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Serie Tv: i 10 peggiori show del 2017

Serie Tv: i 10 peggiori show del 2017

Di Andrea Suatoni

Fra i nostri bilanci di fine anno non poteva mancare l’appuntamento con i flop televisivi del 2017; non tutti gli show riescono ad ingranare appieno e ad incontrare il favore dei fan, per i motivi più disparati: un errato casting, un concept debole, una scrittura macchinosa o al contrario troppo semplicistica e così via. Sono molte le serie tv che avremo presto il piacere di dimenticare; ma prima… Ricordiamole nel nostro speciale, e che siano da monito per il (binge watching) futuro!

GYPSY

Nonostante una pluricandidata agli Oscar protagonista, lo (wannabe) psico-thriller di Netflix non ha per nulla soddisfatto i suoi spettatori. Scrittura poco impegnata e diluita all’eccesso, personaggi illogici e caratterizzati malamente, situazioni al limite dall’assurdo montate solamente per mandare avanti una trama debole che sperava in almeno una seconda stagione per esplodere davvero (i 10 episodi di Gypsy potevano essere riassunti in un doppio episodio iniziale): la professionalmente pessima psicologa di Naomi Watts non ci mancherà.

THE MIST

La serie horror del canale Spike – in Italia visibile su Netflix – nonostante delle buone (non ottime) premesse iniziali delude totalmente le aspettative, non arrivando neanche a sfiorare le atmosfere del film del film omonimo del 2007 diretto da Frank Darabont. La svolta “metafisica” data alla nebbia mortale su cui la storia si basa è stata una delle peggiori idee degli showrunner, mentre una costruzione dei personaggi stereotipata ed in definitiva pessima, non aiutata dalla prova di molti degli interpreti principali, aiuta a disinteressarsi ben presto alla vicenda.

AMERICAN HORROR STORY: CULT

American Horror Story non è uno show che va guardato per i suoi sconvolgenti colpi di scena o per la logicità della trama, o ancora per la profondità dei personaggi o le loro caratterizzazioni: quello di Ryan Murphy è qui (a differenza di altre sue ben più pregiate opere) un puro – e gradevolissimo – esercizio di stile, che spesso è riuscito negli anni passati a superare le gravi pecche della narrazione. In Cult, tutti i difetti congeniti di American Horror Story sono però acuiti da una sensazione di nonsense generale che, seppure (non così facilmente) convertibile in una critica alla situazione politica americana post-Trump lascia in definitiva del tutto indifferenti. Sicuramente non la peggiore serie dell’anno… Ma probabilmente una delle più inutili.

POWERLESS

Sulla carta avrebbe dovuto funzionare perfettamente: l’idea di mostrare l’impatto dei supereroi sulla vita del lavoratore comune poteva essere vincente, ma andava meglio sfruttata. Impianti da sit-com stereotipati ed antichi, alcuni casting non proprio azzeccati (la rimozione della grandiosa Kate Micucci, sostituita dopo l’unaired pilot, è stata un durissimo colpo) e delle storyline che non riuscivano a sfruttare appieno il potenziale dell’universo DC Comics hanno portato ad una cancellazione anticipata dello show. Un vero peccato per una serie che lo scorso anno era una delle più attese del panorama del 2017.

BLOOD DRIVE

Grindhouse portato in tv dal canale Syfy, con il pretesto di una folle corsa automobilistica in un futuro distopico dove il carburante è rappresentato… Dal sangue umano. Forse lo show si riprometteva di diventare un cult-trash sulla linea delle produzioni Asylum, ma in definitiva si è rivelato per nulla innovativo, più vecchio di quanto voleva sembrare vintage.

24: LEGACY

La colpa di 24: Legacy è principalmente una: non riuscire a stare al passo con – appunto – l’eredità della serie madre. Difficilissimo replicare il carisma del Jack Bauer di Kiefer Sutherland, e ancor più difficile riprendere un’impostazione visiva che al tempo era innovativa ma che qui perde gran parte della sua freschezza ed anche della sua dinamicità, complice una scrittura non troppo articolata che anziché sfruttare il format ne sembrava quasi costretta. Un’altra cancellazione doverosa.

9JKL

L’ex protagonista di Royal Pains Mark Feuerstein (che figura anche fra i produttori e gli showruner) interpreta in questa serie un uomo che si ritrova a dover tornare a vivere nel palazzo dove è cresciuto, in un appartamento stretto fra quello dei suoi genitori e quello dove vivono suo fratello e la di lui famiglia. Lo show è noioso e totalmente fuori tempo: ma la sua pecca maggiore non è l’anacronisticità, nel senso che… Sarebbe stato terribile anche 10 o 20 anni fa. Totalmente da dimenticare.

DISJOINTED

In realtà Disjointed compie esattamente – ed egregiamente – il compito che (probabilmente) si era preposta: intrattenere gli sballati davanti alla tv con una sit-com all’interno della quale potevano riconoscersi. In effetti, se vista sotto gli effetti della marijuana, non abbiamo dubbi che lo show, con protagonista una inedita Kathy Bates proprietaria di un negozio di erba, possa risultare molto divertente. Così non è però se a guardarlo è uno spettatore sobrio… La Bates inoltre non appare del tutto a suo agio nel ruolo, ed anche il resto del cast non brilla. Un plauso però ad alcune delle scene psichedeliche che riguardano il personaggio di Carter.

COMPAGNI DI UNIVERSITA’

Nonostante un ottimo cast, fra cui Cobie Smulder, Seth Rogen, Greg German e molti altri, la serie che rimette insieme dopo 20 anni un gruppo di ex compagni d’università per sottolineare come le dinamiche giovanili siano dure a morire non colpisce nel segno, risultando banale, scontata e deprimente (sottolineamo che avrebbe voluto essere una comedy). Una seconda stagione è però in arrivo, nella speranza che la scrittura migliori e che… Una vera e propria trama si affacci all’orizzonte.

MARVEL’S INHUMANS

Da un progetto cinematografico che prometteva di essere grandioso, ad una serie televisiva che allo stesso modo sembrava voler partire alla grande con la distribuzione dei primi episodi nei cinema IMAX… Fino alla prima foto promozionale, che ha introdotto dei character design e dei costumi terribili, sui cui standard poi la serie si è poggiata. Pessima scrittura, personaggi piatti e poco carismatici, un protagonista del tutto fuori parte ed una imperdonabile “truffa” ai danni di chi non vedeva l’ora di vedere gli effetti speciali relativi agli affascinanti capelli prensili di Medusa: Inhumans rimarrà negli annali come la peggiore serie del Marvel Cinematic Universe, e dei suoi personaggi probabilmente non sentiremo parlare mai più, a meno di camei improbabili in Agents of S.H.I.E.L.D.

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