qualcosa?

Vorrei aggiungere che la sfida adesso è monetizzare la lettura digitale perché abbiamo più lettori di manga grazie a internet. Ci sono molti lettori che leggono manga gratuitamente, che non sono abituati a pagare. Ma se non pagano, l’autore non viene pagato, quindi è importante per il sistema economico che i lettori paghino, leggano e siano soddisfatti, e allo stesso tempo gli autori ricevano quello che gli spetta.

Come vi state muovendo nella lotta contro la pirateria? Ci sono molti manga piratati in rete, non solo i titoli di Shonen Jump. In America stanno provando a contrastare questo fenomeno con il simulpub (la pubblicazione simultanea), in altri paesi invece non possono contare su questo meccanismo, e spesso le edizioni digitali non esistono.
Quindi voi dal Giappone, come provate a combattere la pirateria nel resto del mondo?

Shuhei Hosono: In realtà ancora prima dell’internet, c’era già la pirateria cartacea. Con quello che ha fatto Crunchyroll c’è meno pirateria, inoltre abbiamo chiesto alle case editrice di lavorare con chi fa le edizioni piratate per creare delle versioni ufficiali.
Si tratta dunque di un tema che si ripete nel corso della storia, ma per il digitale c’è ancora un sistema simile. Come ha spiegato il signor Kosuge abbiamo cominciato a monetizzare i manga digitali in Giappone mentre per il resto del mondo dobbiamo trovare un sistema che sia accettato dai lettori in modo che siano spinti a leggere i manga in questo modo. Inoltre abbiamo bisogno dell’aiuto delle case editrici straniere. Avere delle partnership con loro in modo da poter lavorare insieme e diminuire la pirateria.

Signor Kosuge ci può parlare di questo nuovo lavoro del maestro Nobuiro Watsuki. Come mai ha deciso di tornare a disegnare Kenshin e come hanno pianificato questa nuova storia. (L’intervista è stata effettuata prima del ritrovamento di materiale pedopornografico nello studio del maestro, che ha causato la cessazione della pubblicazione del manga).

Per la verità ci sono due motivi: il primo è che il signor Watsuki voleva ancora disegnare Rurouni Kenshin, aveva ancora storie da raccontare. Naturalmente ha molte idee e molte storie che gli piacerebbe raccontare che fanno parte dell’universo di Kenshin. Dall’altra parte ci sono lettori che vogliono che racconti altre storie con questi personaggi. Ha così deciso esaudire il desiderio dei lettori.

Possiamo aspettarci dopo questa opera, nel futuro, magari altre storie brevi ambientate nel mondo di Kenshin?

Al momento ha intenzione di scrivere una lunga storia intitolata Hokkaido-Hen (La storia di Hokkaido) che sarà ambientata nella parte più settentrionale del Giappone.
Ritornando alla precedente domanda, il maestro ha sentito che i lettori volevano nuove storie. I tre film (live action) hanno avuto molto successo, così come lo spettacolo Takarazuka, per questo motivo ha deciso di scrivere l’arco di Hokkaido.

Abbiamo parlato dei live action di Kenshin, oggigiorno ci sono molte produzioni live action basate sui manga, come Jojo e Blade of the Immortal di Takeshi Miike. Che tipo di impatto hanno queste produzioni sulle pubblicazioni? C’è solo un aumento temporaneo registrato nel momento di sviluppo/uscita del film, oppure questi nuovi lettori più o meno rimangono anche dopo l’uscita del film o la fine degli anime?
Shuntaro Kosuge

Shuhei Hosono: Per prima cosa, scegliamo di fare la versione animata di un manga che ha il potenziale di avere dei nuovi lettori, quando esce vi è un rialzo del numero dei lettori, ma non si tratta di un aumento temporaneo, i lettori rimangono e il manga ottiene più successo.
Per quando riguarda i film live action, si tratta di proprietà che hanno già successo, anche in questo caso vi è un aumento dei lettori con l’uscita della pellicola, e l’opera ottiene ancora più successo.

Quando viene fatto un adattamento animato o live action, gli editor hanno qualche imput riguardanti il manga in questo tipo di produzioni?

Shuntaro Kosuge: La casa editrice è coinvolta nella realizzazione dell’anime e dei film live action, perché rappresentano l’autore, e si assicurano che il lavoro del mangaka venga rispettato e non venga cambiato, quindi dobbiamo fare un controllo della qualità: controlliamo i dialoghi, i costumi dei personaggi, se la loro personalità è uguale a quella nel manga. Andiamo anche allo studio per controllare se tutto va bene e se viene rispettato quello che vuole l’autore.
Facciamo uno o due incontri alla settimana, nelle produzioni animate, per controllare tutto.

Il maestro Kishimoto ha detto al Jump Festa che è molto coinvolto nel live action americano di Naruto, volevo sapere se questi controlli della qualità sono realizzati allo stesso modo anche nelle produzioni internazionali.

Shuhei Hosono: Per quel che riguarda i film realizzati in altri paesi è diverso perchè non possiamo controllare tutto, quindi dobbiamo lavorare con delle compagnie di cui ci fidiamo. Controlliamo la storia, ma non possiamo controllare tutto. Quindi la chiave è lavorare con queste compagnie di cui ci fidiamo, e questo vale sia per i film che per i musical.

Una curiosità. Dopo l’esperienza con Dragon Ball Evolution, hanno cambiato il modo in cui si rapportano con le compagnie estere?

Shuhei Hosono: Per la verità sono andato in Messico per ottenere informazioni sulla lavorazione, ed ho trascorso 24 ore per raggiungere il set. Questa è stata un’esperienza difficile per la Shueisha.
Dopo questo film abbiamo deciso di mettere nei contratti un maggiore controllo della qualità, per non ripetere gli stessi errori.

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