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Paola Cortellesi, Antonio Albanese e il cast di Come un Gatto in Tangenziale a Roma per presentare il film!

Paola Cortellesi, Antonio Albanese e il cast di Come un Gatto in Tangenziale a Roma per presentare il film!

Di Andrea Suatoni

LEGGI ANCHE: IL TRAILER DI COME UN GATTO IN TANGENZIALE

E’ in arrivo dal 28 Dicembre in tutti i cinema italiani Come un Gatto in Tangenziale, la nuova commedia di Riccardo Milani con Paola Cortellesi ed Antonio Albanese; regista e protagonisti, insieme a parte del cast (Sonia Bergamasco ed i giovanissimi Simone de Bianchi ed Alice Maselli) hanno incontrato ieri a Roma la stampa per presentare il film, incentrato sul difficile (ed esilarante) rapporto fra due famiglie della Città Eterna agli antipodi fra loro – in tutti i sensi del termine – costrette ad incontrarsi (o scontrarsi) a causa di un amore adolescenziale.

La storia fra Agnese, proveniente da Roma nord, ed Alessio, del quartiere di Bastogi, non è benvista dall’intellettuale padre di lei (Albanese) né dalla sfrontata e coatta madre di lui (Cortellesi): i due dovranno unire le forze, da per fare in modo che la storia duri “Come un Gatto in Tangenziale”…
Regista ed attori hanno risposto alle curiosità della stampa:

Riccardo, come è nato il tuo sguardo su Bastogi? Nella storia  di Come un Gatto in Tangenziale c’è qualcosa di autobiografico?

Molti anni fa, grazia a Claudio Canepari, ho avuto modo di vedere la docu-fiction Residence Bastogi, che mi colpì molto; questo ricordo si unì qualcosa del mio presente quando una delle mie figlie mi confessò di avere una cotta per un ragazzo proprio di Bastogi. Da questi spunti è nata l’idea per la storia, con Paola abbiamo iniziato a documentarci, abbiamo fatto alcuni sopralluoghi… E pian piano il film ha cominciato a prendere forma.

Potete fornirci una riflessione sulla cosiddetta “contaminazione”, sulla distanza fra due mondi completamente differenti?

Riccardo: La distanza sociale è un dato di fatto, ed il film lo evidenzia ampiamente: differenze economiche, logistiche, contestuali, che portano persone diverse ad interagire con ambienti diversi e paralleli, senza avere l’occasione di incontrarsi. Se invece si offre a persone diverse un pretesto per entrare in contatto, il risultato può essere sorprendente.

Paola: In questa storia abbiamo trovato un pretesto, uno scherzo del destino per far comunicare due persone che non avrebbero altrimenti mai comunicato. E la comunicazione porta sempre qualcosa di positivo. Si può sempre imparare qualcosa da chi è diverso da noi.

Simone ed Alice, cosa vi ha lasciato l’esperienza sul set? Nella vostra vita di tutti i giorni, avete mai riscontrato le stesse differenze di cui parla il film?

Simone: E’ stata un’esperienza indimenticabile, poter lavorare con delle persone come Paola ed Antonio è stato fantastico. Nel mio piccolo, ad esempio a scuola, è semplice vedere differenze di classe od economiche, ma non le sentiamo su di noi. Siamo amici, e non ci interessano.

Alice: L’esperienza sul set è stata meravigliosa, abbiamo lavorato molto ma ci siamo anche divertiti. Tutti gli attori sono stati stupendi durante le scene ed anche al di fuori, li ringrazio tutti. Esistono molte differenze nel mondo è vero, me ne sono accorta soprattutto girando a Bastogi, un luogo che non conoscevo. Abbiamo conosciuto molte persone lì, che hanno lavorato con noi: come diceva Simone, le differenze sono passate in secondo piano.

Cos’altro potete dirci degli abitanti di Bastogi che sono stati coinvolti nella produzione?

