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13 dicembre 2017 • 09:00 • Scritto da Andrea Suatoni

Star Wars: Gli Ultimi Jedi – Il nuovo corso della saga inizia con Episodio VIII – La Recensione (NO spoiler)

L'Episodio VIII impone dei cambiamenti epocali alla saga, riuscendo nel difficile obiettivo di separare il nuovo corso dal vecchio senza dimenticare di omaggiarlo appieno.
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Sul finire del 2015 usciva nelle sale di tutto il mondo Star Wars: Il Risveglio della Forza, settimo episodio della saga nata nel 1977 dalla mente di George Lucas e destinata a continuare ancora per molti anni (una quarta trilogia è già stata annunciata). Il film arrivava dopo 10 anni dal precedente ed andava a riallacciarsi a trame vecchie di 32 anni – sia reali che narrativi – per raccontare il prosieguo delle avventure di Luke Skywalker, Han Solo, Leia Organa e di tutti i personaggi iconici della saga, ponendo però l’attenzione su una nuova generazione di eroi. Quasi tutto in Il Risveglio della Forza era un omaggio alla prima trilogia, in una sceneggiatura che a tratti ricalcava il primissimo Star Wars (poi ribattezzato Episodio IV: Una Nuova Speranza); un richiamo nostalgico ai vecchi fan ed un poco coraggioso assaggio del mondo di Lucas alle nuove leve, a quei giovani che spesso di quelle “Guerre Stellari” avevano solamente sentito parlare, senza aver mai avuto il desiderio di recuperare delle pellicole ormai – per inciso: solo per loro – datate.

Con Gli Ultimi Jedi, la saga di Star Wars viene infusa di nuova e fresca linfa vitale, in un nuovo corso che pur omaggiando il passato si apre (finalmente o purtroppo?) a nuove atmosfere e tematiche, a volte – sicuramente per tutti i fan di lunga data più pignoli –  quasi in modo blasfemo od eretico, per attualizzare una storia che pur non sentendo affatto su di sé il peso del tempo passato è stata riconvertita alla fruibilità di chi per la prima volta si era approcciato a Star Wars con Il Risveglio della Forza, con Rey, Finn, Kylo Ren, BB-8 e Poe come unici (sic!) protagonisti/eredi.
Ai nostalgici ed agli immancabili critici (ne siamo sicuri, molti dei vecchi fan insorgeranno) verrà chiarito che la saga di Star Wars è ormai proiettata verso un futuro diverso – proprio come dice Luke in uno dei trailer – diverso da quello che si aspettavano: spazio ai nuovi appassionati, ai nuovi personaggi, alla nuova Forza… E un addio calcolato agli “Ultimi Jedi”.

IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…

Avevamo lasciato al termine di Episodio VII l’ultima depositaria della Forza, Rey, al cospetto di Luke Skywalker, finalmente ritrovato e pronto ad addestrare una nuova adepta. O forse no. Il nuovo Episodio si diverte fin dall’inizio a giocare con i vecchi canoni ed a scardinare le convinzioni dei fan; nel corso della pellicola, verrà chiarito che il fandom con le sue teorie machiavelliche pur se spesso coerentissime ed affascinanti è molto più fantasioso degli sceneggiatori della Disney. Dall’identità dei veri genitori di Rey a quella del Supremo Leader Snoke, la trama si assesta su una strada che vuole chiaramente spezzare il ponte con il passato: la Forza è stata risvegliata, sì, ma le sue regole forse non sono più le stesse. Il tempo dei vecchi eroi è finito, ed il loro ruolo è ben definito in funzione dei nuovi; ogni sequenza de Gli Ultimi Jedi è impossibile da prevedere proprio perché tutto ciò che viene affrontato è visto sotto una luce diversa, nella quale i protagonisti finiscono per essere i più grandi nemici di sé stessi, dove il fallimento è ben più che una possibilità e dove i rapporti fra i personaggi si muovono su binari altalenanti e discontinui proprio perché più realistici di quelli visti in passato. Nel bene e nel male.

IN FORMAZIONE

Il secondo capitolo della nuova trilogia si focalizza quindi principalmente sulle figure di Rey e Kylo Ren, che si sviluppano in una serie di similitudini e differenze che li rendono a tratti speculari ma allo stesso tempo sovrapponibili in alcuni momenti. Si tratta per entrambi di un percorso di formazione, che stabilirà al termine della pellicola il nuovo corso della saga. Se le posizioni di tutti i protagonisti non erano fin qui state definite (ed il discorso vale in parte anche per Finn e per Poe, anche se su dei livelli sensibilmente diversi), dopo la visione de Gli ultimi Jedi tutto sarà molto più chiaro: chi sono i buoni, chi sono i cattivi, e soprattutto perché hanno scelto una strada anziché un’altra.
Accanto ai protagonisti, c’è spazio per tutti i veterani della saga: Luke, Leia e persino un personaggio che pensavamo di non rivedere mai più (e le cui affermazioni saranno probabilmente al centro di varie polemiche) brillano in più di una scena loro dedicata, anche se sono due delle nuove arrivate a rubare la scena a tutti gli altri. Il vice ammiraglio Holdo di Laura Dern e la Rose di Kelly Marie Tran intavolano due new entry perfettamente riuscite e credibili, anche se la scrittura avrebbe dovuto indugiare più a fondo sulle dinamiche intercorse fra la prima e Poe, che portano al limite la coerenza narrativa tradendo una cura dei dettagli troppo esigua per uno degli snodi di trama più importanti – e pieno di conseguenze – della pellicola. Il percorso di Rose, soprattutto, sembra essere qui iniziato per entrare nell’olimpo dei protagonisti: pur nel poco tempo dedicato al racconto delle sue origini, ci troviamo di fronte ad uno dei personaggi più complessi e potenzialmente dirompenti fin qui introdotti nella nuova trilogia.

BIM BUM GAG

Proprio come avevamo visto in Il Risveglio della Forza, anche Gli Ultimi Jedi si concede il lusso di indugiare su scene d’azione epiche e di ampia portata ricche di esplosioni, effetti speciali e battaglie serrate, mostrandoci ciò che la prima trilogia avrebbe voluto essere ma che la tecnologia di allora non avrebbe mai potuto realizzare. E come da manuale, nessuna di dette scene è calibrata alla perfezione, rimanendo su un livello di spettacolarità che premia l’aspetto visivo mettendo in ombra una credibilità che, in effetti, nei film di Star Wars non ha mai avuto luogo o ragione di esistere. Il risultato è la costruzione di scene che, pur se ossequiose al limite del plagio nella loro autoreferenzialità (sì, vedremo di nuovo la classica scena dell’unico pilota in lotta solitaria contro una corazzata intera), non possono fare a meno di emozionare.
Uno dei dubbi più grandi riguardo la pellicola di Rian Johnson riguardava l’aspetto comico, che si diceva sarebbe stato enfatizzato ed innalzato ben oltre i limiti degli Episodi precedenti; la scrittura del film riesce ad equilibrare invece i momenti comici – risolti molto più spesso in veste di gag brillanti che di battute fuori luogo – e quelli drammatici, diversamente da quanto gli sceneggiatori de Il Risveglio della Forza (non) erano tristemente riusciti a fare. Si ride forse di più che in Episodio VII, ma raramente a sproposito.

EPISODIO IX ED OLTRE

Non sappiamo da dove Episodio IX prenderà le mosse, ma in Gli Ultimi Jedi moltissimo è cambiato e molte saranno le conseguenze che le due fazioni in lotta dovranno affrontare nell’epilogo della terza trilogia. Interessante è notare che probabilmente è stata gettata la scintilla per ciò che vedremo ancora più avanti: teniamo d’occhio quindi il ragazzino a cui Rose ha lasciato il suo anello con il simbolo della resistenza, perché molto probabilmente lo rivedremo, presto o tardi. I vecchi eroi leggendari sono diventati storia, mentre i nuovi eroi si apprestano a diventare leggenda ed una terza generazione di aspiranti eroi potrebbe essere proprio dietro l’angolo… Scopa alla mano.

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Nel cast di Star Wars: Gli ultimi Jedi ritroveremo Daisy Ridley, John Boyega, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Mark Hamill, Carrie Fisher e Gwendoline Christie. A loro si uniscono Laura Dern, figlia del bravissimo Bruce Dern e di Diane Ladd, comparsa in pellicole come Velluto Blu, Cuore Selvaggio, INLAND EMPIRE e Jurassic Park, Kelly Marie Tran, giovane attrice vista nella serie TV About a Boy, e Benicio Del Toro. L’uscita del film, diretto da Rian Johnson, è prevista per il 13 dicembre 2017.

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