Paola: Mentre scrivevamo la sceneggiatura, siamo andati a fare dei sopralluoghi ed abbiamo fatto delle interviste. Molte persone ci hanno raccontato le loro storie, alcune molto tragiche ma anche di rimando anche con dei lati divertenti. Riguardando le interviste, che erano essenziali per dipingere dei personaggi credibili e ben caratterizzati, abbiamo individuato alcuni personaggi che volevamo inserire nel film. Riccardo ad esempio ha voluto subito le gemelle nel film dopo aver visto la loro intervista: non erano inserite nella sceneggiatura all’inizio. Così come le ragazze che interpretano le mie amiche nella storia, e molti altri.

Sonia, Come un Gatto in Tangenziale è un’altra incursione, dopo Quo Vado, nella commedia all’italiana in un ruolo un po’ da “cattiva”… Come si è trovata?

E’ molto difficile e complesso riuscire a far ridere, e non voglio perdere l’occasione di provare a farlo ancora e ancora. Sono molto contenta della mia partecipazione al film, tra l’altro anche io sono una che è cresciuta in periferia… Anche se a Milano. Bastogi in realtà mi ha un po’ sconcertata, è difficile credere che sia nascosto proprio dietro l’angolo, a due passi dal centro di Roma.

Paola, anche tu sei cresciuta in periferia…

Sono cresciuta a Massimina, sono una “borgatara”. Bastogi forse è un po’ più estrema, ma ho trovato simili alcune delle atmosfere. Sono cresciuta in un ambiente molto vario e variegato, un’esperienza che mi ha formato… nel bene e nel male. Bastogi è spesso presentata come un vaso di Pandora che contiene tutti i mali, ma vorrei sottolineare invece la fortissima umanità che abbiamo trovato negli abitanti del quartiere, che ci hanno accolti a braccia aperte. A Roma non sempre è così quando il cinema arriva ad “invadere” i quartieri popolari, e voglio ringraziarli tutti.

La coppia Cortellesi-Albanese è ormai lanciatissima…

Paola: Ci siamo conosciuti in Mamma o Papà? e ci siamo trovati benissimo, non vedevamo l’ora di lavorare di nuovo insieme… E l’occasione si è ripresentata presto. Da colleghi siamo diventati anche amici, la nostra è una coppia che funziona dentro e fuori dalla scena.

Antonio: Avendo già conosciuto la professionalità ed i tempi dell’altro, la nostra recitazione è salita ad un livello superiore: l’intesa fra me e Paola è perfetta, ci troviamo benissimo sul set. Siamo entrambi precisi, puntuali, amiamo il nostro lavoro allo stesso modo… ci troviamo praticamente in tutto!

 

Riccardo, le tue commedie nascondono sempre un sottotesto attuale e critico, tramite le risate riescono anche a far riflettere…

Riccardo: Anche il cinema più popolare, come la commedia, può avere secondo me una funzione sociale o quantomeno di informazione. Mi piace fare film che facciano ridere e che riescano a far pensare lo spettatore proprio grazie a quelle risate, e spero di aver trovato un buon equilibrio in Come un Gatto in Tangenziale.

Antonio: L’ironia è una delle caratteristiche alla base del nostro paese: riesce a sostenere con energia temi ed argomenti difficili da far emergere in alti modi. Sono contento di questo film anche perché negli ultimi tempi forse questa ironia si sta un po’ perdendo, e questo mi fa un po’ paura…

Questa la sinossi ufficiale:

Giovanni, intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale vive nel centro di Roma. Monica, ex cassiera, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. I due cominciano a frequentarsi e a entrare l’uno nel mondo dell’altro. Giovanni, abituato ai film nei cinema d’essai, si ritroverà a seguire sua figlia in una caotica multisala di periferia; Monica, abituata a passare le sue vacanze a Coccia di Morto, finirà nella scicchissima Capalbio. Ma all’improvviso qualcosa tra loro cambia…

Nel cast del film troviamo anche Claudio Amendola.
Partecipa alla conversazione: #ComeUnGattoInTangenziale

 

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